Lucas Castro, il protagonista silenzioso della favola Chievo

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castro_chievo_1-3-2016Quella di domani sarà una notte diversa dalle altre per il Napoli. La sfida col Chievo, infatti, non è soltanto un banale anticipo del sabato: è un’occasione di riscatto, una palla che gli azzurri devono prendere al balzo senza sé e senza ma per scacciare i malumori dopo il pareggio per 0-0 in casa del Genoa con due rigori negati. Quella con i clivensi è una gara piena di insidie per il Napoli, che negli ultimi tre anni ha vinto soltanto una volta contro i gialloblu, perdendo due volte (1-3 nel 2010-2011 e 0-1 nel 2014-2015) e pareggiando in un’occasione (1-1 nel 2013-2014) su otto sfide totali disputate al San Paolo. Nel corso degli anni il Chievo si è rafforzato tantissimo, tenendo fede alla sua fruttuosa politica societaria fondata sull’investimento su giocatori d’esperienza che hanno alle spalle tanti anni in Serie A (Dainelli, Gamberini e Izco tra i tanti) e puntando su giovani talenti rodati. Tra i tanti calciatori interessanti tra le file dei clivensi spicca Lucas Castro, centrocampista argentino arrivato in Veneto nel 2015.

Il classe ’89 è sicuramente l’uomo-copertina dei ragazzi di Maran in questa prima parte di stagione. Anche e soprattutto grazie a lui, infatti, il Chievo è una delle sorprese di questa Serie A ed è addirittura terzo in classifica con la miglior difesa del campionato insieme alla Juventus (soltanto 4 reti subite). L’argentino è uno dei trascinatori del gruppo gialloblu ed è risultato decisivo sia nella sfida vinta 1-2 in casa dell’Udinese, realizzando il gol dell’1-1 ed effettuando l’assist vincente per il definitivo 1-2 di Cacciatore, che nel 2-1 casalingo contro il Sassuolo, siglando la rete della vittoria. El Pata, com’è soprannominato in argentina, non è una vera e propria sorpresa del nostro campionato, in quanto ha già fatto vedere di cosa è capace con la maglia del Catania, con cui ha vissuto annate memorabili in massima serie (94 presenze e 13 reti dal 2013 al 2015).

L’improvviso quanto doloroso crollo della splendida realtà siciliana ha poi spinto Castro, insieme al suo connazionale Mariano Izco, amico di tante avventure all’ombra dell’Etna, a prendere altre strade per dare continuità al suo processo di crescita nel nostro calcio. Da una bella realtà a un’altra favola, nel 2015 arriva la firma col Chievo, società che da tanti anni riesce sempre a centrare il suo obiettivo con tranquillità ed entusiasmo nonostante la competitività del campionato italiano. Per dimostrare tutta la sua gratitudine verso il Catania, che di fatto gli ha aperto le porte del calcio italiano, Castro aveva deciso di scendere in B con gli etnei, ma il richiamo della Serie A è stato troppo forte ed è tornato tra i grandi dopo un anno di cadetteria. A Verona si è subito integrato alla grande, calandosi nella parte con un tempismo eccezionale e dimostrando di essere il calciatore ideale sia dal punto di vista tecnico che morale per la piazza gialloblu. Idolo dei tifosi del Chievo e autentico jolly della formazione di Maran, suo allenatore anche a Catania, Castro riesce a cambiare le partite con il suo straordinario talento, è sempre nel vivo dell’azione dei suoi e gli basta poco per risultare decisivo. Il Napoli farà bene a tenerlo a bada nella sfida di domani, soprattutto in virtù del fatto che il centrocampista argentino ha già affondato la flotta azzurra in passato: il 27enne, infatti, siglò il gol del momentaneo 1-1 nella sfida persa 2-1 dal suo Catania al San Paolo il 2 novembre 2013, permettendo ai siciliani di continuare a credere nell’impresa in terra partenopea.

 



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