Umberto Otranto: una vita in azzurro sognando la prima squadra

0
1650

scugnizzeria.jpgStoria e profilo tecnico di Umberto Otranto: il regista e capitano della squadra di Beoni.

Umberto Otranto: centrocampista classe ’98, talento completo e buona personalità, è lui uno dei talenti più promettenti della Primavera azzurra.

È un centrocampista con ottime doti di impostazione, buona visione di gioco, che abbiamo apprezzato molto sotto la guida di Saurini, quando nel 4-3-3 giocava come regista davanti alla difesa con due calciatori che gli fanno da schermo e lo proteggono. Con l’arrivo di Beoni, Otranto ha iniziato a giocare nei due di centrocampo e nonostante ne soffra un po’, il gioco passa sempre attraverso i suoi piedi, e lui riesce sempre a dare il suo contributo alla squadra. Ha un’innata capacità di giocare la palla con entrambi i piedi, bravo nelle verticalizzazioni, riesce sempre a trovare la giocata giusta per liberare i compagni.

Napoletano doc e tifoso del Napoli, a nove anni, pur essendo sotto età, si allenava con le giovanili azzurre dimostrando già di poter essere un potenziale talento. Nasce come trequartista, ma nel periodo degli Allievi Nazionali, Ciro Muro gli cambia ruolo abbassando il suo raggio d’azione e trasformandolo in regista, facendogli vivere la stessa evoluzione di Andrea Pirlo. In quella posizione ha iniziato a segnare di meno, ma sforna tanti assist per i compagni.

Può essere considerato il classico play basso avanti alla difesa, è una garanzia in fase d’impostazione: spesso dai suoi piedi partono le azioni più pericolose del Napoli. Mentre in fase di interdizione è bravo soprattutto nella lettura delle traiettorie e in campo si contraddistingue per serietà, sicurezza e lealtà.

Ha carattere ma è un giocatore aggressivo, che nei momenti chiave della partita sa accantonare il fioretto per prendere la sciabola. Dovrebbe migliorare nella gestione della palla e cercare ancora di più il gioco in verticale.

È molto legato al Napoli e a Napoli, e per giocare con la maglia azzurra ha rifiutato in passato offerte di società più importanti e blasonate. All’età di 14 anni si è messo in mostra al torneo Cairo Montenotte, attirando l’attenzione di Empoli, Inter e Juventus, ma lui decise di restare al Napoli poiché molto legato alla società azzurra (da oltre dieci anni è nel settore giovanile) e non è un caso che abbia indossato la fascia di capitano in ogni categoria in cui ha militato, dai pulcini alla primavera.

A consigliarlo a Giuseppe Santoro, all’epoca responsabile del settore giovanile del Napoli, furono Antonio Lisetto e il presidente del Secondigliano Massolillo; Umberto Otranto impressionò gli addetti ai lavori partenopei quando partecipò a un raduno per i classe 95-96 e, nonostante fosse sotto età, si mise in mostra per visione di gioco e grande personalità, impressionando gli addetti ai lavori. Ad accompagnarlo al campo in tutti questi anni è papà Salvatore che segue e supporta Umberto dai primi calci.

È un giocatore che ha ampi margini di miglioramento, molto interessante, molto apprezzato dalla società azzurra e su cui il Napoli punta, ma deve migliorare sotto l’aspetto fisico. In questa settimana, anche a causa delle assenza di alcuni giocatori di Prima Squadra impegnati con le rispettive nazionali, Umberto Otranto, Gianluca Gaetano e Alberto Senese si sono allenati spesso a Castel Volturno sotto gli ordini di Maurizio Sarri.

A Giugno 2018 Otranto finirà la sua esperienza nel settore giovanile, e inizierà una nuova esperienza nel mondo del professionismo: vedremo quali scelte saranno fatte per la sua crescita. Ha le caratteristiche tecniche e mentali per arrivare a calcare grandi palcoscenici.



LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.