Polemiche De Laurentiis – tifosi: se il vestito non c’è bisogna dirlo

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de-laurentiis-10.9.2017_x600Anche a ferragosto De Laurentiis non ha risparmiato alla piazza partenopea una nuova contesa nella continua serie di polemiche con i tifosi. Probabilmente avrà fatto tesoro del detto calcistico che la miglior difesa è l’attacco.

Un attacco gratuito, senza distinzione, facendo di tutta l’erba un fascio. In pieno stile discriminatorio. Quel discriminatorio che noi Napoletani siamo da anni costretti a subire in quanto tali. 

Per De Laurentiis coloro che contestano la campagna acquisti del suo Napoli – si parlava di coloro che vanno allo stadio e contestano, a tutti gli effetti tifosi del Napoli – sarebbero quelli che scelgono il “pezzotto” o comprano le “maglie false. E lui li contesta, con i paladini che giustificano il tutto come un’azione “difensiva” attuata contro coloro che vogliono screditare ADL.

A quanto pare, per l’Aurelio pensiero a Napoli questo facciamo: pezzotti e maglie false. E se questo è il messaggio che fa passare chi ci rappresenta stiamo in un ventre di vacca, certi che gli “amichevoli” tifosi delle altre squadre troveranno un altro motivo per offendere la nostra dignità. 

E’ evidente che quest’esposizione mediatica “contro” tutti, che De Laurentiis sta portando avanti da inizio luglio (e non solo), non può essere più inquadrata come considerazioni estemporanee di chi, in un momento di furore (o di protagonismo con un microfono davanti), si è lasciato andare ad un commento stizzito. 

Sembra assurdo ma la sensazione – almeno quella di chi scrive e quindi pensiero personale e opinabile – è che De Laurentiis cerchi volutamente il contrasto polemico con la tifoseria a voler far intendere quali siano, secondo la sua visione, i rispettivi ruoli.

Ormai giornalmente lancia fendenti a questo o a quello, che siano i tifosi, la città, i giornalisti o l’amministrazione comunale, tutto fa brodo. Ovviamente attraverso interventi mediatici unilaterali e senza esporsi a domande scomode, così da non dover approfondire argomenti e motivazioni delle controparti.

Cosa spinge De Laurentiis a questi attacchi? La sue è una strategia per disimpegnarsi dalle responsabilità di chi vede giungere una scadenza e sapere di non essere riuscito a dare corpo agli obiettivi che si era posto? Fastidio per ciò che voleva fare e che non è riuscito a fare?

Tante sono le domande e bello sarebbe potergliele porre ed ottenere risposte. Perchè, obiettivamente, per un imprenditore navigato, come lui si è definito, non può essere la ventata di contestazione che anima il popolo azzurro in quest’ultimo periodo il motivo di questo atteggiamento di sfida, a tratti sempre più provocatorio. 

Qualcosa deve per forza esserci e sarebbe interessante saperlo. Soprattutto se si è convinto di essere il bersaglio di un disegno che mira a screditarlo agli occhi dei tifosi con falsi obiettivi di mercato.

Ma intanto provoca. Ma non chi potrebbe essere eventualmente autore di questo disegno, non il rinato asse Torino-Milano, non chi gestisce in maniera ambigua il calcio nostrano. Il suo è un fuoco amico, indistinto, diretto contro chi il Napoli lo ha nel sangue: i tifosi.

Ed in tanti gli vanno dietro come quei cortigiani de “I vestiti nuovi dell’imperatore” che, per non inimicarsi l’imperatore, ne lodavano l’inesistente vestito, così nascondendogli la realtà.

La campagna di rafforzamento del Napoli è anomala, con tutto il rispetto per chi è arrivato (ed anche per chi è arrivato ed è andato via dopo essere stato vantato, leggi Inglese). Non c’è il vestito eppure in tanti lo vedono e lo decantano. Punti di vista diversi direbbe qualcuno, fede cieca qualcun altro.

Appare fuori dubbio che con l’arrivo di Ancelotti ci si aspettava un calciomercato di tutt’altro spessore e – per chi conosce e capisce di calcio – i mugugni sono la diretta conseguenza di un approccio al mercato confusionario e non programmatico.

Perchè va detto che il Napoli sul mercato opera come un regista che, provino dopo provino, tra millemila aspiranti, si barcamena tra poche ma confuse idee. Ma nel calcio appena ti muovi viene a galla, indiscrezioni che diventano voci e segreti che tali non restano sono cosa normale perchè ognuno tira acqua al proprio mulino per aumentare gli ingaggi e per ottenere benefit. 

De Laurentiis può pensare e fare quel che vuole rispetto alle strategie di mercato della società. Dice di essere libero di agire a modo suo in casa propria. Non sono convinto di quest’asserzione rispetto ad una squadra di calcio che vive grazie alla passione e al seguito dei propri tifosi, ma tant’è, finora è andata bene. Ma il dubbio resta: poteva andare meglio? Chissà, mai lo sapremo!

Alla fine quel che resta è visibile agli occhi di tutti. Il Napoli ha iniziato il calciomercato con dei ruoli da coprire e – ad oggi – i problemi restano tali, con tutta una serie di anomalie su esuberi in alcuni ruoli e carenze in altri. Ma, a quanto pare, De Laurentiis non vede ciò che vede gran parte della tifoseria. La rosa del Napoli sarà anche competitiva come lui (ed Ancelotti nelle dichiarazioni pubbliche) sostiene ma rispetto a cosa?

