Atalanta: cosa è cambiato?

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Oggi pomeriggio, allo Stadio Atleti Azzurri d'Italia, il Napoli affronta l'Atalanta, già battuta all'andata e negli ottavi di Coppa Italia, ma sempre al San Paolo. La formazione di Colantuono, grazie alle due vittorie negli ultimi tre turni, ha preso distanza dalle parti più basse della classifica, posizionandosi al dodicesimo posto, posizione di tranquillità che ben si addice agli obiettivi stagionali. Scopriamo assieme ai nostri lettori cosa è cambiato per i bergamaschi rispetto al girone di andata.

Il modulo tattico

Chi ci segue con maggior attenzione ricorderà che Colantuono aveva provato a sperimentare, in ritiro e nelle prime partite di campionato, uno schieramento più offensivo rispetto agli anni scorsi, basato su di un 4-3-3 con esterni alti capaci di ripiegare sul centrocampo.
Il deludente inizio di campionato, però, con una sola vittoria nelle prime cinque ottenuta al debutto stagionale contro il Torino, ha portato il mister a scegliere di tornare al modulo col quale l'Atalanta gioca ormai da moltissime stagioni, il 4-4-1-1.
Difesa fisicamente forte e bloccata, centrocampo affidato alla lucidità di Cigarini e al dinamismo di Carmona, esterni equilibrati sulle fasce e Moralez in appoggio a Denis.
L'undici titolare ormai si conosce alla perfezione e i meccanismi di gioco sono stati mandati a memoria già nelle scorse stagioni.
L'esperimento è dunque fallito: la conoscenza del modulo da parte dei giocatori ha riportato l'Atalanta a navigare in quel basso centro classifica che è la dimensione desiderata dalla dirigenza.
Lo stadio casalingo resta comunque un fortino: ben sei delle sette vittorie nerazzurre sono arrivate a Bergamo, e i due pareggi casalinghi (su tre totali) sono arrivati contro Roma e Inter.

La rosa a disposizione

Con la conclusione del mercato di riparazione, analizzeremo anche gli interventi che le società hanno compiuto sulla propria rosa a Gennaio, lì dove ve ne siano stati.
L'Atalanta ha portato a termine l'acquisizione di Benalouane dal Parma già nella prima metà del mese di gennaio e il francese ha già avuto modo di farsi vedere in campo quattro volte tra campionato e coppa: un innesto importante al centro della difesa che non ha trovato in Yepes garanzie sufficienti e non ha quasi mai schierato Canini, ceduto in prestito al Chievo.
Ad ampliare le possibili scelte sull'esterno sinistro è arrivato Estigarribia, paraguaiano portato in Italia dalla Juventus e poi protagonista in diverse squadre di provincia.
L'acquisto prospettico, tipologia di acquisizione tanto cara al DS nerazzurro Marino, è rappresentato dal giovane Ruben Betancourt, 21enne uruguaiano prelevato a titolo definitivo dal PSV, definito da più parti l'erede di Cavani. Vedremo se il giovane attaccante saprà ritagliarsi uno spazio alle spalle del più esperto German Denis.
Nel capitolo delle cessioni troviamo il prestito dello sfortunato Marilungo e del giovane Gagliardini al Cesena in Serie B, il prestito al Carpi dell'attaccante Ardemagni (già in gol ieri pomeriggio contro il Padova, al debutto con gli emiliani) e la cessione al Sassuolo di Ciro Polito, portiere napoletano scavalcato nelle gerarchie bergamasche da Sportiello.

Le motivazioni contro gli azzurri e il calendario

Se nella partita di andata il campionato era appena al suo abbrivio e si arrivava alla terza giornata dopo la sosta per le nazionali, la partita del girone di ritorno si prospetta completamente differente per approccio mentale e ritmo.
Gli atalantini hanno digerito male l'eliminazione dalla Coppa Italia subita al San Paolo, soprattutto per l'ingenuità di Del Grosso che ha spalancato le porte alla marcatura decisiva di Insigne. Nonostante le numerose e ingiuste proteste, il boccone sembra essere stato particolarmente amaro per i bergamaschi. Inoltre la partita di andata si chiuse virtualmente sull'espulsione di Cigarini che le 'promise' a mezza squadra azzurra – e una parte le ha già 'mantenute' proprio nell'ottavo di Coppa al San Paolo.
Chissà che non sia proprio per questo nervosismo che il centrocampista non sia stato convocato per il match dal suo allenatore. Ad ogni modo l'ambiente di Bergamo è sempre stato caldissimo per la partita contro il Napoli.
C'è da considerare come fattore anche il fatto che il match arriva pochi giorni dopo l'incontro di Coppa Italia con la Lazio, mentre a Settembre si arrivava dalla pausa per consentire lo svolgimento degli incontri delle selezioni nazionali.
Ci auguriamo che il Napoli abbia recuperato il fiato necessario ad affrontare col ritmo giusto la partita di Bergamo e che sappia affrontare l'ambiente ostile così come già fatto al Bentegodi qualche settimana fa.

Alberto Francesco Sanci – Redazione Napolisoccer.net



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