Napoli-Fiorentina vista dal tifoso (amareggiato ma non scoraggiato)…

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passionepallone

Napoli-Fiorentina 0-1. La settimana della sfortuna è terminata, gli occhi addosso di chi si era scandalizzato per le due vittorie conquistate in extremis dagli azzurri nelle ultime due giornate di campionato hanno sortito il loro effetto. Ora resettiamo tutto e ripartiamo da zero. 

L’eliminazione dalla Coppa Uefa e l’assurda sconfitta subito contro la Fiorentina evidenziano un solo dato: il Napoli c’è.  Potrebbe sembrare assurdo dirlo dopo una settimana del genere, ma, “ciucciuettole” a parte, non possiamo che confermare quanto detto in precedenza. Ora spetta solo a Benitez e ai suoi ragazzi cacciare via il sortilegio e tornare a conquistare i punti che servono in questa stagione.
Se la gara di giovedì scorso contro il Porto è sembrata stregata, quella con la Fiorentina lo è stata sicuramente di più. I soliti critici potrebbero dire che i due passi falsi compiuti dal Napoli sono frutto di errori che puntualmente si ripetono dall’inizio della stagione. Ma un’analisi attenta della gara porta ad altre interpretazioni. Giovedì il Napoli ha dominato per circa 75 minuti contro i portoghesi, sbagliando l’impossibile sotto porta e lasciandosi infilare nell’unico contropiede concesso agli avversari. Credo che quando si giocano partite europee di livello così alto si possa anche lasciare un’azione ai propri avversari. Da quel momento in poi, con circa un quarto d’ora a disposizione ci sta che la squadra, stanca e rimaneggiata, possa avere un black-out mentale che abbia portato a compromettere ancora di più la prestazione. La gara con la Fiorentina ha avuto lo stesso tragico finale di gara, anzi, ancora peggio, visto che i viola hanno segnato il gol decisivo a 2 minuti dalla fine, ma qui il calo degli azzurri ha ben altre giustificazioni.
Quel rosso mostrato a Ghoulam verso la fine del primo tempo ha sicuramente condizionato la partita del Napoli, costringendolo a correre più del dovuto. Non solo, con Maggio, Zuniga e Mesto ancora ai box, quel rosso è stato ancora più pesante. Non solo per il maggior dispendio di energie fisiche ma anche perché le soluzioni per assestare il comparto difensivo sono diventate praticamente inesistenti. Nonostante tutto, però, il Napoli in 11 dei primi quarantacinque minuti, e quello in 10 della ripresa ha disputato una grande gara, al cospetto di una Fiorentina che in tanti esaltano per il grande calcio espresso, ma che nei due scontri diretti non si è ancora visto.
Gli uomini di Benitez hanno retto benissimo l’uomo in meno, hanno creato occasioni, hanno messo l’anima in campo, schiacciando sul piano del palleggio anche il folto e tecnicamente valido centrocampo viola. Squadra corta e pronta a ripartire, con un Callejon immenso, capace di ricoprire quattro ruoli in una sola partita. Partito come esterno sinistro d’attacco, spostato difensore esterno dopo l’espulsione di Ghoulam, passato poi prima punta dopo la sostituzione del Pipita, per poi concludere da esterno destro negli ultimi minuti del match.
Il bel calcio di Montella? Si è visto a sprazzi, solo grazie all’uomo in più. Timidi attacchi quasi sempre di contropiede, con il solo Borja Valero capace di verticalizzare un po’ il pallone. Il “fenomeno” Cuadrado è stato sovrastato da Callejon sia quando lo spagnolo spingeva in attacco, sia quando si è trovato a fronteggiare il colombiano in difesa. Alla fine solo una mischia in area azzurra ha permesso, a tre minuti dalla fine, ai viola di “scippare” i tre punti e mantenere ancora una speranza per conquistare il terzo posto proprio ai danni del Napoli.
Se proprio devo fare una critica, la spendo per Benitez. Il tecnico spagnolo è stato bravissimo nel tentare di non snaturare la squadra dopo l’espulsione del franco-algerino. Spostare Callejon e tenere più stretti Hamsik, Inler e Jorginho ha permesso al Napoli di giocare alla pari (e meglio) della Fiorentina, nonostante l’inferiorità numerica. Ancora una volta, però, è stato tardivo nei cambi e, soprattutto, li ha sbagliati. Si sapeva che con l’avvicinarsi del novantesimo la squadra avrebbe potuto accusare un calo fisico, specie nei suoi uomini meno lucidi in questo periodo. E allora perché arrivare a 10-15 minuti dalla fine per fare i cambi? Perché tenere in campo Hamsik e sostituire Insigne? Perché far uscire Higuain, che fa salire ottimamente la squadra, e spostare Callejon che stava giocando alla grande?
Non era meglio operare prima i cambi, magari facendo uscire Hamsik per Mertens (e non per Lorenzo) e Jorginho o Inler per Beharmi in mezzo al campo. In questo modo la squadra avrebbe mantenuto l’ossatura base, ma avrebbe avuto forze fresche per portare a termine la gara. Benitez è un grande tecnico, portatore di un calcio totale raramente visto a Napoli, ma se, (solo ogni tanto) si italianizzasse un po’, operando cambi tattici più congeniali alle diverse gare che si affrontano, non sarebbe un sacrilegio.
Concludo con l’applauso del pubblico agli azzurri a fine gara. Segno inequivocabile, che la squadra c’è e può ancora dare molto ai suoi tifosi e alla sua stagione.   

 

 

Gianluca Tantillo di passioneepallone.it per NapoliSoccer.NET



3 Commenti

  1. per me la stagione si e’ conclusa giovedi al 45′, scusate ma ghoulam non e’ franco-algerino ? Poveri tifosi del Napoli a ritrovarsi nel momento clue con la squadra in apnea. Benitez ha la squadra senza benzina, confusionario ed inesperto a gestire squadre italiane. Povero Napoli, altro che ciucciuettele !

  2. Nessuno è in grado di segnare tiri da fuori area senza concentrazione, nemmeno Higuain centra più la porta, vedi le ultime due partite, Hamsik gira in mezzo al campo senza punti di riferimento io credo che siamo scoppiati lo vedreno mercoledì a Catania speriamo che mi sbaglio

  3. Questa squadra è terribilmente fragile in difesa, sempre, non è solo questione di uomini ma di modulo; Ho la sensazione che con una gestione meno spregiudicata ci ritroveremmo con qualche punto in più anche se onestamente la Juve e la stessa Roma hanno un organico superiore

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