Quali sono i parametri di valutazione della rosa? Perchè ovviamente non si può valutare la rosa rispetto all’andamento dello scorso campionato. Inoltre sarebbe un grave errore sottovalutare ciò che è accaduto in questa sessione di calciomercato.

I tifosi lo hanno capito e De Laurentiis? Sembra di no e questo riconoscendogli i meriti di quanto di buono fatto in questi anni.

Perchè – palese per tutti – chi lo scorso anno era dietro quest’anno si è rinforzato, e non con pizza e fichi ma con giocatori di valore e di affidabile rendimento. Di chi era davanti, invece, neanche parliamo perchè risulteremmo lapalissiani. Senza contare che tutte le pretendenti alla champions hanno mantenuto la medesima guida tecnica ad esclusione del Napoli.

Purtroppo servirebbe che qualcuno a lui vicino e di sua assoluta fiducia gli gridi ‘Il re è nudo!‘ per fargli riaprire quegli occhi che tanti cortigiani probabilmente gli hanno chiuso o continuano a chiudergli.

Dal basso gli avvisi stanno arrivando, basta leggere i messaggi social dei tifosi delusi che chiedono di poter coltivare ambizioni vincenti. Se la tifoseria freme qualcosa vorrà dire, perchè se il vestito non c’è bisogna dirlo.

Ovviamente l’operato della società non può essere umorale come la piazza ma capire che dietro ogni azione ci sia un prefissato fine sarebbe già un segnale oltre che un indirizzo per chi segue il Napoli con tanta passione.

Al di là delle trattative che di giorno in giorno si leggono – spesso esagerate o mal riportate – le aspettative vengono alimentate anche da dichiarazioni di intenti che poi vengono disattese dai fatti. Il tutto a creare ancor più confusione.

Per fortuna o per sfortuna, dipende dai punti di vista, a breve si chiuderà il calciomercato, mettendo la parola fine a tanti teatrini, e si potrà ricominciare a badare al sodo e parlare di calcio giocato. Nella speranza che tutto proceda per il meglio e che De Laurentiis abbia fatto le scelte giuste.



2 Commenti

  1. Considerato i tempi biblici necessari per stilare un contratto importante (Ospina non fa testo essendo una quarta scelta) di arrivi di spessore non ve ne saranno.
    A campionato iniziato si accennerà al mercato di riparazione per riempire eventuali lacune.
    E’ un film già visto e rivisto.
    Io invece vorrei e come me tanti altri che qualche giornalista, quando ne avrà l’occasione, gli ponga precise domande su argomenti vecchi di 10 anni ma che sono rimasti solo fumo.
    Che cosa ADL intende fare per il Centro Sportivo? per la Scugnizzeria? per il nuovo Stadio?
    Nessuna risposta cinematografica ma solo elencazione di cosa in concreto è stato fatto finora.
    Ci sono giornalisti che hanno trascorso tutto il ritiro con ADL prestandosi a giochini ridicoli ma MAI, dico MAI hanno azzardato una domanda importante.
    Ecco perché una parte dei tifosi non può simpatizzare con ADL.
    C’è chi lo dimostra in maniera esagerata ma il malcontento di fondo esiste, eccome se esiste.

  2. Vorrei in breve ricapitolare chi è il sig. De Laurentiis. Da produttore era uno che non pagava i fornitori fino a che il film non andava in sala e riceveva i premi pubblici sugli incassi. Ha sempre prodotto filmacci per il popolo più becero (tranne Verdone che, senza più Cecchi Gori, non sarebbe mai andato da Medusa). In qualità di presidente dei produttori italiani, si è fatto tutta la vita ospitare a Venezia, Cannes, Hollywood, ecc, con tutta la famiglia allargata a spese dei contribuenti (l’ANICA riceve fondi pubblici).
    Ha acquistato una quota di Cinecittà (sempre con una miseria) ed ha contribuito a finirla di affossare non pagando mai più per i film. Quando ha capito che il cinema diventava un mercato globale e che i suoi film fuori dalle sale cinematografiche se li sarebbe tirati in fronte, si è comprato a gratis il Napoli. Ha realizzato anni di plusvalenze e con vari artifici contabili (trattativa sky dei suoi preziosi film insieme al calcio, acquisti come Vinicius, diritti d’immagine, acquisto del Bari, e tanto altro) prende tutto quello che può. Con Ancelotti spera di poter fare qualche colpo fortunato con un paio di giocatori giovani e poi si venderà la squadra e si terrà il Bari. Altro che fair play finanziario, i soldi gli sono entrati e non è nemmeno chiaro quanti e quanti ne ha spesi. Un uomo che è convinto di essere più furbo ed intelligente di tutti. Il pezzotto è lui. Se non avesse preso il Napoli, ora che i suoi film non incassano, farebbe una cippa. Lui, i figli, Jaqueline, Chiavelli e tutto il cucuzzaro. Si getti ai piedi di noi fessacchiotti napoletani e ci ringrazi. Anche per il fatto di non prenderlo seriamente a calci in culo.

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