Napoli-Chievo vista dal tifoso: uno 0-0… ndussecat!!!

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passionepalloneDal vocabolario napoletano-italiano, il verbo giusto per definire Napoli-Chievo è “ndussecat”. Se si potesse tradurre in italiano, si potrebbe dire “intossicato” ma, in napoletano, il senso è molto più ampio.

Per tutti i tifosi del Napoli, il pomeriggio è stato “ndussecat” ancora una volta dalla bestia nera Chievo Verona: ultimo in classifica, con un nuovo allenatore (il terzo dall’inizio del campionato) ma capaci ancora una volta di “ndussecà” il Napoli, inchiodandolo sullo 0-0.

Primo tempo avaro di emozioni. Ancelotti mischia più del solito le carte, complice la sosta per le Nazionali ed il prossimo importante impegno Champions di mercoledì. Dentro Karnezis, Malcuit, Diawara, Zielnski e Ounas. E’ il centrocampo il reparto più rivoluzionato ed è proprio il centrocampo quello che fin da subito sembra palesare meno qualità e incisività rispetto al solito.

C’è anche la pioggia, copiosa e incessante a rendere opaco il primo tempo degli azzurri. Ad onor del vero, oltre all’enorme catenaccio da parte degli uomini di Di Carlo, ha stupito l’atteggiamento un po’ troppo remissivo da parte di alcuni giocatori azzurri. Diawara impegnato a svolgere semplicemente il compitino, neanche si trattasse di un allenamento pomeridiano del martedì; Ounas in cerca, senza successo, della giocata d’applausi ad ogni tocco e Zielinski assolutamente sottotono.

Il Chievo prova a fare la sua gara e riesce perfettamente ad imbrigliare la manovra azzurra. A parte il dominio sul possesso palla ed il numero di corner, ben 12 solo nella prima frazione di gioco, c’è poco altro da annoverare.

I due dati elencati dimostrano che il Napoli ha provato a spingere, ma dimostrano anche che si è sempre schiantato contro il muro eretto del Chievo. Una sola conclusione degna di nota, quella di Callejon prontamente sventata da Sorrentino, dopo un quasi perfetto contropiede che aveva sorpreso i veneti. In verità c’è da registrare anche un dubbio calcio di rigore non concesso agli azzurri su atterramento dello stesso Callejon. Un penalty molto dubbio che l’arbitro, però, non ha ritenuto tale.

La ripresa sembra avere una marcia in più per il Napoli. In molti erano convinti che il gol potesse arrivare da un momento all’altro. Arrivano le conclusioni di Mertens, di Callejon, il palo di Insigne, la straordinaria sforbiciata di Koulibaly che esce di un niente e tante mischie in area di rigore.

Ancelotti prova a schierare anche l’artiglieria pesante con l’ingresso di Milik (ancora una volta evanescente), Allan e Mario Rui, ma il Chievo regge bene l’urto e con il passare dei minuti inizia realmente a convincersi che il pareggio potesse essere qualcosa in più di un’utopia.

Saranno ben 20 i calci d’angolo a fine gara. Un assedio sterile che non ha portato al gol ma solo un’altra “ndussecat” da aggiungere a quelle del passato. Ancelotti a fine gara ha detto che non c’è da preoccuparsi, ma da “pre-occuparsi”, cioè occuparsi prima delle insidie che certe gare possono avere.

Un monito non solo per la gara di mercoledì con la Stella Rossa, ma anche per il proseguo del campionato. Non siamo ancora una squadra che può permettersi atteggiamenti svogliati in campo. Neanche contro l’ultima in classifica. Non resta che far tesoro della lezione e tornare ad essere quelli di prima della sosta.

Passione & Pallone



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