La “Bastonata” di NapoliSoccer.NET. Mario Rui, emblema del “vorrei ma non posso” del Napoli

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bastonataMario Rui è il simbolo di un Napoli all’insegna sempre di più del “vorrei ma non posso”. Come lui ci sono altri giocatori con poca qualità e personalità

Una sconfitta è sempre una sconfitta. Premesso che il Napoli è uscito sicuramente a testa altissima dalla più importante competizione per club in Europa in un girone che tutti o quasi in estate all’atto del sorteggio hanno definito come quasi impossibile da superare, tuttavia emergono alcune considerazioni da fare all’indomani della cocentissima esclusione degli azzurri dalla Champions avvenuta per mano del Liverpool ad Anfield Road, Considerazioni per un certo verso anche impietose ma abbastanza realistiche che tirano in ballo la qualità di questa rosa e il comportamento tenuto dal Napoli sul mercato negli ultimi anni. 

Il Napoli è arrivato ad Anfield con grandi possibilità di passare il turno ed accedere agli ottavi di finale: agli azzurri sarebbe bastato vincere, pareggiare o addirittura perdere ma segnando almeno un gol dal 2-1 in su. Ebbene se il Napoli non è arrivato in condizioni ancora migliori allo scontro decisivo di Liverpool, lo si deve soprattutto ad un calciatore, protagonista in negativo in tre reti subite dal Napoli che hanno determinato l’eliminazione degli azzurri dalla Champions. Chi a Parigi al minuto 93 ha permesso a Di Maria di scagliare il tiro del 2-2, probabilmente quello più evitabile di tutti visto che la gara era saldamente in mano al Napoli in quel momento della partita? Chi al San Paolo contro la Stella Rossa sul 3-0 per il Napoli sbaglia una diagonale e permette ai serbi andare sul 3-1 annullando quindi il vantaggio del Napoli nella differenza reti rispetto al Liverpool? E ancora chi a Liverpool lascia passare indisturbato Salah verso il gol dell’1-0 che elimina il Napoli dalla Champions?

Sempre lui, Mario Rui, difensore portoghese vero e proprio simbolo di questo Napoli all’insegna del “vorrei ma non posso” ed eliminato dalla Champions. Sia chiaro, lungi da noi far passare Mario Rui come il capro espiatorio di questa eliminazione. Come lui ci sono diversi altri giocatori in questa rosa che non permettono al Napoli di fare il salto di qualità. La classe, la qualità e la personalità nel calcio sono cose che non ci si inventa da un giorno all’altro. O si hanno o non si hanno. C’è un solo modo per accrescere la classe, la qualità e la personalità dei calciatori che compongono una rosa di una squadra: andando sul mercato e comprando giocatori di spessore, i cosiddetti top player. Cosa che il Napoli sistematicamente non ha fatto nel corso degli ultimi anni. 

E allora all’indomani della cocente delusione Champions che accomuna il destino di Ancelotti a quello di Benitez e Sarri, ci sorge un interrogativo o meglio una considerazione sui corsi e ricorsi storici che hanno caratterizzato la guida tecnica del Napoli negli ultimi anni. Gli ultimi allenatori, Mazzarri, Benitez e Sarri, sono durati tutti due-tre anni con sistematica rottura finale del rapporto con De Laurentiis. Non è che questa sistematica frattura tra il presidente del Napoli e gli allenatori che via via si sono succeduti sulla panchina del Napoli fosse dovuta a richiesta di top player da parte dei diretti interessati? La storia dice che Mazzarri chiese Ivanovic del Chelsea e gli fu risposto picche, Benitez telefonò a Mascherano e non se ne fece poi niente, Sarri voleva Morata o Icardi per sostituire Higuain. Niente di tutto ciò e fine dei rapporti tra allenatore e presidente. Una costante che sicuramente non ha fatto il bene del Napoli. Ancelotti sarà anche un grandissimo allenatore che ha vinto tutto, dal palmares invidiabile, ma la squadra è sempre la stessa e soprattutto i risultati sono sempre gli stessi (secondi a distanza siderale dalla Juventus e sistematicamente terzi ai gironi di Champions). E il Napoli gattopardesco, tutto cambia perchè non cambi nulla, non fa bene a nessuno….



1 COMMENTO

  1. Scandaloso DELA, e d’accordissimo con l’articolo ben scritto di Natale Giusti, con la frase “tutto cambia perchè non cambi nulla” , non è solo l’emblema di questo calcio malato, ma di un’Italia oramai alla deriva…….

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