De Laurentiis parla del suo Napoli e del suo progetto

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Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, confida le sue ambizioni ed i suoi progetti nel corso della trasmissione ‘La Politica nel Pallone‘ su Gr Parlamento. Di seguito i punti salienti del suo intervento.

 "Quando si vedra’ un Napoli in lotta per lo scudetto? Se il calcio rimane provinciale come in questo momento, allora bisogna fare i passi con grande cautela e grande calma e ci vogliono dai tre ai sette anni di cui parlava Prandelli per la Fiorentina. Se si fa, magari dal 2011, un campionato europeo di Serie A, con un fatturato superiore, allora le cose cambierebbero e farei una squadra in grado di vincere subito". Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, lega i suoi progetti e quelli del club al futuro del calcio stesso ma le ambizioni partenopee sono grandi. "Se avessimo avuto la rosa a disposizione, senza tutte queste mancanze, tutte queste squalifiche – prosegue ai microfoni de ‘La Politica nel Pallone’ su Gr Parlamento – con un po’ piu’ di attenzione e di fortuna avremmo potuto vincere cinque partite che invece abbiamo perso e con 15 punti in piu’ saremmo al quarto posto. Ma meglio la politica dei piccoli passi, andiamo avanti con umilta’ e facciamo crescere questi ragazzi. Sappiamo che c’e’ ancora tanto da lavorare. Abbiamo rilevato un titolo dal fallimento, siamo partiti da zero e non dimentichero’ mai il giorno in cui mi venne assegnato il Napoli perche’ mi era stato assegnato il nulla. Pierpaolo Marino – ricorda il presidente partenopeo – ando’ a comprare da un tabaccaio delle magliette azzurre per poter disputare il primo allenamento. Quando sono entrato nel mondo del calcio non sapevo nulla ed e’ stato un bene, perche’ ho avuto la ‘fortuna’ di trovare il Napoli in C e di fare la gavetta, ricominciando come uno studente e gestendo una nuova attivita’ che mi affascinava". 
De Laurentiis, che a Napoli sarebbe potuto arrivare prima ("nel ’99 sono arrivato in citta’ con un assegno per Ferlaino e invece lui mi fece causa perche’ stavo distraendo la campagna acquisti"), sogna in grande per i suoi ("la Coppa Uefa non mi interessa, la Champions League si’") e per questo si tiene stretti i suoi gioielli, da Lavezzi ("su di lui ho molto creduto e molto puntato") ad Hamsik. "Non e’ che faccio una questione di valorizzazione o di investimenti – spiega – uno lavora per un’idea, per uno scopo e la cosa piu’ complicata nel calcio e’ che e’ un film settimanale di cui non si conosce la sceneggiatura. Si possono fare delle previsioni ma la palla e’ rotonda e si puo’ avere un risultato anziche’ un altro. Io, comunque, sono molto geloso, morbosamente geloso, nel cinema faccio delle esclusive. E siccome i progetti sono in funzione di una crescita di un collettivo, non si puo’ tagliare in una pianta un ramo prezioso. I giocatori del Napoli non si toccano". De Laurentiis non e’ uno che bada a spese se c’e’ da rafforzare la squadra e a chi gli chiede se sarebbe disposto a comprare oggi un Maradona dice: "di Maradona ce n’e’ stato solo uno ma se ce ne fosse uno in giro da 25 milioni di euro, lo prendere domani". Quello vero, quello che ha fatto sognare i tifosi napoletani, e’ invece destinato a rimanere nella memoria perche’ De Laurentiis non prevede per lui un ruolo nel club di oggi. "E’ un grande del passato e del presente, non voglio umiliarlo facendolo diventare il giullare portafortuna – spiega – Maradona e’ genio e sregolatezza, non si puo’ pretendere che diventi un manager disciplinatissimo. L’ho avuto come attore e mi ha fatto impazzire, nella logica d’impresa sono altri i fattori con cui sono abituato a convivere. Maradona e’ unico, lasciamolo nella sua unicita’". Per quanto riguarda il