Reina: “Tra me e Sarri rapporto speciale. Spero che il Napoli vinca, ma è difficile con questa Juve”

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reina3_3.5.2017.jpgL’ormai ex azzurro Pepe Reina ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano spagnolo AS. Questa l’intervista completa:

Che ambiente c’è nel gruppo della Nazionale? “C’è l’entusiasmo di sempre. Vogliamo continuare a portare in campo le idee del mister, che hanno dato ottimi risultati negli ultimi due anni”.

Il gruppo ti ricorda quello della Nazionale 2010? “Sì, in questo spogliatoio si è inculcata una filosofia che noi veterani abbiamo tramandato di anno in anno”.

Come valuti la lista di Lopetegui? “Scegliere 23 giocatori tra gli spagnoli è un compito incredibilmente difficile, ce ne sono tantissimi che avrebbero meritato di esserci. I miei ex compagni Albiol e Callejon ne sono un esempio”.

Con che spirito arrivi al Mondiale? “Con grande voglia, visto che probabilmente sarà l’ultimo e non so se dopo la Russia tornerò a vestire la maglia della Nazionale. Voglio salutarla con un grande risultato, dando il mio piccolo contributo per raggiungere l’obiettivo”.

Hai vissuto delle settimane difficili a causa del deferimento alla Procura della FIGC per i presunti rapporti con persone legate alla camorra… “Sono molto tranquillo, andrà tutto bene. Chi mi conosce, sa che non ho nulla a che fare con quel mondo. Ho conosciuto tante persone a Napoli, ma non posso sapere di cosa si occupano 300 amici nella loro vita privata”.

Presto comincerai una nuova avventura al Milan. “E’ uno dei club più importanti al mondo, abbiamo il dovere di riportarlo in Champions: una sfida appassionante”.

Ti hanno offerto un posto da titolare o ti alternerai con Donnarumma? “Non mi hanno fatto alcun discorso dal punto di vista personale. Sono felice di chiudere la mia carriera al Milan: il posto da titolare dovrò guadagnarmelo giorno dopo giorno, in ogni allenamento”.

La tua avventura italiana iniziò nel 2013, con Benitez. “Sì, lui arrivò a Napoli e iniziò a chiamarmi varie volte. Io ero al Liverpool, stavo per rinnovare e non avevo intenzione di andar via. Poi arrivò Mignolet e il progetto di Rafa era una grande opportunità”.

Parlando di Liverpool, cosa pensi della finale di Champions? “E’ stata una gara equilibrata fino all’infortunio di Salah, lì i Reds si sono persi. Ma il Real ha meritato di vincerla per la sua costanza”.

Se lo avessi davanti, cosa diresti a Karius?Gli direi che io ho vissuto notti peggiori (ride, ndr). Il nostro lavoro è fatto così: ora deva guardare avanti, anche se sarà difficile”.

Nella tua ultima stagione napoletana siete arrivati a un passo dallo scudetto. De Laurentiis ha parlato di campionato falsato dagli arbitraggi… “Prima di tutto sottolineiamo il grandissimo campionato del Napoli, arrivato a 91 punti. La Juve ne ha fatti di più e bisogna farle i complimenti. Credo nella buona fede degli arbitri, ma va anche detto che a livello societario la forza dei bianconeri è imparagonabile a quella delle altre squadre”.

Credi che con Ancelotti il Napoli potrebbe tornare a trionfare? “Lo spero, ma finché la Juve investirà come sta facendo sarà difficile strapparle il trono”.

Com’è stato lavorare con Sarri? “Uno spettacolo. È grazie a lui che il Napoli ha battuto ogni suo record in questi tre anni e che ha trovato un grandissimo gioco”.

Il mister ha detto di esserti riconoscente per il tuo aiuto fuori dal campo. “Siamo persone simili, preferiamo dirci le cose in faccia, anche litigando se necessario. La nostra è stata una relazione padre-figlio: gli voglio bene e anche io gli sarò per sempre grato”.

Lo consiglieresti al Real Madrid, visto che è rimasto senza allenatore? “Lo consiglierei a qualsiasi squadra al mondo, per le sue idee calcistiche e per il suo lavoro maniacale”.

Quando hai deciso di lasciare Napoli? “Un anno fa. Il PSG mi fece un’offerta, ma il Napoli la rifiutò: sarebbe stato facile, nell’estate dei ‘certificati medici’, cercare un modo per forzare la cessione, ma avevo fatto un patto-scudetto con i miei compagni e decisi di accettare la decisione del club”.

È vero che hai avuto problemi con De Laurentiis? “Ha un modo di gestire il club che rispetto, ma ci sono cose sulle quali non siamo d’accordo. Abbiamo due personalità forti e idee diverse”.

Il meglio e il peggio delle tue quattro stagioni a Napoli. “Il meglio è l’affetto che un popolo intero ha donato a me e a tutta la mia famiglia. Il peggio è essermene andato senza realizzare il sogno che questa gente ha nel cuore”.

Citando un film, hai sempre detto che chi arriva a Napoli piange due volte, quando arriva e quando va via. Ora puoi dirci se è vero… “Sì, lo è. Arrivi e ti trovi davanti una realtà totalmente diversa. Quando vai via, però, ti manca tanto”.



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