Calciomercato chiuso: Napoli insufficiente. Troppe scommesse e poca personalità

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de-laurentiis-10.9.2017_x600.jpgSi è chiuso circa due ore fa il calciomercato della Serie A e di conseguenza quello del Napoli. La sessione estiva si chiude col seguente bilancio: sono stati acquistati Meret, Karnezis, Ospina, Malcuit, Fabian Ruiz, Verdi e Younes a fronte delle perdite di Reina, Rafael, Sepe, Maggio, Tonelli (che sarà sostituito da Luperto, ndr), Jorginho e delle ulteriori cessioni di Grassi, Ciciretti, Inglese – gli ultimi due appena acquisiti – e di prestiti per operazioni minori.

La squadra è stata rinforzata? Si. Il parco portieri sembra più competitivo del precedente, e il reparto avanzato acquisisce con Verdi un’alternativa di tutto rispetto. Anche il centrocampo trova in Ruiz un rinforzo importante, ma la scommessa su Hamsik regista deve essere vinta, altrimenti il reparto nevralgico e le chiavi del gioco avranno bisogno di un altro acquisto a breve termine. Un centrocampista capace di garantire esperienza e sicurezza nel ruolo e che si sarebbe potuto prendere già adesso.

La squadra è stata rinforzata sufficientemente? No. Per quanto riguarda il terzino sarebbe stato meglio prendere un giocatore – diciamolo chiaramente – più forte di Malcuit, ancor meglio se ambidestro in modo da tamponare eventuali ritardi nel rientro di Ghoulam. E in attacco si parte per il terzo anno di seguito col solo Milik come punta centrale prestante, visto che anche Inglese è voluto scappare dalla panchina azzurra. 

Al di là delle speranze montate nella piazza, anche per responsabilità di voci abilmente fomentate sui social networks da presunti “ben informati” che alla fine non ne hanno presa una, il Napoli poteva e doveva sicuramente fare di più e meglio. Non solo nelle operazioni, ma anche nella tempistica. A fine giugno avevamo data per conclusa una prima fase di rafforzamento, che andava a coprire i buchi storici della rosa azzurra, che potesse cedere il passo a una seconda fase di miglioramento qualitativo dell’organico che non è mai iniziata. Anzi, col salto della trattativa per Lainer e con l’infortunio di Meret, il Napoli è ripiombato nella prima fase per uscirne solo oggi, a mercato praticamente concluso, con l’arrivo di Ospina.

La squadra esce da questa sessione con almeno quattro scommesse: quella sui portieri parzialmente ridimensionata dall’arrivo di Ospina; quella sui terzini, ruolo in cui gli attuali interpreti, salvo Ghoulam, sembrano avere limiti tecnici notevoli; quella sul regista, con Hamsik che non sembra avere passo e testa per reggere il pressing avversario; quella sull’attaccante centrale, che Milik dovrà necessariamente vincere. I destini azzurri passano per queste quattro incognite: sembrano francamente troppe.

E infine, il Napoli non ha aggiunto, ha anzi tolto personalità al gruppo e allo spogliatoio. L’attuale squadra, con due o tre innesti di spessore, pur sacrificando un’altra pedina o due, avrebbe probabilmente potuto continuare a competere per i primissimi posti della classifica. A oggi, salvo un contributo di Ancelotti rapido e decisivo, sembra difficile possa aspirare a più di un piazzamento Champions, e potrebbe anche rischiare di non centrarlo qualora le avversarie trovassero rapidamente la quadratura del cerchio. 

Ad Ancelotti verrà concesso il giusto tempo per giudicare il suo operato. Non si faccia finta di non notare, però, che nel giro di un mese è passato dal proclamare la lotta per lo Scudetto dal suo sito personale, all’annunciare la volontà di essere competitivi sui tre fronti come obiettivo stagionale. Magari ci ha già un po’ ripensato anche lui. 



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