Verdi: “Ancelotti ti arricchisce tecnicamente, come calciatore e persona. Vittoria col Liverpool indimenticabile”

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verdi_17.8.2018Verdi, attaccante del Napoli, ha rilasciato una lunga intervista a Radio Kiss Kiss Napoli, la prima della sua esperienza napoletana

Simone Verdi, attaccante del Napoli, è intervenuto in esclusiva a Radio Kiss Kiss Napoli. Le sue dichiarazioni sono state raccolte e sintetizzate da Napolisoccer.NET: “L’ultima settimana è stata bellissima, con la doppia vittoria con Liverpool e Sassuolo dopo il ko con la Juve. Vincere col Liverpool è stata un’emozione indimenticabile che porterò con me per tutta la vita. La settimana è proseguita magnificamente con la vittoria col Sassuolo, una squadra ben organizzata, con un bel gioco. Sapevamo fosse difficile, loro avevano messo in difficoltà Inter e Juve. Noi siamo stati bravi a non sottovalutarla e siamo riusciti a chiuderla col gran gol di Insigne. Chi subentra dalla panchina riesce sempre a dare il suo contributo. 

Ancelotti tiene tutti sulle spine, fa giocar tutti e questo è positivo, fa sentire tutti e 25 importanti allo stesso modo. Ovviamente c’è chi giocherà di più, chi meno. L’importante è sfruttare sempre le occasioni e fin qui tutti ci sono riusciti.

Il mio primo gol in Serie A l’ho segnato proprio al San Paolo quando giocavo nell’Empoli di Sarri. Sì, lo ricordo ancora bene, ero ad Empoli. Sarà difficile dimenticarlo.

Il gol al Torino è stato il primo gol con la maglia azzurra davanti al pubblico del Torino che è stata la mia ex squadra, anche questo lo ricorderò per tutta la vita. L’azione è stata bellissima, è venuta in modo naturale e questa è una cosa bella.

Lavorare con Ancelotti ti arricchisce tecnicamente, come calciatore e persona. Ho avuto tanti allenatori importanti, Ventura, Sarri e Donadoni. Tutti mi hanno lasciato dentro qualcosa.

Del gruppo del Napoli conoscevo già Hysaj, Zielinski, Mario Rui. Il gruppo è stata una sorpresa, non me l’aspettavo così semplice. Sono tutti umili nonostante siano campioni. Ripeto, sono di una umiltà impressionante.

Più difficile esordire in Champions o cantare su una sedia in ritiro? La seconda. Era una cosa che non sapevo fare, c’era più timidezza.

Subito dopo la sosta per le nazionali ci saranno gare difficili partendo dall’Udinese che gioca un calcio propositivo. La gara col Psg sarà importantissima per il nostro cammino in Champions. L’importante sarà non perdere, sarà un test importante per noi per vedere quanto siamo cresciuti.

Dopo la vittoria col Liverpool la nostra autostima è cresciuta tanto. In amichevole avevamo perso 5-0, da quel momento c’è stato un grande salto in avanti e non vogliamo tornare più indietro. Abbiamo ancora ampi margini di crescita ulteriori. 

Sarei ipocrita nel dirvi che non penso alla Nazionale. E’ uno degli obiettivi, sì, ma ora la cosa principale è lavorare per far bene col Napoli. Se fai bene col club, la Nazionale poi sarà una conseguenza.

Il mio piede preferito è sicuramente il mancino. Ma calcio bene anche di destro. Ho la fortuna di poter interpretare ruoli diversi in attacco. Ora gioco prevalentemente a sinistra nonostante negli ultimi anni avessi giocato di più a destra. L’importante è far sempre bene, poi in futuro si vedrà. A gennaio non è stato un rifiuto al Napoli ma un sì al Bologna, ad una società che mi aveva dato fiducia quando non avevo fatto benissimo negli anni precedenti. Ora mi trovo benissimo a Napoli, io e la mia compagna ci siamo assestati e ci siamo abituati benissimo al ritmo della città”.



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