De Laurentiis: “Il pari col Chievo? Avrei tanto da dire ma non voglio destabilizzare lo spogliatoio”

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aurelio-de-laurentiis-x600_3.9.2016.jpgAurelio De Laurentiis a 360 gradi alla vigilia della gara di Champions, Napoli-Stella Rossa: tutte le sue dichiarazioni 

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato oggi diverse dichiarazioni prima intervenendo a Radio Kiss Kiss Napoli e poi al termine del pranzo istituzionale a “Palazzo Petrucci” con i dirigenti della Stella Rossa. Ecco quanto raccolto e sintetizzato da Napolisoccer.NET: “Ieri sera mi risultava che fossero stati venduti in 41mila biglietti, vedremo se oggi col bel tempo arriverà qualche altro tifoso. Il tecnico azzurro ha ragione. Lo scudetto prima o poi si può vincere, farlo in Europa è più complicato per tante ragioni che non sto a spiegare. Stamattina non ho chiamato Ancelotti per interrompere la striscia di due pareggi consecutivi scaramanticamente.  Vince sempre il gruppo, mai il singolo, spesso giornalisti e tifosi ripongono delle speranze su qualche calciatori che poi diventano sollecitazioni eccessive. Bisogna scendere in campo senza pressioni, solo così si diventa campioni e si fa gol.

Quattro italiane agli ottavi? La Spagna si è un po’ sgonfiata, la Germania non è più quella di prima, in Inghilterra si va a corrente alternata. Il calcio, come ogni attività, è sempre in fieri, ci sono momenti in cui si è più costanti e altri si è tutti in movimento. La Stella Rossa? Solo dei cretini possono sottovalutare una squadra che ha uno stadio che è il 12, 13, 14, 15esimo calciatore in più. Quando vai a giocare a Belgrado è come se tu scendessi nella fossa dei leoni. Ancelotti è stato bravo all’andata, già non aver perso ci ha posto in una condizione di superiorità in classifica, anche se in questa fase la classifica vale pochissimo perché può essere rivoluzionata già da stasera. Il pari col Chievo? Su quella gara avrei tanto da dire ma preferisco non farlo per non destabilizzare il mio spogliatoio.

Voi vi siete messi in testa che Cavani sia al centro del Napoli. Ma il Napoli al suo centro ha solo tre cose: il cuore, il Vesuvio e il sole. Il resto è complementare, chi viene a Napoli trova un grande palcoscenico. Noi l’abbiamo rimesso in piedi perché era stato un po’ dimenticato, in questi 14 anni ho fatto un po’ fatica a inculcare nei ragazzini di Napoli l’idea di tifare questa squadra. Questo è un territorio talmente pieno di emozioni che dovrebbe essere molto condizionante. Questa città merita di più di quanto già non ha, deve essere considerata centrale non solo all’Italia, ma anche all’Europa. E’ chiaro che c’è molto da lavorare, ma c’è molto da lavorare non solo a Napoli, bensì anche in Italia.

Ancelotti ha dalla sua la grande esperienza. E’ sbagliato non pensare di essere all’altezza di affrontare la Champions: questa è una squadra forte e avviamoci a vedere una bella partita. Io osservo Ancelotti da tempo, lo osservo e lo studio da cinque anni. Poi è una persona talmente al di sopra delle parti che capisci che non c’è più da studiare.

Il VAR? Noi veniamo da un grande handicap psicologico come Calciopoli, che ci ha tarato e non poco. Non si deve pensar male, ma a volte dei dubbi ti vengono. Il VAR sia una grande occasione per dare dignità al calcio, agli arbitri, alle società e agli allenatori. Non si può ignorare, né limitare. I regolamenti che ci sono oggi hanno delle falle e bisogna sedersi con serenità attorno a un tavolo per sistemare ciò che non funziona.

I cori razzisti contro i napoletani? Qui nessuno ha le palle per prendere delle decisioni da subito, questa è la principale problematica. Abbiamo persone senza palle che stanno al di sopra del sistema, persone che si trovano in tanti ambienti. Basta stabilire un regolamento per il quale se succede A si viene sanzionati con B. Con due-tre esempi vedrete che i cori razzisti o di discriminazione territoriale non ci saranno più. Serve il modello inglese, e adesso lì solo tutti carini, seduti e pettinati. Il problema è chi gestisce, bisogna avere il coraggio di prendere delle decisioni e non restare sempre inermi.

Milik non è criticabile, ha solo bisogno di ritrovare una collocazione corretta. Per il momento non c’è stata questa occasione, ma quando giocherà dimostrerà di essere quel campione che tutti noi abbiamo conosciuto. Noi dobbiamo andare avanti in tutte le competizioni, sempre, comunque e ovunque. Poi ci può essere la partita fortunata, quella sfortunata e quella in cui giochi da Dio.

Il pericolo di ripetere il brutto pareggio contro il Chievo di domenica scorsa? L’abbiamo preparata diversamente. Stasera saremo molto più concentrati e tosti perché la Stella Rossa è una squadra che si difenderà bene e bisognerà mettercela tutta”.



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