Napoli-Udinese 1-0: l’analisi tattica della partita

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lavagnatatticaAnalisi tattica in versione ridotta per problemi tecnici – di cui ci scusiamo con i nostri lettori – che ci impediscono l’elaborazione delle immagini a corredo dell’articolo. La partita contro l’Udinese ha rappresentato uno scoglio importante per il Napoli: la squadra di Colantuono è stata quella che, dopo la Fiorentina, si è resa maggiormente pericolosa al San Paolo sfiorando il goal in un paio d’occasioni, mentre gli azzurri hanno costruito tanto e concretizzato poco, riaprendo qualche discussione sullo stato di forma e sulla concretezza degli attaccanti partenopei.

 

Il Napoli è fino a questo momento la squadra che ha segnato più goal in campionato nel primo quarto d’ora di partita, e forse proprio sul superare i primi quindici minuti indenne l’Udinese imposta la gara. L’approccio dei bianconeri è quasi perfetto in fase difensiva, il Napoli non crea pericoli perché le fonti di gioco sono completamente intasate. La pressione su Jorginho è fortissima e, col 4-3-3 che “obbliga” lo sviluppo della manovra sugli esterni, le linee di passaggio dell’italobrasiliano verso i lati sono sempre occupate dai giocatori friulani. Ne viene fuori un primo quarto di partita intensissimo ma privo di reali emozioni.

 

La prima occasione arriva al 21′ ed è la splendida girata di Higuain su cross di Ghoulam: nell’occasione il Napoli è bravo a sfruttare la corsia di sinistra per liberare il terzino francoalgerino. Lo spazio alle spalle degli esterni del 3-5-1-1 portato in campo da Colantuono diventa la chiave della partita, come già accaduto contro la Fiorentina che proponeva un assetto difensivo simile. A differenza della partita con i viola, però, Edenilson e Widmer mettono maggiore apprensione a Hysaj e Ghoulam, e con Hamsik e Allan pressati quasi a tutto campo e meno in forma rispetto a un mese fa, il Napoli offre il fianco – proprio nel senso delle fasce laterali – all’Udinese.

 

Ciò nonostante, il Napoli non si sbilancia mai in maniera pericolosa per tutta la prima metà di gara, regalando soltanto calci d’angolo sui quali riesce a difendere quasi sempre in maniera efficace. C’è però un dato statistico che la dice lunga sulla reale pericolosità offensiva degli azzurri nella gara: è stato realizzato un solo tiro nello specchio dal Napoli nel primo tempo, la squadra non aveva mai fatto peggio nelle prime frazioni in tutte le competizioni disputate finora in questa stagione.
Se il primo quarto d’ora del primo tempo rappresenta il “problema” della partita, il primo quarto d’ora della ripresa ne configura la soluzione. Il Napoli occupa quasi da subito la metà campo difensiva dell’Udinese aumentando a propria volta il pressing sulla fase d’uscita dei bianconeri. Arrivano altri tiri con Higuain e Hysaj, ma lo spazio per il goal viene trovato proprio in quello spazio, tra il terzo difensore centrale e l’esterno udinesi, con un bellissimo movimento di Higuain che detta il passaggio a Jorginho, abile a trovare il filtrante rasoterra dopo il rinvio di Lodi, effettivamente disturbato nella traiettoria dall’arbitro Celi.

Il gesto tecnico di Higuain è fantastico: già nel primo tempo aveva provato un tiro simile, su lancio di Allan a concludere una veloce ripartenza, facendo la barba al palo. Stavolta il palo bacia il pallone e spinge dentro la sfera, dando il via all’esultanza dei giocatori e dei tifosi.

 

La partita assomiglia da quel momento in avanti a quella col Palermo: il Napoli da la sensazione di controllare la gara, nonostante l’occasione da calcio d’angolo in cui Widmer impegna Reina, che fa una parata difficile con una naturalezza incredibile. Questa fiducia nel controllo lascia però molto spesso l’iniziativa ai bianconeri, che sono liberi di agire più o meno sino alla trequarti di campo per l’evidente calo di condizione degli interni di centrocampo azzurri. Una nota a tal proposito: Hamsik e Allan appaiono davvero in affanno in alcuni momenti di gara, ben venga la pausa, anche se lo slovacco sarà impegnato in una doppia amichevole, ma forse quello è il reparto in cui a Gennaio si dovrà effettuare qualche operazione.

 

Detto del traversone di Ali Adnan al 91′, che mette paura alla difesa e ai tifosi napoletani, passiamo alla sintesi. La brillantezza dell’inizio di questo ciclo di partite sembra essersi leggermente indebolita, ma il Napoli continua a macinare gioco e risultati, senza andare mai veramente sotto con nessun avversario. Certo, la soddisfazione delle goleade precedenti lascia anche l’impressione che il Napoli faccia maggiore fatica, ma contro le piccole era prevedibile trovare meno spazi. D’altra parte, i tecnici avversari iniziano a prendere alcune contromisure: Gasperini aveva marcato a uomo tutto il centrocampo azzurro, Colantuono ha messo Badu su Hamsik e Bruno Fernandes nella zona di Jorginho, rinunciando a un uomo in fase offensiva. Il Napoli ha effettivamente rischiato il secondo 0-0 di seguito e, pur consapevoli del fatto che gli azzurri giochino un calcio divertente e produttivo, l’efficacia non può essere mai tralasciata in un campionato tanto equilibrato.
La conquista dei sedicesimi di Europa League dovrebbe consentire a Sarri di tenere l’attenzione maggiormente puntata sul campionato, ma le indicazioni che arrivano dal campo forse ora servono più a Giuntoli che al Mister: a Gennaio serve fare qualcosa per restare competitivi sul lungo termine.

 

Alberto Francesco Sanci – Redazione Napolisoccer.net



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