VAR, Rizzoli ammette errore su mani di Bernardeschi: “Quasi 20 errori del VAR, ma siamo sulla strada giusta”

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rizzoli_uefa_x600jpg.jpgRizzoli fa il punto della situazione sul VAR a Sky Sport. Evidente il maggior peso del giudizio in campo sui casi soggetti a discrezionalità.

Il designatore arbitrale Nicola Rizzoli è stato ospite ieri sera su Sky Calcio per parlare dell’andamento della sperimentazione del VAR in Serie A. Oltre a rappresentare l’occasione per evidenziare ancora le assurde rimostranze di Massimo Mauro verso lo strumento tecnologico, giudicato da questo in maniera volgare al punto da causare imbarazzo e sguardi strani in studio, l’intervento di Rizzoli è servito a chiarire alcuni episodi dubbi sull’utilizzo del VAR.

Rizzoli ha confermato che tra gli episodi “sfuggiti” agli arbitri c’è anche il fallo di mani di Bernardeschi in Cagliari-Juventus, partita che ha causato non poche polemiche in un momento della stagione in cui il VAR sembrava quasi “sospeso”. Il designatore aveva già parlato di quel caso in una riunione con i vertici AIA. Di seguito le dichiarazioni di Rizzoli nel corso della trasmissione di ieri su Sky sintetizzate per i nostri lettori. 

“Stiamo migliorando molto, ci siamo abituati un po’ tutti. Di esperienza ne dobbiamo ancora fare ma la strada è giusta. Quando venivo designato per le partite importanti speravo sempre che non capitassero situazioni particolari. Poi devo dire che nel 90% dei casi ero soddisfatto delle mie decisioni. Altre volte, invece, più guardavo un’azione e più non mi capacitavo di come non avessi fischiato o meno una cosa.

Alcune volte in 15 secondi decidiamo, altre volte ci vuole un po’ più di tempo. Ci sono state 1600 situazioni. 94 sono stati gli errori gravi da parte degli arbitri, quindi direi che la media è buona. Esclusa questa giornata, in cui spero non ce ne siano stati, gli errori del VAR invece sono stati 16-18 da inizio stagione ad oggi. Il mani di Bernardeschi a Cagliari purtroppo è tra quegli errori che ci siamo persi durante la stagione.

Il VAR deve intervenire nelle situazioni chiare, dove ci sono errori chiari ed evidenti. Nel caso del rigore su Higuain a Benevento si può ipotizzare che sia stato l’attaccante ad accentuare e cercare l’avversario o il difensore a trovare il contatto per poca esperienza. Ma c’è la verità del campo dove si capisce cosa è accaduto. Queste sono situazioni dove il VAR non entrerà mai perché il parere soggettivo può fare la differenza in una situazione come questa ma a noi interessa che rimanga la verità del campo. Discorso diverso sul fallo subito da Pjanic. Lì il tocco era evidente, tanto da far cadere il giocatore in questione. 

È questo l’obiettivo del VAR. Seguiamo un protocollo internazionale molto rigido all’interno del quale deve essere eliminata il più possibile la discrezionalità delle situazioni. Se l’arbitro nella comunicazione con il VAR dice ‘Per me il difensore tocca il pallone’ mentre il VAR replica ‘no, ti sei sbagliato, il pallone non lo tocca, vai a rivedere’, questo è l’esempio chiaro per cui l’arbitro e il VAR, comunicando, vanno a rivedere un’azione. Noi dobbiamo rifarci ad un protocollo internazionale, a livello mondiale. Anche noi siamo predisposti a far sì che il campo sia quello che valuta. 

Quando c’è un caso di goal in fuorigioco (riferimento a Icardi nel derby della settimana scorsa, ndr) la domanda a cui dobbiamo rispondere è netta: c’è fuorigioco oppure no?. Nessuno dice che il calcio e la tecnologia ti rende infallibile, è impossibile. Lo garantisco. L’obiettivo è ridurre gli errori. Se rimanesse il dubbio, lasceremmo la scelta del campo”.



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