Ancelotti: “Nel calcio non c’è una sola verità. Koulibaly è un fuoriclasse, il turnover non è una richiesta societaria”

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ancelotti_10.12.2018.jpgCarlo Ancelotti, allenatore del Napoli, ha rilasciato una lunga intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera. Di seguito una sintesi proposta dalla redazione di NapoliSoccer.NET ai propri lettori. 

“Il lungo dominio della Juve non abbassa la passione degli altri tifosi per la propria squadra, anzi. In campionato c’è una buona qualità di gioco; dal punto di vista tattico, la Serie A è molto allenante. In Italia ti abitui a curare ogni dettaglio. I ritmi di gioco sono più bassi e quindi da un punto di vista fisico è meno allenante.

Studierei uno degli allenatori che conosco poco, direi Klopp o Pochettino, perché Allegri, Simeone, Spalletti, Guardiola so già come lavorano. È sempre interessante vedere come un allenatore si comporta, ma copiare è impossibile. Eppure c’è chi non fa vedere gli allenamenti. Non c’è una sola verità. Non c’è un’Università del calcio, non è che prendi la laurea. Qua c’era una squadra che aveva un’identità ben precisa, noi cerchiamo di averla un po’ più versatile. I campionati li ha vinti chi ha giocato a uomo, chi ha fatto il possesso palla, chi ha fatto il contropiede, chi non faceva ritiro, chi lo faceva… Chi non gioca e si allena male mi fa andare fuori di testa. Accetto che uno si arrabbi, non che si alleni male: è egoismo perché fa un danno a tutta la squadra. L’attenzione va spostata sugli altri, non su se stessi. 

L’unica cosa cambiata (rispetto al passato con Sarri, ndr) è stata la disposizione in fase difensiva, dal 4-3-3 al 4-4-2, per me è la più efficace. Ho parlato con qualche giocatore, Allan e Diawara, mi hanno dato la loro disponibilità, altrimenti non l’avrei fatto. C’era la sosta per la Nazionale, l’abbiamo provata 20 minuti…

Il Napoli è competitivo per vincere. L’obiettivo è una squadra che arriva alla fine del campionato lottando. Champions? Intendevo che saremmo coglioni a uscire per un mancato risultato contro la Stella Rossa. Invece siamo stati in ballo fino all’ultimo contro una squadra, il Liverpool, candidata a vincere la coppa. Come il Psg, il Barcellona e la Juventus, che però ha un ostacolo difficile nell’Atletico Madrid.

Non posso negare che Koulibaly sia un fuoriclasse, faccio più fatica a fare a meno di lui. Il turnover motiva più i giocatori e allontana gli infortuni. È chiaro che la società si aspetti che i giocatori siano valorizzati, ma no, De Laurentiis non mi ha chiesto di fare turnover. Lui è schietto, generoso e curioso. Io e lui parliamo pochissimo di calcio. Mi dà le chiavi della squadra, si fida e io gli sono grato.

All’Inter danno l’impressione di essere una squadra e una società in crescita, ogni anno inseriscono giocatori importanti. Spalletti è un amico, mi è venuto a trovare a Madrid quando era fermo. Io ho un rapporto di stima un po’ con tutti i colleghi. E poi ora tanti miei giocatori allenano: Gattuso, Inzaghi, Nesta, Oddo”.



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