Mertens: “Il vero patto è con la città. Sarri ha reso forti giocatori normali”

0
486

mertens2_3.5.2017.jpgLe parole di Dries Mertens nell’intervista pubblicata dal Corriere della Sera.

Dries Mertens ha rilasciato una lunga intervista pubblicata dall’edizione odierna del Corriere della Sera. Dopo le parole di ieri sera a Canale 21, la redazione di NapoliSoccer.NET ha sintetizzato le sue risposte più interessanti al quotidiano milanese in quest’articolo dedicato ai propri lettori. 

Juve, Napoli, Inter e Roma. Chi arriva primo a maggio?
«L’ordine di questo elenco non mi piace troppo. Facciamo così, mi rifaccia la domanda e inverta le prime due squadre. Siamo lì, a un punto. Possibile che due pareggi e una sconfitta rimettano in discussione tutto? Siamo in corsa e fino alla fine proveremo a vincere».

Mantiene fede al patto che avete fatto nello spogliatoio a inizio stagione?
«A voi piace raccontarla così, e va anche bene. Il patto, quello vero, l’ho fatto con la città che aspetta di vincere qualcosa da trent’anni. Sono rimasto a Napoli per questo. Questa è una squadra forte, in cui credo fermamente. Allenata da un comandante, uno che ha cambiato la vita a tutti, ci ha trasformati in un gruppo solido e motivato, ha reso forti giocatori normali».

In che senso?
«Sarri ci ha trasferito il suo modo di intendere il calcio, una filosofia che ci contraddistingue dagli altri e che ci fa esprimere il nostro gioco nel migliore dei modi: se teniamo la palla, comandiamo sempre noi. Siamo una squadra che si diverte giocando, questo è un valore aggiunto».

Cinque gare senza gol, lei si sta divertendo un po’ meno?
«Non sono il centravanti che vive solo per il gol. Non sto lì ad aspettare che arrivi la palla giusta. Lavoro con e per la squadra. Un assist, se vinciamo, ha lo stesso valore di un gol. Preferisco i tre punti».

Bisogna essere al top della condizione, però.
«Questo è un momento difficile e stiamo provando a superarlo. Ma sono fasi che possono capitare. È successo e non mi sembra che abbiamo perso troppo terreno. Davanti a noi c’è solo l’Inter, siamo a metà del cammino. Non so se ci riusciremo, ma il nostro obiettivo resta lo scudetto».

Non è un problema di stanchezza, fisica o mentale che sia?
«Non credo, siamo giovani e con tanta voglia di stare sul pezzo. Mi lamentavo quando non potevo giocarle tutte, non adesso che sono sempre in campo. Piuttosto siamo diventati vittime del nostro gioco. Le squadre ormai ci conoscono e studiano il modo per bloccarci. Qualcosa dovremmo cambiare per continuare a sorprendere e diventare più imprevedibili».

Non si arrabbi, ma nel frattempo il Napoli ha detto addio alla Champions.
«Giusto, ma ho sentito che l’abbiamo snobbata o che inconsciamente ci siamo applicati di meno. Abbiamo dato tutto, invece. Come faremo in Europa League. Nel calcio, poi, non tutto fila sempre liscio, ci sono gli episodi che non sono girati a nostro favore. E poi gli infortuni di giocatori importanti. Non è una giustificazione, certo. Durante una stagione devi mettere in conto che può capitare».

Diventa complicato quando, rispetto alle altre squadre, il Napoli ha una panchina meno lunga.
«Quando parlo di squadra forte mi riferisco a tutti e 25 i giocatori, pronti a fare qualsiasi cosa pur di raggiungere l’obiettivo. Il secondo tempo contro la Fiorentina ci ha già detto che siamo in ripresa, siamo tornati sulla strada giusta. Le altre squadre sono altrettanti forti ma possiamo competere. Rispetto all’anno scorso siamo diventati più adulti, non ci lasciamo condizionare dal momento né dalla forza degli altri. Abbiamo imparato a lavorare su noi stessi, sentendoci in grado di imporre il nostro gioco».

Un giorno potrebbe tornare da ex, aspettandosi magari un’accoglienza diversa.  
«Sono rimasto a Napoli perché ho creduto in questo gruppo, nella forza di Sarri e del progetto. Potevo guadagnare molti più soldi in Cina, ma questa città è un po’ la mia città, i tifosi meritano di vincere. Ci stiamo provando e speriamo di riuscirci».

Resta a Napoli?
«Ho un contratto di due anni».

Con una clausola di 28 milioni che lei stesso ha definito un affare per chi la paga.
«Da me non è venuto nessuno. In ogni caso, sono concentrato su questo momento, voglio continuare a divertirmi e vincere, al dopo non penso. Nel calcio può succedere di tutto, meglio non andare troppo oltre».

Mertens cosa farà da grande?
«Mai l’allenatore, troppo stress. Mi piacerebbe insegnare calcio ai bambini».

Sarri è stressato?
«Direi di sì… Cinque pacchetti di sigarette al giorno… Lei che dice?!».



LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.