mercato, il presidente partenopeo lascia tutto nelle mani di Marino ("e’ fedelissimo, non mi dice nulla e questo mi diverte, quando ho una pausa nel mio lavoro non faccio altro che provocarlo") ma esclude la possibilita’ di vedere Adriano con Lavezzi ("si deve considerare che ci deve essere armonia e tutela della semplicita’, ci sono grandi valori, devono venir fuori a poco a poco i valori atletici e morali, la salvaguardia del gruppo dello spogliatoio, senza che ci siano supereroi ed eroi di secondo grado e’ fondamentale") mentre su Cassano dice: "deve avere un grosso patrimonio istintivo sul quale ha poggiato le sue fortune calcistiche ma anche un peso psicologico che si porta dietro, forse dall’infanzia, che non gli permette di coordinarsi". "Cassano e’ un grande campione ma che si comporta spesso con due personalita’ – dice ancora De Laurentiis – e una di queste lo blocca e gli combina grossi problemi perche’ in questo calcio ci sono regole che vanno rispettate". Il presidente partenopeo, che vorrebbe giocare sempre di sera non solo per le sette vittorie in altrettante partite ("il vero spettacolo comincia la sera, al cinema e’ bello andare alle 20.30, alle 22.30"), parla anche del futuro del suo allenatore. "Reja ha voluto sempre fare un accordo annuale, ma sono cose che cura Marino – sottolinea – Se di anno in anno hanno trovato una logica contrattuale, io non ci metto bocca. Siamo tra gentiluomini, Reja lo considero uno di famiglia, lo stimo, gli voglio bene, se uno si sente di andare avanti, di raggiungere certi obiettivi e affrontare la crescita del gruppo in una certa direzione, allora si continua il rapporto". Una battuta infine sulla morte del tifoso del Parma che ha portato ieri al rinvio della gara tra emiliani e Juventus: "e’ ovvio che e’ successa ieri una disgrazia di dimensioni gigantesche e di fronte a queste tragedie – e’ il pensiero di De Laurentiis – bisogna solo meditare, auspicare che non accadano piu’ e che ci sia una prevenzione sul piano dell’educazione". 
Diversa la situazione dell’allenatore Edy Reja: ”Siamo tra gentiluomini, considero il tecnico come uno di famiglia: lo stimo e gli voglio bene, non vedo perche’ dovrei cassare il suo nome. Ci sono programmi e obiettivi: deve decidere lo stesso Reja. Se non se la sente, rimaniamo amici. Dove ci sono insoddisfazioni, vengono fuori le insicurezze”. L’obiettivo del Napoli per il prossimo anno e’ tra il sesto e l’ottavo posto. ”Andiamo avanti a piccoli passi -dice- anche se quest’anno avremmo potuto avere anche 15 punti in piu”’. Bocca cucita sui possibili nuovi acquisti. ”Dico solo che i requisiti morali sono fondamentali: non devono esserci eroi di prima serie e eroi di seconda serie. E’ inutile andare a prendere l’Adriano della situazione, che nello spogliatoio lascerebbe gli altri affascinati ma anche spaventati”. De Laurentiis direbbe no anche ad Antonio Cassano, che non coordina ”intelletto e qualita’ calcistiche. E’ un grande campione, ma e’ come se avesse due personalita’. E una gli crea problemi”.

Redazione Napolisoccer.NET – Fonte: ADNKRONOS

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Giornalista sportivo, appassionato di calcio e, da sempre, tifoso del Napoli. Dal 2004 partecipo al progetto Napolisoccer.NET condividendone obiettivi e speranze, con l'unica finalità di fornire ai lettori un'informazione corretta e neutrale, scevra da pregiudizi e fuori da ogni logica di interesse. Napoletano convinto, nutro amore e passione incondizionata per "Terra mia", "Napul'è" e per la maglia azzurra.


2 Commenti

  1. Aurelio sei grande. e poi è troppo dirventente quando dice che marino è andato dal tabaccaio a comprare le magliette.dal tabaccaio?????Quant si bell
    FORZA NAPOLI FORZA POCHO

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