#Euro2016 – Buffon: “Temiamo tantissimo Ibrahimovic, ma la Svezia non è solo Ibra”

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buffon.jpgIl capitano dell’Italia, Gianluigi Buffon è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della partita contro la Svezia, fondamentale per il passaggio agli ottavi di finale.

Buffon si è innazitutto soffermato sul gol subito ad Euro 2004 da Ibrahimovic: “Di quel gol non ho un gran bel ricordo. Diciamo che il gesto tecnico l’ho apprezzato solo anni dopo. All’epoca Zlatan era un talento ancora giovane e non si capiva che tipo di carriera avrebbe poi fatto. In questi anni ha dimostrato più volte le sue capacità, quella rete l’ha già ripetuta tre o quattro volte. È una specialità della casa“.

 

Sulla seconda gara degli Europei: “Storicamente nella seconda partita abbiamo dei problemi, siamo qui per risolverli. L’inizio è stato confortante e probabilmente non ce lo aspettavamo neppure noi. Poi sappiamo che con le nazionali del nord Europa se fai un’ottima partita la vinci, buona la pareggi, non sufficiente perdi. Non ti regalano niente“.

 

Su Ibrahimovic: “Zlatan lo temiamo tantissimo perché fa parte di quella piccola schiera di campioni che fanno le fortune delle squadre in cui giocano. Sicuramente la Svezia non è solo Ibrahimovic, però è chiaro che il talento come il suo e la forza di essere un campione non è riscontrabile negli altri. Sicuramente per me e per la difesa sarà un bel problema”.

 

Su Bonucci: “Leo è un po’ playmaker difensivo perché sa impostare benissimo. Ha dei piedi felici che gli permettono di rischiare, ha il coraggio per fare giocate al limite e in questi anni è migliorato anche nella fase difensiva. Fa parte del top level mondiale. Con Leo, Giorgio e Andrea giochiamo insieme da anni, siamo una difesa collaudata, di ragazzi che si conoscono molto bene. Questo può rendere le cose un po’ più semplici”.

 

Infine Buffon parla delle similitudini con i Mondiale 2006: “Diciamo ad oggi l’unica analogia è che abbiamo vinto la partita d’esordio per 2-0. Il gruppo si forgia e compatta andando avanti e conseguendo dei risultati. E’ inevitabile. Però è anche vero che c’è una predisposizione da parte di tutti di volere creare una sintonia perché crediamo in questi ingrediente. Se nel 2006 siamo riusciti a compiere quella impresa è stata dovuta ad una forza e unità d’intenti che si ha solo se si pensa all’unisono”.

 

 

 

 

Fonte: gianlucadimarzio.com

Redazione Napolisoccer.Net



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