Ancelotti è il punto d’incontro tra l’oculato De Laurentiis e l’ambiziosa tifoseria

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La figura di Ancelotti può essere il collante di un rapporto finalmente saldo tra tifosi e società. L’esperienza di Carlo farà bene a tutto l’ambiente azzurro.

Carlo Ancelotti arriva a Napoli in un clima di assoluta incredulità, De Laurentiis fa il classico colpo di teatro: saluta Sarri e dà il benvenuto ad uno degli allenatori più importanti del panorama europeo.

L’approdo di Ancelotti in Campania ha un potere straordinario: proiettare i tifosi in un universo opposto a quello nel quale si era radicata la fede azzurra sinora. Il tecnico ex Milan cancella o quasi un clima di sconforto totale nel quale riversavano i supporters partenopei.

Staccarsi da Sarri aveva il sapore dell’amore della vita che termina senza un perché, tra mille interrogativi, l’assenza di una reale presa di coscienza dell’interruzione del rapporto; quella sensazione di spaesamento e difficoltà a ripartire.

Spesso quando ci si allontana da una persona amata, gli amici dicono che solo il tempo può guarire la ferita. Il taglio è profondo, Sarri ha lasciato un gusto meraviglioso sul palato, ormai fine, del tifoso azzurro, il quale sa riconoscere, assecondare ed apprezzare le trame di gioco del manuale Sarriano.

L’antidoto allo sconforto è italiano ma ha vissuto molti anni a girovagare per l’Europa a raccogliere successi e risponde al nome di Carlo Ancelotti. La sola lettura del curriculum di questo protagonista del calcio moderno fa venire i brividi ai tifosi partenopei. Anche i più convinti estimatori del comandante Sarri iniziano a fare una riflessione, tangibile, immediata: con Ancelotti arrivano i campioni. Già questo elemento, quasi lapalissiano, fortifica la posizione del neo-tecnico prim’ancora che tutto abbia inizio.

De Laurentiis ha scelto il top: Carlo Ancelotti.

Il presidente ha preso il meglio che c’era sul mercato, un arrivo che qualcuno ha paragonato addirittura all’equivalente di un acquisto del calibro di Messi o Cristiano Ronaldo. Ancelotti è la garanzia. Impersonifica il detto partenopeo “O’ sparagn nun’ è mai guadagn”, perché Carlo va pagato ma si sa che la qualità della sua metodologia di lavoro porta a traguardi seri, concreti, esaltanti.

Ancelotti può rappresentare il punto d’unione di un rapporto vissuto sempre su una sfiducia latente: quello tra il pubblico di Napoli ed il presidente De Laurentiis. L’imprenditore vede in Ancelotti un tecnico vincente, hanno la medesima visione i tifosi. Per la prima volta, probabilmente, gli attori principali del calcio a Napoli guardano nella stessa direzione.

La nuova proiezione internazionale di Napoli.

Una partenza col botto quella che si prospetta nella stagione 2018-2019. Un taglio netto col passato che appare distante già anni luce. Il ringraziamento della città va a Sarri ma il nuovo amore è Ancelotti. Forse una mente geniale dal punto di vista imprenditoriale come quella di De Laurentiis, si sentiva limitata dalla necessità di Sarri di primeggiare soltanto in Italia.

Aurelio ha una visione periferica del calcio che si allarga sempre più ai campionati europei per club. Ancelotti è il degno rappresentante di una proiezione azzurra di carattere internazionale. Il primo messaggio del tecnico in più lingue palesa già quest’intenzione. 

L’entusiasmo con cui è partita l’avventura partenopea è già contagioso, con l’orgoglio di chi sa che presto potrà cantare: Napoli torna campione.



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