Montella: “All’estero vanno più forte perché si allenano meno, sfruttando un impegno nervoso minore del nostro”

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montella_31-1-2016L’allenatore della Sampdoria, Vincenzo Montella, ha rilasciato un’intervista pubblicata dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport. La redazione di Napolisoccer.net ha sintetizzato le sue dichiarazioni più interessanti pubblicate in anteprima dal sito della rosea, a cominciare dalla risposta alla domanda che in molti si sono fatti: chi gliel’ha fatto fare di accettare la Sampdoria? Queste le parole di Montella:  “Un allenatore ha sempre voglia di allenare, anche quando sa di poter incontrare difficoltà. A me lo ha fatto fare la passione per la Samp, l’entusiasmo del presidente e la convinzione che qui si potesse costruire qualcosa di importante. Il cammino, fino a ora, è stato per certi versi disastroso, è vero. Ma sono ottimista perché sono arrivati segnali molto incoraggianti. Ho letto un bellissimo pensiero di Bielsa, che riassumo così: ‘Si migliora di più nelle difficoltà che nel successo, perché quest’ultimo è fuorviante e ti fa perdere equilibrio. Nelle difficoltà affini le tue convinzioni e crei le basi per migliorare’. Penso che i fatti insegnino più delle parole. Le cose le devi vivere, emotivamente, per far si che ti lascino qualcosa”.
Lei ha portato avanti un’idea chiara, e originale, di calcio fin dal suo esordio. Come è nata?
“Ero ancora calciatore. Mi allenavo sempre al massimo anche se giocavo poco. Quando disputavo una partita da titolare, il giorno dopo avevo dolori muscolari ovunque. Mi chiedevo perché visto che mi allenavo bene. Da lì mi sono documentato, ho letto, sono finito in una sfera di conoscenze e non ne sono più uscito. Qualcuno racconta favole. Cos’è l’intensità? Come si misura? Chi ha detto che per avere più intensità occorra correre di più o più veloce? Tutto è relativo. Noi monitoriamo i dati di tutte le partite e in questi anni ho notato che per giocare bene devi correre meno dell’avversario. Secondo me all’estero vanno più forte perché si allenano meno. Non rischiano l’overtraining, fanno più partite e meno allenamenti, sfruttando un impegno nervoso minore del nostro. Gli altri, insomma, vanno più forte perché si allenano in maniera diversa, non perché giocano in maniera diversa”.

 

Redazione Napolisoccer.net
Fonte: gazzetta.it



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