Benitez: “La nazionalità è una questione complessa. La lezione con l’Arsenal per crescere in Serie A”

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Pubblicato insolitamente di Domenica, l'appuntamento quindicinale con la rubrica tenuta dal mister azzurro sul The Independent evidenzia innanzitutto le idee dello spagnolo sull'apertura, ormai inevitabile, delle nazionali a calciatori nati o provenienti da nazioni diverse da quella che si trovano a rappresentare.
La polemica, innestata oltremanica nei giorni scorsi dalle dichiarazioni del calciatore dell'Arsenal Wilshere, trova eco anche in Italia dove il discorso sembra non smetta mai di essere attuale nonostante la Nazionale azzurra sia stata una delle prime ad utilizzare gli oriundi, e a vincere anche grazie al loro aiuto.
Il Mago ricorda l'esempio di Barnes, tra i primi di colore a vestire la maglia dei Leoni d'Albione e a ricevere minacce di stampo razzistico per questo, ribadendo che il fenomeno delle migrazioni è una caratteristica del mondo d'oggi e che riguardo ai calciatori si tratta di un problema di qualità più che di quantità.
Benitez dedica poi due paragrafi ai recenti risultati del Napoli e alle crescenti similitudini tra la città partenopea e Liverpool, nella quale è tornato per una breve vacanza.
Qui di seguito i passaggi scelti per voi e tradotti dalla redazione di Napolisoccer.net:
 

Gli stranieri in Nazionale
La maglia bianca dell'Inghilterra è stata indossata, negli anni, da giocatori nati in più di venti nazioni diverse dal Regno Unito. La provenienza di questi giocatori sembra riflettere la geografia del vecchio impero Britannico ma mostra anche come i giovani abbiano viaggiato, per stabilirsi poi in Inghilterra fin da piccoli, e come accada ormai da molti anni.
Leggevo della storia di John Barnes, stabilitosi per la prima volta in Inghilterra da ragazzino, a circa dodici anni. Il grande gol segnato da lui per l'Inghilterra al Maracana nel 1984 aveva molto di giamaicano, ma Barnes non aveva dubbi sulla nazione per la quale volesse giocare. Sono passati più di 30 anni da quando Barnes ha iniziato a giocare per le squadre inglesi e nel frattempo il mondo è cambiato moltissimo. Viviamo ora in un mondo globale e la mobilità delle persone che si stabiliscono in posti nuovi per trovare lavoro e crescere i propri figli è in costante aumento. E' qualcosa che non si può fermare. […]
Le statistiche della BBC hanno attirato la mia attenzione questa settimana. Esse mostrano che i giocatori inglesi coprono il 32.26 % di tutti i minuti giocati da tutti i giocatori della Premier in questa stagione: un dato inferiore rispetto al 35.43 % del 2007-08. Ma in Spagna i giocatori spagnoli coprono il 59 % dei minuti giocati ne La Liga ed i tedeschi il 50% di quelli giocati in Bundesliga. I dati, quindi, raccontano qualcosa di diverso dalla semplice affermazione “troppi stranieri”. E' la qualità dei giocatori (che importa, ndt), non il numero. Per comprenderlo, basti osservare la popolazione della Croazia (circa quattro milioni) e quella di un'altra 'nuova' grande nazione calcistica, il Belgio (undici milioni). La popolazione inglese è di cinquantatre milioni.
Ma sulla questione della nazionalità, ho due buone ragioni per dire che si tratta di qualcosa di più complesso di quanto possiamo immaginare. Mi basta osservare le mie figlie. Sono entrambe nate in Spagna ma dopo quasi dieci anni vissuti a Liverpool si considerano molto più inglesi che spagnole.

 

La lezione dell'Arsenal può aiutarci ad avanzare in Serie A
E' stato deludente per il nostro Napoli perdere a Londra contro l'Arsenal in Champion's League. Arsène Wenger ha una squadra forte, con un buon passo. Sono stati bravi quanto avevo previsto e la vittoria per 2-0 ce lo ha dimostrato. Il Napoli sta crescendo come squadra. Abbiamo imparato alcune cose rispetto a come dobbiamo affrontare squadre che hanno la qualità e la velocità dell'Arsenal. E' stato incoraggiante vedere come ci siamo ripresi da tutto ciò. Siamo contenti della buona vittoria per 4-0 contro il Livorno ottenuta quattro giorno dopo la nostra partenza da Londra, nonostante non avessimo con noi Gonzalo Higuain a causa di un piccolo infortunio. Ora guardiamo alla nostra grande partita contro la Roma, l'unica squadra a starci davanti in Serie A. La partita è stata anticipata a venerdì a causa di alcune manifestazioni pubbliche. Sarà un test per noi. Molte persone parlano della partita, ma lo spirito tra noi è buono.
 

Napoli e Liverpool condividono la stessa passione
Grazie alla pausa internazionale mi sto godendo ora qualche giorno a Liverpool. Sono tornato qui giovedì pomeriggio e farò ritorno in Italia la settimana prossima per preparare l'incontro con la Roma. Ci sono davvero molte similitudini tra Liverpool e Napoli e la passione per il calcio è una di esse. In questo momento sono due città che vedono le loro squadre di nuovo nei piani alti della classifica. Quando le persone mi fermano, desiderose di parlare di calcio, gli dico che la strada di questa stagione è lunga; è difficile per loro guardarla in quest'ottica. Il calcio è così per tutti noi. E' una fonte di speranze e sogni!

 

Alberto Francesco Sanci
Redazione Napolisoccer.net – Fonte : www.theindependent.co.uk



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