Approfondimento Napolisoccer.NET – Le possibili avversarie del Napoli nel playoff Champions

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telo_champions_06-11-2013

A circa 24 ore dal sorteggio di Nyon che vedrà estrarre dall'urna l'avversaria del Napoli al Playoff di Champions League che determinerà l'ingresso alla fase a gironi, la redazione di Napolisoccer.net vi fornisce un piccolo approfondimento sulle cinque possibili avversarie degli azzurri. In rigoroso ordine alfabetico, guarderemo una per una le compagini che potranno incrociare i partenopei in questa disputa su andata e ritorno che sarà sicuramente decisiva per il bilancio della stagione. 

Come saprete, le cinque squadre sono Atheltic Bilbao, Besiktas, Copenaghen, Lille e Standard Liegi. Passiamo, dunque, a scoprirne caratteristiche, pericolosità e provenienza.
 
logo athletic bilbao - foto da internetAthletic Bilbao
Squadra classificatasi quarta nell'ultimo campionato spagnolo, l'Athletic per questo è l'unica delle avversarie del Napoli a non aver disputato il terzo turno preliminare. La squadra basca è un esempio unico al mondo di legame con il proprio territorio: tessera, infatti, soltanto calciatori proveniente dalla propria regione. Questo ha significato, da sempre, una lunga altalena tra alti e bassi, in base alla qualità delle generazioni dei calciatori prodotti dal vivaio. E' considerata dalla stampa l'avversario da evitare a tutti i costi, sia per la qualità del gioco che per l'ambiente del San Mamès, caldissimo stadio di casa. La formazione è un mix di esperienza e qualità dei più giovani: Susaeta, Muniain e Inigo Perez fanno da contraltare agli 'anziani' Irzaizoz, portiere, e Aduritz, punta centrale, i perni della squadra. La forma dei baschi, almeno dalle amichevoli disputate finora, non pare delle migliori: vengono da un pareggio col Werder Brema e due sconfitte, con Tolosa e Osasuna. In particolare quella con i connazionali, però, non deve trarre in inganno: hanno giocato le seconde linee. L'allenatore è Ernesto Valverde, cinquantenne spagnolo alla seconda stagione coi baschi. Ha allenato in passato Valencia, Olympiakos, Villareal e Espanyol, portando i catalani alla finale di Europa League nel 2007. Aveva iniziato la propria carriera proprio sulla panchina dell'Athletic, nel 2003. 
Le principali difficoltà nell'affrontare il Bilbao dovrebbero essere la qualità del suo gioco, specialmente sulla trequarti, e la forza del suo gruppo, particolarmente radicato attorno all'identità basca.
 
besiktas logo - foto da internetBesiktas
Il Besiktas è arrivato terzo nell'ultimo campionato turco: questo piazzamento avrebbe garantito un posto in Europa League ma la lunga squalifica Uefa dei campioni del Fenerbahce ha consentito ai bianconeri di disputare i turni preliminari di Champions. Al terzo turno i turchi hanno eliminato, abbastanza facilmente, gli olandesi del Feyenoord, vincendo 2-1 all'andata e 3-1 al ritorno. Lo scontro col Feyenoord era apparso molto equilibrato al sorteggio, ma lo strapotere fisico e la maggior esperienza dei giocatori del Besiktas hanno schiantato gli olandesi, stesi dai colpi di Demba Ba, attaccante senegalese proveniente dal Chelsea che ha siglato una tripletta nella partita di ritorno. Lo stadio in cui il Besiktas gioca le partite interne delle competizioni Uefa è l'Ataturk Olympiyat, che può contenere circa 60mila spettatori. Conoscendo il calore del pubblico turco, possiamo immaginare cosa potrebbe rappresentare questo stadio in uno scontro decisivo per l'accesso ai gironi di Champions.
La squadra è allenata da Slaven Bilic, forte ex difensore croato degli anni '90 che ha iniziato la carriera in panchina con la propria nazionale, per poi allenare la Lokomotiv Mosca prima di approdare, nel giugno 2013, al Besiktas. Nonostante la presenza di diversi elementi con lunga esperienza europea come Escudé e Jermaine Jones, la squadra si affida molto ad uno 'zoccolo' di calciatori turchi dal rendimento costante e dalla discreta qualità come Pektmek, Ozyakup, Frei, Uysal e Gulum.
Le principali difficoltà nell'affrontare il Besiktas saranno sicuramente il suo stadio, e la fisicità e la corsa che i propri calciatori sanno mettere sul campo, un'intensità di gioco che specialmente a questo punto della stagione potrebbe essere difficile da affrontare.
 
