La “Bastonata” di Napolisoccer.Net. Il Napoli non segna più

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bastonataIl Napoli non segna più: è il dato più allarmante che emerge dalle ultime giornate di campionato. 28 gol in meno per il tridente di attacco rispetto allo scorso anno

Il Napoli non segna più: è questo purtroppo il dato più allarmante che con ogni probabilità, nella fase cruciale del campionato, determinerà la perdita dello scudetto per gli azzurri nel rush finale decisivo con la Juventus. E così accade che mentre la Juventus si può permettere il lusso di portare in panchina un Douglas Costa che, al momento opportuno, entra e fa tre assist decisivi per vincere una gara importantissima contro la Sampdoria per arrivare a +6 sul Napoli, gli azzurri sembrano non reggersi più in piedi soprattutto in alcuni ruoli chiave e soprattutto, a parte Milik già decisivo con Chievo e Sassuolo, non sembrano esserci valide alternative in panchina in grado di dare respiro ai titolari. 

Il Napoli nelle ultime sei giornate di campionato (Roma, Inter, Sassuolo, Genoa, Chievo e Milan) ha vinto solo due volte con grandissima fatica con squadre assolutamente non irresistibili (Genoa e Chievo), ha pareggiato 3 volte con Inter, Milan e Sassuolo e ha perso contro la Roma in casa per 2-4. Un trend che sicuramente non è da media scudetto e che purtroppo risulterà decisivo nel duello con i bianconeri. Gli azzurri non riescono più a tenere alto il ritmo del gioco e di conseguenza risultano lenti e prevedibili (come avvenuto anche a Milano) e tutte le azioni di attacco risultano di facile lettura per le difese avversarie. E la conseguenza più immediata sono i 28 gol in meno del tridente di attacco del Napoli rispetto allo scorso anno: dato assolutamente allarmante nell’economia del gioco del Napoli.  

Quali le cause di questa improvvisa sterilità offensiva del Napoli e soprattutto della poca brillantezza in questo momento delle bocche di fuoco dell’attacco partenopeo? Pochi ne parlano ma in questa stagione c’è stato un fattore da molti trascurato che il Napoli potrebbe pagare a caro prezzo in questa fase del campionato: ci riferiamo all’inizio di preparazione anticipata e forzata da parte del Napoli per preparare al meglio il playoff Champions con il Nizza che potrebbe aver portato a lungo andare un calo di brillantezza se non proprio di stanchezza fisica negli azzurri nel momento cruciale del campionato. Tutto ciò abbinato ovviamente alla notevole pressione psicologica con cui gli azzurri devono affrontare ogni gara con l’obbligo della vittoria, sapendo di avere davanti una corazzata come la Juventus che non sbaglia mai una gara e che ogni domenica potrebbe schierare in campo due squadre e non i 13-14 uomini a cui può ricorrere Sarri. 

Colpevole anche il modo in cui la società azzurra ha approcciato il mercato di gennaio. Ripetuto lo stesso errore di due anni fa, quando il Napoli era in testa alla classifica con due punti di vantaggio sulla Juve e dal mercato di gennaio arrivarono solo Grassi e Regini che non giocarono praticamente mai. Quest’anno il Napoli ha fatto anche di peggio: nonostante i gravissimi infortuni di Milik e Ghoulam, preso il solo Machach, peraltro a parametro zero e mai in campo finora in campionato, senza rinforzare in alcun modo la rosa molto limitata a disposizione di Sarri, fatta di 13/14 elementi a cui il tecnico di Figline attinge da inizio stagione. Ecco perchè Sarri, nel post-gara di Milan-Napoli, afferma candidamente: “Se ho la percezione che posso ricambiare l’amore dei tifosi napoletani con i risultati, rimango anche senza trattativa economica. Se ho qualche dubbio, rimango meno volentieri”. Chi vuole intendere, intenda….

 

 

 

 



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