Sarri alla stampa: “Abbiamo trovato solidità e attenzione, non abbiamo concesso nulla”

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La conferenza stampa di Maurizio Sarri dopo Atalanta-Napoli di oggi. 

L’allenatore del Napoli Maurizio Sarri ha risposto alle domande dei cronisti presenti nella sala stampa dello Stadio Atleti Azzurri d’Italia di Bergamo dopo la vittoria di oggi degli azzurri sul campo dell’Atalanta. Queste le sue parole sintetizzate dalla redazione di NapoliSoccer.NET per i propri lettori. .

“La differenza tra la partita di Coppa Italia e quella di oggi è che sono due competizioni diverse, e hanno giocato due formazioni diverse. Il 2 gennaio non ci fu determinazione come oggi, poi l’Atalanta resta una squadra difficile da affrontare. Oggi infatti abbiamo cambiato rispetto a come giochiamo solitamente. Non abbiamo concesso nulla, se non un tiro da fuori. Dispiace perché negli ultimi 20′ potevamo chiuderla prima, ma è andata bene. Se non giochi bene, al 99% vai in difficoltà con l’Atalanta.

Era complicato per Reina farsi trovare pronto. È stato inoperoso per tutta la partita, poi ha fatto una grande parata. Sta bene, si vede anche in allenamento. L’anno scorso sarebbe finita 3-1 o 2-1 per noi: segnavamo di più, ma quest’anno abbiamo solidità. L’anno scorso era dura finire senza una cazzata difensiva. Forse abbiamo trovato capacità di soffrire, lo facevamo anche l’anno scorso ma veniva fuori una disattenzione a partita. Non mancavano i sacrifici di tutti, ma c’è più attenzione.

Con Insigne quello che succede tre volte a settimana, anche per un rigore in allenamento. Abbiamo già scherzato negli spogliatoi. Era incazzato, ho detto «siediti e fai silenzio» perché c’è anche chi non è neanche entrato e bisogna rispettare gli altri compagni.

Che la Juventus giochi per 9 volte consecutive dopo di voi è una cosa che non esiste, una cazzata clamorosa. Alcune partite sono obbligate per la Champions, ma si doveva cercare una mediazione. È venuto fuori un calendario in cui otto su otto in cui gioca dopo, come probabilità eravamo su una su un milione. Mi preoccupa che nessuno se ne sia accorto in Lega, fanno questo per mestiere. Diciamo che per me è una casualità, anche se questa situazione ci darà pressione perché le loro gare sono abbastanza facili.

Etichettare le persone facilita i giornalisti, che lavorano meno. Se impiego 18 giocatori, io metto comunque sempre gli stessi, se un altro ne impiega 18 allora fa ruotare la formazione. Analizzare queste cose richiede studio, tempo, non tutti fanno questo, come in ogni lavoro”.



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