FOCUS – Il Napoli di Ancelotti: Analisi e prospettive di quello che sarà

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Carlo_Ancelotti_600x360Da Sarri ad Ancelotti, un pò come fu da Sacchi a Capello, considerando le debite differenze, ma anche le filosofie di gioco.

Un sogno che avevo in tempi non sospetti, da quando Mazzarri era alla guida del Napoli e lui commentava le gare degli azzurrri a Sky, esaltando il pubblico e la squadra azzurra, pronosticandoci, spesso felicemente, vincenti (portava bene già allora ed è un buon segnale). 

Carlo Ancelotti alla guida del Napoli, chissà se mai realizzabile come desiderio. Si è avverato, scherzo del destino, proprio nel momento in cui mai mi sarei privato del Maestro (al quale avrei voluto che venisse fatto firmare un decennale).

Una parte di Sarri, una costola importante, invece resta a Napoli, Calzona, Bonomi, Sinatti e Nista, il che lascia intendere che il nuovo allenatore, intelligente come pochi, non stravolgerà del tutto il lavoro svolto dal suo predecessore, anzi gli conferirà nuova linfa con qualche sapiente accorgimento.

Certo i dogmi di Ancelotti non sono proprio identici a quelli del Mister (nonostante la sua bravura iniziale a individuare lo schema ideale per i propri giocatori dopo 3 giornate  e i movimenti sempre diversi adottati in campo per dissinnescare gli avversari, a volte poco compresi da chi non esamina con attenzione le dinamiche calcistiche dal punto di vista tattico).

Carletto pratica i seguenti: equilibrio, elasticità, razionalità. Prima i giocatori di qualità in campo, poi lo schema di gioco. Pragmatismo e risultati. (concetto a cui ci eravamo un pò di disabituati quello del pragmatismo, nonostante il Napoli lo sia stato di più quest’anno).

Da Sarri a Ancelotti, un pò come fu da Sacchi a Capello, considerando le debite differenze, ma anche le filosofie di gioco, con Don Fabio più pragmatico e concreto che dedito alla ripetitività di schemi e movimenti (oltre a ritmo, pressing e tanto altro).

I moduli di Ancelotti sono quelli praticati da sempre: 4-3-3 – 4-2-3-1 e 4-3-2-1 ad albero di NataleNelle 60 partite al Bayern: 27 volte 4-3-3 il resto 4-2-3-1 L’albero di Natale è il suo pezzo forte, ma l’ha proposto 2 volte dall’inizio

E’ allenatore molto elastico, quindo lo schema potrebbe anche variare all’inizio delle gare e nel loro corso, a meno che non si trovi “la quadra”, conterà più non perdere le distanze, riuscendo a tenere la squadra corta (casomai non non con il baricentro così alto come faceva Sarri) e l’equilibrio in campo.

Ancelotti gestisce lo spogliatoio come nessuno, la sua esperienza e il suo palmarès parlano da soli, ma per lui parlano anche i giocatori che hanno avuto l’onore di essere allenati e che molto spesso ha condotto alla vittoria.

La stagione inizierà il 9 luglio a Dimaro. Manca più di un mese e mezzo, con il Mondiale in mezzo (ci parteciperanno 5 azzurri, Mertens, Koulibaly, Rui, Zielinski e Milik), quindi la costruzione della squadra può partire da adesso. Sarebbe fondamentale prendere nelle prossime 2 settimane eventuali calciatori che parteciperanno al Mondiale, qualora vi fossero obiettivi del genere. Ancelotti potrà influire parecchio sul mercato, ovviamente. Il Napoli prenderà buoni giocatori, forse un top, cercando di trattenere quasi tutti i migliori (2-3 partenze ci saranno e saranno molto utili e ben rimpiazzate).

Le finanze del Napoli restano identiche a quelle che c’erano con Sarri lo scorso anno, in cui non ci fu mercato e i soldi della Champions non furono utilizzati, nè negli ultimi giorni di agosto (ci arrivammo purtroppo solo dopo il preliminare), nè a gennaio (anche se almeno 30 milioni dei 40 a disposizione, al netto dei 10 per spesi per Inglese, sulla carta furono stanziati, per Verdi, Politano e altri calciatori, con richieste addirittura più esose). Quei 30 e passa possiamo anche affermare che sono stati investiti adesso con il contratto di Ancelotti, triplicando il costo rispetto a quello di Sarri.

Quest’anno però incasseremo i riscatti di Zapata e Pavoletti (30 milioni), oltre ad avere nuova linfa dalla Champions League (40 milioni), poi ci sarà da capire se tenere o utilizzare come pedine di scambio alcuni elementi acquistati a gennaio per giugno, ossia l’enigmatico Younes, Ciciretti e lo stesso Inglese. A cui aggiungere anche Grassi, che ha finalmente giocato e bene la prima stagione in A alla Spal.

Possediamo una liquidità di cassa senza precedenti (110 milioni al 30 giugno, prima di incassare la seconda rata di Higuain). Possiamo, quindi stimare, al netto delle cessioni eventuali e di alcune plusvalenze (che ci saranno), che il Napoli potrà investire sul mercato dai 70 ai 90 milioni. Mentre, con 2-3 cessioni, il budget potrebbe arrivare fino a 150 milioni.

Il fatturato, che dopo i 300 milioni dell’anno scorso non ha avuto le plusvalenze di Higuain e Gabbiadini (107 milioni in 2), è sceso sui 200 milioni circa (grazie anche alla mantenuta Champions), quindi va bene spendere da un lato, ma occorre cedere non solo per recuperare danari da investire, ma anche per liberare monte ingaggi a vantaggio dei nuovi arrivi.

Ricordo che le voci a bilancio al capitolo costi sono rappresentate da monte ingaggi e ammortamenti ed ammontano a circa 160 milioni (153 per la precisione al 30 giugno 2017, ma poi ci sono stati alcuni aumenti contrattuali), senza considerare i bonus pagati, 7 milioni nel 2017, saranno maggiori quest’anno.

Nei prossimi articoli ampio spazio a tutti i numeri del bilancio per comprendere quanto realmente potrà essere speso.

Analisi a cura di Gianluca Torre – @Torrenapoli1



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