A ‘Tifo Azzurro’: “Inter e Benfica, lo spartiacque per rilanciare le ambizioni azzurre”

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genoa-napoli-sarri_x600_21.9.2016.jpgIl passo falso casalingo col Sassuolo mette ancora una volta a nudo le difficoltà del Napoli a far bottino pieno, persino tra le mura amiche. Troppo scarno il ruolino di marcia delle ultime 10 partite che tra campionato e coppa conta circa tre vittorie deludendo ogni aspettativa. L’assenza di una punta di ruolo ha acuito le responsabilità della società in sede di mercato estivo ed ha messo in difficoltà Sarri, accusato a sua volta di non gestire al meglio la rosa, di non provare soluzioni alternative in attacco pensando anche ad un cambio modulo. Soluzione impraticabile quest’ultima per i tecnico che per i numerosi impegni infrasettimanali, fra coppe e chiamate delle nazionali, non riesce ad allenare per bene il gruppo, figurarsi metterlo a lezione di moduli alternativi. Alle porte c’è il mercato di gennaio e l’arrivo di una punta in luogo dell’infortunato Milik: un’ombra su Gabbiadini che avrà comunque modo di giocarsi le residue chance per dimostrare il suo valore. Nella trasmissione “Tifo Azzurro”, in onda su Televomero, sul tema si sono confrontati tutti gli intervenuti, con particolare attenzione sulle due prossime sfide del Napoli: Inter e Benfica. La prima assume un significato importante in chiave di “remuntada”, visto che, davanti in classifica, il treno delle prime non marcia spedito come ci si aspettava. Una vittoria casalinga sarebbe del tutto auspicabile contro un’Inter ancora alla ricerca di una precisa identità sotto la nuova guida Pioli, cui spetta un oneroso lavoro per recuperare al miglior calcio un gruppo in  crisi di risultati per  la scellerata gestione De Boer.  Quella col Benfica, a Lisbona, è sicuramente ancor più determinante perché ci si gioca il passaggio del turno con in ballo una serie di obiettivi futuri, una cospicua somma di introiti economici ed una bella fetta di autostima di un gruppo che ha avuto nelle corde la possibilità di chiudere il discorso qualificazione agli ottavi di Champions già un mese fa e che ora  rischia di risvegliarsi, invece, in Europa League. La fiducia è riposta ancora una volta nelle capacità di Sarri che probabilmente starà facendo gli scongiuri visto che sa di giocarsi in questi prossimi 5 giorni buona parte della credibilità guadagnata in questi ultimi 18 mesi vissuti alle dipendenze di Aurelio De Laurentiis, un presidente indecifrabile a volte, che nei momenti difficili ha spesso scelto la strada del silenzio e che in questo specifico frangente rimanda a gennaio le questioni del pallone, perché dicembre si sa è il mese del cinema e del suo cinepanettone.

 

Antonello Greco



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