Napoli decidi: gli eterni incompiuti restano tali. Attenderli oppure darli in prestito?

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napoli_2017-18All’indomani di Napoli-Chievo resta il rammarico per un pareggio che sa più di sconfitta. Al Napoli era necessaria una vittoria, non tanto per la corsa scudetto quanto per confermare l’avvenuto salto di qualità anche nella gestione di partite che sulla carta si presentano facili.

Purtroppo così non è stato e, ancora una volta, così come nei precedenti anni, il Napoli stecca negli appuntamenti chiavi, soprattutto quando affronta le cosiddette piccole. Il Chievo quest’anno – almeno fino a ieri – è ben poca cosa e il pareggio ottenuto dai clivensi – votati alla difesa ad oltranza – sembra essere la classica unica rondine che non fa primavera.

La squadra del nuovo tecnico Di Carlo sicuramente ha giocato una partita gagliarda e difensiva, non è questa una colpa visto come il Chievo sta affrontando questo campionato. Pertanto le uniche aspettative andate deluse sono quelle che il Napoli avrebbe dovuto soddisfare.

Inutile fare drammi e, soprattutto in vista dell’importante sfida di champions contro la Stella Rossa – che, attenzione, non deve costituire alibi per tecnico e squadra -, è meglio lasciarsi tutto alle spalle e guardare al futuro. Eppure è doveroso esprimere alcuni concetti in un’ottica costruttiva e non distruttiva.

Ieri il Napoli, seppur confusionario e arruffone, ha dominato l’avversario e creato varie e limpide occasioni da gol. Quasi certamente alcune decisioni arbitrali (su tutte la spinta di Obi su Callejon) non hanno favorito gli azzurri ma, al netto di questo, quel che si è palesato sul prato del San Paolo è stato il ritardo di alcuni giocatori rispetto ad altri.

Inutile criticare il turn-over che Ancelotti, dall’alto della sua esperienza, ha proficuamente imposto alla sua squadra: il Chievo era battibile con qualunque giocatore della rosa azzurra schierato in campo. Piuttosto, è abbastanza evidente che nel Napoli alcuni giocatori continuano a non rispondere alle aspettative.

Anzi, in alcuni sembra essere in atto un’inaspettata involuzione, che non gli sta consentendo di rendere come da previsioni. E non può essere soltanto il cambio del sistema di gioco, oppure il poco utilizzo o quello diverso rispetto alle caratteristiche del singolo. In alcuni il disagio è evidente, soprattutto nel modo di entrare in campo e di affrontare le gare.

Un disagio di testa che poi comporta quello tecnico-tattico. Proprio per questi motivi appaiono azzardate alcune dichiarazioni del presidente circa la volontà di non intervenire sul mercato di gennaio per rinforzare la rosa. Si spera che tali esternazioni servano unicamente a distrarre mass media e concorrenza dai reali obiettivi partenopei, altrimenti si rischierà ancora un volta di incorrere nei medesimi errori del passato.

E qui ritorniamo al patrimonio conoscitivo di questi ultimi cinque anni. Ci sono in rosa giocatori che – cambiano i tecnici, cambiano i moduli – continuano ad impersonare il ruolo di eterni incompiuti. 

Senza far nomi, tanto chi segue il Napoli ha già compreso, il compito della società è anche quello di assumere il rischio della decisione perchè in alcuni il problema non sembra tecnico tattico ma di impostazione mentale.

Attenderli è deleterio per il Napoli e per i calciatori interessati. Piuttosto meglio smistarli in prestito in qualche altra squadra dove potrebbero mettersi in mostra, così da tornare utili per il futuro ovvero assicurare quelle plusvalenze tanto care ai vertici societari.

E, contestualmente – e qui casca l’asino… o meglio il ciuccio azzurro -, procedere ad acquisti mirati di giocatori già pronti per una squadra di alte ambizioni, non necessariamente top player a cifre astronomiche quanto giocatori in grado di fornire quel quid necessario per potersela giocare sui tre fronti.

Perchè, sia chiaro e non per malevolenza, questa rosa difficilmente riuscirà a competere in maniera uniforme in tutte le competizioni a cui partecipa il Napoli. Tranne che – accontentandosi a priori del piazzamento utile in campionato – i vertici societari abbiano inquadrato nella prosecuzione del cammino in champions l’obiettivo prioritario (e più redditizio) di questa stagione.



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