Anticipi, soste, Europa League: una costante negli stop del Napoli. Sarri ha margini per migliorare ancora.

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sarri2_13-7-2015.jpgPercorrendo a ritroso il cammino del Napoli in questo campionato, vanno analizzati gli incontri in cui gli azzurri hanno perso i punti che a questo punto del torneo creano l’amaro solco dalla capolista Juventus. Quattro le sconfitte (come gli stessi bianconeri) e sette i pareggi (tre più di loro) che creano i sei punti di distacco. Fatta eccezione delle prime due giornate di campionato, dove si può concedere all’allenatore l’attenuante del “collaudo” dei suoi schemi con nuovi calciatori in una nuova società, da un’oculata disamina del calendario balzano subito agli occhi i tempi in cui sono maturati i pareggi. Sei delle sette “X” sono arrivate sistematicamente nelle partite che si incrociavano con quelle dell’Europa League, eccezion fatta per quella arrivata alla seconda giornata con lo sconsiderato 2-2 interno contro la Samp ancora allenata dal poi esonerato Zenga. Il pareggio di Carpi, inoltre, è giunto in un turno infrasettimanale.

 

Anche due delle quattro sconfitte, tolto l’infelice debutto con il Sassuolo, si sono verificate in gare a ridosso degli impegni europei o delle nazionali. L’ultima ed anche la più cocente è capitata dopo la sosta per le nazionali che ha visto impegnati diversi azzurri. In questi pericolosi crocevia, Sarri ha dimostrato poca fiducia in quelle che ormai sono ufficialmente le sue seconde scelte schierando ostinatamente sempre quelli che ormai sono considerati i titolarissimi (termine che ci riporta a mazzarriani periodi), anche quando era palese il venir meno della benzina nei serbatoi degli interpreti principali dei suoi schemi. Al rientro dagli impegni con le rispettive nazionali, alcuni di essi avevano palesato chiari segni di affaticamento.Lo stesso Insigne era apparso un po’ in ombra già durante l’impegno della nazionale con la Germania.

 

Va anche  aggiunto che lo stesso allenatore ha manifestato più volte in conferenza stampa il suo poco apprezzare i cosiddetti lunch-match e ad Udine al Napoli il lunch è rimasto molto indigesto, così come capitò a Bologna. Ed anche qui salta agli occhi un particolare: ben nove di queste undici infauste gare si sono disputate fuori dall’orario canonico. Tra anticipi e posticipi, solo il pareggio di Marassi, sponda rossoblù, e quello del Castellani con l’Empoli sono arrivati alle 15. Perché allora Sarri continua imperterrito a schierare la medesima formazione? Perché non adottare una strategia di allenamento anche in base agli orari delle partite? Lo stesso De Canio, artefice della sconfitta partenopea nella fatal Udine, ha fatto allenare la propria squadra per tutta la settimana alle 12.30, ora in cui si è poi giocato.

 

La compagine azzurra sembra una bella principessa alla quale è stato dato un solo abito da sera per il gran ballo. Il suo allenatore, da buon cavaliere, pare riesca a farla ben figurare ma solo con quello. Le responsabilità ricadrebbero dunque sulla dirigenza che dovrebbe preoccuparsi di acquistare qualche outfit alternativo. Sappiamo tutti però che De Laurentiis non è un appassionato di shopping. Ed allora, caro mister, provi a ricamare qualche abito nuovo a questa splendida dama. Chissà che in fondo all’armadio (leggasi panchina) non si nasconda un futuro abito che farà moda. E, magari, provi a non farla uscire di casa sempre alla stessa ora la nostra splendida Partenope!

 

Francesco Maraucci – NapoliSoccer.net



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