Milan: cosa è cambiato?

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seedorf allegri - foto da internetAnalizziamo assieme ai nostri lettori quanto è successo, nel girone che separa il match di ritorno da quello di andata, ai rossoneri. Squadra, staff e società hanno vissuto e continuano a vivere un momento di profondo cambiamento e rinnovamento. L'ambiente si è trovato a far fronte ad una crisi ancora maggiore rispetto a quanto si prospettava alla vigilia del match di San Siro, vinto per 2-1 dagli azzurri.

L'allenatore

Clarence Seedorf è al debutto assoluto su una panchina di calcio. Subentra ad Allegri al termine del girone d'andata, dopo la clamorosa sconfitta esterna contro la matricola Sassuolo.
Ha praticamente appeso le scarpette al chiodo proprio per diventare la guida tecnica del Milan, accorciando di fatto il suo contratto col Botafogo, società brasiliana che gli aveva consentito di proseguire la carriera al termine del contratto da giocatore a Milano.
Voluto da Berlusconi, che vede in lui il possibile proseguimento di una strategia societaria che vuole il bel gioco sposarsi ai risultati, è il primo allenatore dalla pelle scura a guidare un club di Serie A.
La sua carriera da calciatore è costellata di vittorie e su tutte spicca un record: è l'unico calciatore al mondo ad aver vinto la Champions League con tre maglie diverse, quelle di Ajax, Real Madrid e Milan. Oltre alle squadre già citate, ha indossato anche le casacche di Sampdoria e Inter.
Per quattordici anni, inoltre, è stato pilastro del centrocampo della nazionale olandese, raccogliendo 87 presenze e 11 reti in maglia Orange.
Appena arrivato ha cambiato la disposizione in campo in un 4-2-3-1 offensivo e basato sulle capacità tecniche dei calciatori in rosa. Nelle tre partite disputate finora in campionato ha raccolto due vittorie, contro Verona e Cagliari, e un pareggio interno contro il Torino. Ha subito una sconfitta contro l'Udinese, nei quarti di Coppa Italia.

La rosa a disposizione e le alternative di gioco

Molto mercato ma non solo. Gli arrivi di Honda, Taarabt, Rami e Essien sono andati a puntellare l'organico che ha visto la cessione di Niang, Matri, Nocerino e Vergara. Sopratutto il trequartista giapponese è stato inserito da subito negli schemi di gioco, anche per la sue capacità balistiche che offrono alla squadra il potenziale per sbloccare le partite su situazioni di gioco da palla da fermo.
Essien e Taarabt ancora non si sono visti, mentre Rami ha raccolto già tre presenze e una rete, quella che ha sancito il pari col Torino.
Dicevamo non solo mercato: il Milan ha recuperato a pieno titolo gli infortunati di lungo corso e può disporre, rispetto all'andata, di giocatori del calibro di De Sciglio, Pazzini, Montolivo e sopratutto Kakà.
L'ampissima rosa rossonera, composta da 4 portieri, 9 difensori, 10 centrocampisti e 7 attaccanti costringe a non convocare almeno sette giocatori per volta nonostante la nuova regola che prevede una panchina di dodici elementi. Questo, però, consente a Seedorf di variare, di partita in partita e a match in corso, schemi e caratteristiche, principalmente dal centrocampo in su.
Da prima punta possono agire Balotelli, Pazzini o Robinho, con esiti per il gioco completamente diversi. Così accade anche sulla trequarti e sugli esterni di difesa, zona in cui l'olandese può alternare scelte conservative ad opzioni decisamente più audaci.

La dirigenza

L'inserimento con poteri sempre maggiori di Barbara Berlusconi nell'organigramma societario ha portato, in questi mesi, più di un problema.
A Novembre Galliani aveva rassegnato le dimissioni, prima accettate e poi 'annullate', a seguito di un comunicato della giovane di Arcore in cui si metteva in dubbio la gestione sportiva della società, con riferimento al mercato e ai progetti tecnici.
Alla data del 31 Dicembre 2013 poi, Ariedo Braida ha lasciato la carica di Direttore Sportivo.
Infine, in seguito alla sconfitta di Sassuolo, è stata proprio Barbara Berlusconi ad annunciare in diretta TV l'esonero di Allegri, la cui panchina era stata difesa a più riprese da Galliani fin dal Giugno precedente, periodo in cui l'establishment rossonero aveva già lanciato una ipotesi Seedorf per la guida tecnica, ipotesi scongiurata dalle rassicurazioni dell'AD milanista alla sua dirigenza.
Anche la sostituzione di Allegri ha presentato una difformità di vedute: Galliani aveva contattato la coppia formata da Galli e Inzaghi, già nel giro della gestione delle giovanili e della primavera del Milan, mentre ad Arcore si pensava già a contattare Seedorf.
Il clima in Via Turati e dintorni è gelido, e non è solo una questione meteorologica di una città fredda come Milano. Il caos dirigenziale e i risultati scadenti di certo non riscaldano gli animi.

Le aspettative stagionali

Partito come ogni stagione con l'obiettivo minimo del terzo posto, il Milan ha dovuto man mano, col passare delle giornate, ridimensionare le aspettative fino a doversi ridurre alla necessità di salvare la stagione con un piazzamento quantomeno dignitoso. La prospettiva di salvare la stagione e la qualificazione ad una prossima competizione Uefa attraverso la conquista della finale di Coppa Italia è miseramente naufragata in un match, quello dei quarti contro l'Udinese, disputato dai rossoneri ad un ritmo assimilabile a quello di un allenamento del giovedì.
La risalita, nella classifica del campionato, appare possibile ma complicata: il Milan dista 'solo' sei punti dall'Hellas attualmente qualificata in Europa League ma si trova in decima posizione, con altre cinque formazioni da superare inclusa quella gialloblu.
Resta un ottavo di Champions League da disputare contro l'Atletico Madrid che sta conducendo la classifica della Liga, che viaggia a una media di due gol e mezzo a partita e che ha perso soltanto due incontri dei trentasette finora disputati.

Alberto Francesco Sanci – Redazione Napolisoccer.net



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