Meret si, Meret no: si rinnova l’altalena col Napoli ancora spettatore silente

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Il rientro di Alex Meret è il nuovo, ennesimo capitolo di una storia che il Napoli porta avanti ormai da anni, dall’assurda e cervellotica gestione del grave infortunio di Zuniga che, di fatto, estromesse il colombiano per anni dai convocati azzurri fino alla scadenza del suo contratto, rinnovato pochi giorni prima che si sapesse delle gravi condizioni del ginocchio del giocatore.

Alex Meret si è rotto l’ulna nel primo giorno di ritiro, in uno scontro in allenamento con il giovane della Primavera Mezzoni. Sfortunatissimo, Ancelotti gli disse quanto fosse meglio che la cosa fosse capitata in quel momento e non al centro della stagione. Dopo il report ufficiale della società con la diagnosi, è calato come di consueto il silenzio dalle parti di Castel Volturno. Si annunciò in quell’occasione che a 30 giorni dall’intervento si sarebbero conosciuti i tempi di recupero. Poi il vuoto. 

Ed è così ripartita la giostra giornalistica sul rientro del calciatore, magari attraverso consulti medici con amici che però nulla sapevano della situazione del portiere. Si è inseguito di nuovo un rientro – come già fatto nel recente passato con Ghoulam – che poi, nei fatti, non è ancora avvenuto. Si cominciò col dire che Meret sarebbe rientrato dopo la prima sosta per le nazionali, poi dopo la seconda: siamo alla terza e l’altalena ancora dondola, avanti e indietro. Qualcuno pare ancora interessato a fissarla…

Dal nostro punto di vista, il Napoli sbaglia a perseguire questo riserbo assoluto: nella giusta tutela della privacy, si annida però anche l’ambiguità e l’assurdità di questi giorni. Perché nella stessa giornata si è letto, a firma di Mimmo Malfitano sulla Gazzetta dello Sport, che il portiere ex SPAL ha ancora problemi a muovere la mano, e non sarà in campo prima di Gennaio. Mentre Repubblica (Marco Azzi) e Corriere dello Sport (Antonio Giordano) si affrettavano a rispondere, invece, che il giocatore ha brillantemente superato l’ultimo controllo medico a Milano e che ormai dipende solo dalle sue sensazioni il ritorno il campo. C’è poi anche Carlo Alvino, definito da molti “vicino alla società” dal momento del suo annuncio in anticipo dell’arrivo di Ancelotti al Napoli, che pure ha scritto su Twitter che il ragazzo è pienamente recuperato. 

Ancora una volta, però, nessun riscontro societario ufficiale. Un ufficio stampa degno di una società tra le prime 15 in Europa avrebbe potuto smentire o confermare ufficialmente almeno una delle versioni. Per non dire del fatto che a 30 giorni dall’intervento, così come annunciato ufficialmente, avrebbe potuto comunicare i tempi di recupero. Ai tifosi, e ai posteri, l’ardua sentenza sul rientro del portiere: intanto si alimenta così una lotta sulla notizia che danneggia soltanto chi ha voglia, molto semplicemente, di conoscere la verità. 



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