In ricordo di Vujadin Boskov: “Rigore è quando arbitro fischia”

2
1008

boskov_b-n

In ricordo di mister Boskov, riproponiamo ai nostri lettori, un articolo di Napolisoccer.NET pubblicato nella rubrica NapoliStory di "Napolissimo" qualche tempo fa.

Alcuni allenatori sono diventati famosi per nuove idee tattiche, altri perché capaci di motivare le loro squadre, altri ancora perché dotati di un dono speciale che li ha fatti trovare al momento giusto nella squadra giusta. Altri hanno un po' di tutto questo e una naturale inclinazione alla frase a effetto, poche lapidarie parole che travalicano il calcio per diventare universali, Vujadin Boskov, classe 1931, è probabilmente il più grande rappresentante di questa categoria.

 

 

Da giocatore non ha la fortuna di militare nelle tre squadre vicine al partito, pertanto non ottiene grandi vittorie ma, da mezzala, disputa 57 incontri con la maglia della Jugoslavia. Superato il limite dei trent'anni, si trasferisce a Genova, sponda Sampdoria, dove gioca una sola stagione per poi andare in Svizzera, allo Young Boys, squadra in cui esordirà anche come allenatore.
Da tecnico gira molte squadre, Real Madrid compreso, per poi tornare in Italia nell'Ascoli di Costantino Rozzi e da lì alla Sampdoria dove inizia un ciclo vincente che durerà sei anni. Arriva a Napoli per sostituire l'esonerato Guerini alla settima giornata della stagione 1994-1995, la prima con i tre punti in palio. È un Napoli dimesso, che ha totalizzato solo 5 punti in sei partite pur ottenendo un prezioso pari con il Boavista in Coppa Uefa, quello che il tecnico serbo prende per mano e porta alla vittoria all'esordio guidando una squadra spuntata a sfiorare la qualificazione UEFA. Esaltante è la rincorsa che vedrà gli azzurri in testa alla classifica parziale del girone di ritorno.
L'anno dopo, la squadra, perso l'entusiasmo (e anche dei pezzi per strada per motivi economici, è l'anno della cessione di Fabio Cannavaro al Parma) non riuscì a ripetere la cavalcata e chiuderà mestamente al dodicesimo posto.
Le battute del tecnico di Novi Sad, città del regno di Jugoslavia diventata ungherese nel 1941 e tornata alla Jugoslavia dopo la seconda Guerra Mondiale, sono fulminanti, alcune talmente lapidarie da sembrare perfino ovvie, come quella che recita “Partita finisce quando arbitro fischia.”, applicabile a mille cose, nella vita ma splendida è quella che coniò proprio da allenatore del Napoli: “Benny Carbone con sue finte disorienta avversari ma anche compagni”.

 
Domenico Infante – Napolisoccer.NET
(Articolo pubblicato su Napolissimo del 16 ottobre 2012)

 
cover_napolissimo_18ottboskov_napolissimo16ott



2 Commenti

  1. Grande uomo di un calcio che purtroppo ormai non c’è più. Oggi siamo abituati a pagliacci e chiaccheroni…uno degli ultimi signori del pallone.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.