copenaghen logo - foto da internetCopenaghen
La squadra biancoblu danese è stata avversaria della Juventus nell'ultima Champions League e, forse per questo, alcuni dei nostri lettori la conosceranno. E' arrivata seconda in campionato, qualificandosi così ai preliminari del percorso 'piazzati', a differenza dei campioni dell'Aalborg che stanno disputando il percorso 'campioni'. Al terzo turno preliminare ha sconfitto il Dnipro, vecchia conoscenza del Napoli, grazie al 2-0 interno ottenuto in seguito al pareggio per 0-0 in Ucraina. Il tipo di gioco del Copenaghen, specialmente contro avversari di livello maggiore, è conosciuto: un bunker difensivo teso ad inaridire le fonti di gioco avversarie e ad approfittare degli errori di chi si trova di fronte, in contropiede e sui calci da fermo.
La rosa non conta su nomi di spicco, ma su un collettivo che ormai si conosce molto bene, formato anche dalle seconde generazioni degli immigrati in Danimarca. Attualmente il campionato danese è in corso di svolgimento: il Copenaghen ha raccolto una vittoria e due pareggi in tre giornate, dedicando molte attenzioni ai preliminari. Questo è un particolare da non trascurare: i danesi hanno ormai i 90 minuti nelle gambe e non dovrebbero avere cali nel corso delle partite. 
La squadra è allenata dal norvegese Solbakken, protagonista della vittoria di cinque campionati alla guida del Copenaghen tra il 2006  il 2011, e tornato in terra danese all'inizio della scorsa stagione dopo le esperienze con i Wolves in Inghilterra e col Colonia in Germania. Lo stadio di casa è il Parken, nella capitale danese. 42mila posti quasi mai esauriti per un pubblico ritenuto tra i più freddi della competizione.
Le principali difficoltà nell'affrontare il Copenaghen saranno costituite dalla sua solidità difensiva: zero gol subiti dal Dnipro nel preliminare sono un buon biglietto da visita, e dal suo stato di forma: aver già iniziato il campionato è un vantaggio non da poco a questo punto della stagione
 
lille losc logo - foto da internetLille
I Francesi sono arrivati terzi nello scorso campionato, alle spalle delle potenze 'arabe' PSG e Monaco, garantendosi così l'accesso ai preliminari di Champions. Nel turno precedente hanno sconfitto gli svizzeri del Grasshoppers, sistemando la questione in terra elvetica all'andata con un netto 0-2. Al ritorno i francesi hanno contenuto gli avversari accontentandosi di un 1-1 e risparmiando le forze, anche per l'inizio del campionato francese, ormai imminente: sabato il Lille fa il suo esordio interno in campionato con il Metz. La squadra francese sta vivendo, da diverse stagioni, il vertice di un progetto che parte da lontano: la proprietà ha da poco inaugurato il nuovo stadio, un gioiello da 50mila posti che farebbe invidia a tutte le squadre di Serie A. Dal punto di vista tecnico, il suo allenatore, il francese Girard, fa giocare la squadra con un 3-5-2 solido e basato sulla velocità e sugli inserimenti. Corchia è uno degli esterni più interessanti di tutto il panorama europeo, ormai da qualche stagione, e l'esperienza di Mavuba e Kalou conferiscono a centrocampo e trequarti affidabilità e spessore. Vera incognita per il preliminare sarà la presenza del sorprendente attaccante belga Origi: fattosi notare al mondiale, il giocatore è arrivato in ritardo come tutti i calciatori impegnati con le nazionali ai mondiali. Le sue capacità potrebbero essere veramente un campanello d'allarme per la difesa azzurra.
Le principali difficoltà nell'affrontare il Lille sono la sua esperienza nelle competizioni europee e la capacità della squadra di saper gestire il pallone nei momenti difficili della partita. La fase difensiva, basata su una linea a cinque uomini, potrebbe essere uno scoglio difficoltoso da superare.
 
Standard-de-Liège-Logo - foto da internetStandard Liegi
Anche il campionato belga, come quello danese, è già cominciato, e lo Standard ha raccolto due vittorie su due partite. Se si considerano anche le due partite del terzo turno preliminare di Champions, chiuse con un pareggio interno (0-0) e la vittoria di Atene contro il Panathinaikos (1-2), si può notare che il percorso dello Standard in questa stagione, almeno in partite ufficiali, è quello di una squadra ancora imbattuta. Lo stadio Maurice Dufrasne, poco meno di 30 mila posti a sedere, è famoso per le sue coreografie. Il tecnico, dal giugno 2013, è l'israeliano Guy Luzon, fattosi notare per aver guidato, tra il 2010 il 2013, una nazionale israeliana under 21 al di sopra del livello 'storico' della compagine biancazzurra. La lista Champions della squadra belga vede la presenza di tutti gli elementi esperti della rosa: il portiere Kawashima, i difensori Stam e Van Damme, l'attaccante De Camargo. Lo Standard possiede una rosa 'multietnica' che fa della propria attenzione tattica e dei colpi d'estro delle proprie punte di diamante i suoi punti di forza. Non a caso la rete che ha chiuso il confronto con il Panathinaikos è stata una magia del centrocampista offensivo M'Poku, a lungo accostato al Napoli nella presente sessione di calciomercato.
Le maggiori difficoltà nell'affrontare lo Standard saranno il loro stato di fiducia e di forma, alimentato dalle vittorie e dalla rosa ampia che possono far ruotare tra campionato e Champions, e un'esperienza internazionale maggiore rispetto al loro blasone: la presenza dello Standard nelle competizioni Uefa è stata praticamente una costante negli ultimi anni.
 
Alberto Francesco Sanci – Redazione Napolisoccer.net



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