Liverpool-Napoli 1-0. La Champions presenta ad Anfield il conto degli errori del girone

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championsleague.jpgLiverpool-Napoli inizia nel clima delle grandi partite e non ci vuole molto per vedere le prime occasioni: la prima, clamorosa, è per Salah che controlla male da solo davanti ad Ospina. Subito dopo Hamsik risponde con un destro dal limite che sorvola di poco la traversa di Alisson. Il tiro del capitano, però, si rivela di fatto essere l’unico squillo azzurro ad Anfield del primo tempo. Da quel momento in avanti alcuni errori tecnici, commessi sopratutto sull’asse di sinistra tra Hamsik, Fabiàn e Mario Rui, lì dove agisce Salah, spaventano gli uomini di Ancelotti che si abbassano gradualmente sempre di più subendo terribilmente il pressing di quelli di Klopp.

Il tecnico tedesco mette i tre attaccanti a schermare le linee di passaggio dei difensori azzurri verso Allan e Hamsik, a loro volta pressati da Henderson e Wijnaldum, e costruire qualcosa per il Napoli diventa un problema. Si cerca troppo il lancio alto sulle fasce e in profondità senza costrutto. Col Liverpool in continuo possesso palla, la sensazione di poter capitolare sotto la presenza dei Reds nella propria metà campo aumenta fino a subire la rete dell‘1-0: è Salah che usa Rui per schermare la palla e prendere il fondo contro Koulibaly. Il tiro cross dell’egiziano, neanche troppo teso, passa tra le gambe di un Ospina evidentemente colpevole e s’insacca nella rete azzurra.

Il Napoli tenta la reazione ma riesce a costruire solo due contropiedi, su appoggi sbagliati del Liverpool, buttando nel nulla due superiorità numeriche evidenti. La squadra inglese lascia un po’ l’iniziativa agli uomini di Ancelotti, rifiatando e senza correre troppi rischi. Dopo i 3 minuti di recupero, arrivati per le botte subìte da Mertens e Ospina, e che ne hanno magari condizionato il rendimento, arriva il duplice fischio per la fine del primo tempo. 

La ripresa inizia, purtroppo, come la fase centrale del primo tempo. È il Liverpool a comandare le operazioni, con gli azzurri che continuano ad essere costantemente imprecisi sia in fase difensiva che offensiva. È il Liverpool a giostrare la sfera lasciando al Napoli le briciole. Al 62′ Ancelotti mette dentro Zielinski per Fabiàn Ruiz, visibilmente provato così come altri calciatori azzurri. Al 67′ Milik per Mertens: nei cinque minuti tra i primi due cambi nulla di rilevante. Al 70′ il terzo cambio azzurro: dentro Ghoulam e fuori Mario Rui che accusa anche un leggero problema muscolare. 

Il Napoli trova la scossa con i tre subentranti: cominciano ad arrivare i cross al centro. Il Napoli si espone anche al rischio di subire la seconda rete del Liverpool, potenzialmente ininfluente in caso di rete azzurra: ma gli uomini di Ancelotti faticano un po’ in tutte le zone del campo contro l’intensità e l’atletismo del Liverpool. Al 79′ Callejon si mangia il goal-qualificazione sul cross rasoterra di Insigne a tagliare tutta l’area di rigore. Subito dopo Klopp richiama Firmino per Keita. 

Il problema del Napoli è che ogni volta che recupera palla, dal fondo o sulle fasce, non riesce a superare la linea di centrocampo. Non si riesce ad aggirare il pressing del Liverpool, che sale tantissimo obbligando tutta la squadra azzurra a star bassa. Si arriva all’85’ quando Klopp fa entrare Fabinho per Milner. Poco dopo Mané sbaglia un gol a porta vuota. All’89’ Insigne può tirare dal limite, ma di sinistro, e spara alto. Al 90′ Klopp inserisce Lovren per Alexander-Arnold.

Vengono concessi 4 minuti di recupero. Al 92′ il miracolo di Allison su Milik, che da solo davanti al portiere tira esattamente sul ginocchio dell’estremo difensore brasiliano. Al 94′, dopo altri due minuti “inutili”, arriva l’amarissimo verdetto.

Il Napoli paga oggi il conto amarissimo di un girone giocato meravigliosamente ma costellato di piccoli errori che la costringono alla retrocessione in Europa League. Si paga ad Anfield lo scotto del pareggio di Belgrado, del pareggio concesso al PSG con Di Maria al Parco dei Principi, del golletto concesso alla Stella Rossa e che alla fine ha tolto la possibilità di qualificarsi con lo 0-1. Un girone che termina con una eliminazione immeritata, questo è sicuro, ma anche con la sensazione che nonostante si avvicendino sulla panchina fior di allenatori – perché questo sono e sono stati al Napoli Mazzarri, Benitez, e Sarri prima di Ancelotti – alla squadra manchi sempre qualcosa per potersi ergere al livello delle grandi. In Italia come in Europa. 



1 COMMENTO

  1. Grande allenatore Ancelotti ( a detta di ADL e di tanti illustri opinionisti) “già a 8 punti dalla capolista (Rubentus) e già fuori dalla Champions League. Se tanto mi da tanto…..

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