Palermo-Napoli 0-3: l’analisi tattica della partita

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lavagnatatticaL’analisi tattica della vittoria del Napoli a Palermo per 0-3 porta una novità e una costante. La prima riguarda la rete inviolata, quel famigerato clean sheet che è il sogno di tutti gli allenatori. Per la prima volta in questo campionato il Napoli non subisce reti, ed è sopratutto merito di… Zamparini! Non aver acquistato una prima punta di ruolo ha causato le dimissioni di Ballardini e l’approdo di De Zerbi: il Palermo farà fatica ad andare a rete a meno di un lavoro clamoroso da parte del 37enne allenatore bresciano.

La costante è la capacità offensiva azzurra: il Napoli ha il miglior attacco del campionato insieme alla Roma (che ha sfruttato quattro rigori in tre partite,ndr), ed è stato capace di sfruttare al meglio una caratteristica di gioco che tutte le avversarie hanno sofferto finora: la concentrazione di uomini e passaggi sul lato sinistro per poi ribaltare il fronte a destra, trovando facilmente Callejon e la punta centrale in posizione favorevole.

La grande difficoltà trovata dal Napoli nel primo tempo è anche merito dell’organizzazione difensiva del Palermo. La squadra rosanero si schiera con un 4-5-1 molto flessibile, nel quale gli esterni di centrocampo, Sallai ed Embalo, sono due ali dalle caratteristiche offensive.
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La presenza di Aleesami e Rispoli nella posizione di terzini, però, consente a De Zerbi di aumentare la presenza a centrocampo con uno dei due, trasformando rapidamente il sistema in un 3-5-1-1 più adatto alle caratteristiche dei suoi.

Sarri ha ragione nel dire, nel dopogara, che la mancanza principale del Napoli nel primo tempo è stata la mancanza di uomini ad attaccare l’area di rigore. Più volte i terzini hanno provato il cross, trovando il solo Milik e l’esterno offensivo opposto nell’area palermitana. Sono mancanti gli inserimenti dei centrocampisti, decisivi nella ripresa, risucchiati dalla densità del Palermo al limite dell’area di rigore.
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In questa occasione di vedono Hamsik e Zielinski lontani dalle zone in cui possono rendersi pericolosi: un buon esempio di quanto successo e poi cambiato nella ripresa.

Nel secondo tempo la musica cambia. È il Napoli ad attaccare in maniera pericolosa, ma anche il Palermo ad esporsi di più, forse alla ricerca di quel coraggio che a detta del vice di De Zerbi, Possanzini, è mancato in tutto l’arco della gara.
Nell’azione del vantaggio è il venire incontro di Insigne a creare lo spazio per Hamsik, che arriverà a calciare in porta. La palla si sposta rapidamente da Insigne ad Hamsik (1), da questi a Zielinski (2), che serve di prima Ghoulam sulla fascia (3), mentre Hamsik attacca lo spazio tra le linee.
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La rapidità del palleggio azzurro è fondamentale per impedire il recupero ai centrocampisti del Palermo e creare un 4 vs 3 nella parte finale del campo.
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Nel momento in cui Ghoulam alza la testa, Hamsik ha l’avversario alle spalle e la porta davanti a sé: la condizione ideale per servire lo slovaccco che, infatti, conclude in rete.

L’azione del raddoppio è la perfetta esplicazione di quanto dicevamo in premessa. Sul lato sinistro del campo il Napoli porta ben quattro giocatori: Ghoulam, Hamsik e Insigne attaccano insieme, con l’aiuto di Milik che viene a fare la sponda per liberare l’esterno napoletano in zona cross.
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Dall’altro lato è già visibile come Callejon abbia lo spazio per tentare l’inserimento.  Da notare anche la posizione di Zielinski, pronto ad attaccare il centro area al posto del compagno di nazionale col numero 99 azzurro.
Sottolineiamo come il gioco del Napoli porti ad allargare le maglie della difesa rosanero, decisamente non impeccabile, con Aleesami molto distante dall’avversario e inesorabilmente scavalcato dal pallone, messo in modo perfetto da Insigne sulla testa dello spagnolo.

La terza rete, che chiude definitivamente la gara, è frutto soprattutto delle capacità di Zielinski: il polacco riceva palla nella propria trequarti e la porta fino al limite dell’area di rigore avversaria dribblando, prima con una finta e poi con un cambio di passo, tre avversari.
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Il servizio a Callejon è semplice, il tiro dello spagnolo secco, la papera di Posavec evidente.

Di lì alla fine è pura amministrazione del risultato. Dall’analisi emerge che è il cambio di prestazione e di incisività nella gara di Zielinski che ha fatto la differenza tra un primo tempo sterilmente dominato e un inizio di ripresa efficace e tecnicamente superbo. Va sottolineato inoltre l’innalzamento del tasso tecnico complessivo dell’undici: la rosa ormai ha pochissimi elementi dai piedi poco educati e in partite del genere essere impeccabili tecnicamente può avere molta più importanza di un quadro tattico pure ben congegnato.
Ora l’esordio in Champions: Sarri affronta la prima prova sul massimo palcoscenico internazionale. Si tratterà di capire in quali spazi la sua squadra potrà impostare il proprio gioco e se i riflettori europei condizioneranno qualcuno degli uomini con meno esperienza. Il Napoli, comunque, sembra andare acquisendo anche questa.

Elaborazione del testo e delle immagini a cura di Alberto Francesco Sanci – Napolisoccer.net
Fonte immagini: Mediaset Premium Play



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