Il bilancio del girone d’andata: Napoli secondo con 44 punti in classifica

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tifosi-sanpaolo-napoli_2018-2019Il bilancio del primo step di campionato. Il Napoli chiude il girone di andata con una vittoria sofferta (3-2 al Bologna) e 44 punti n classifica. 

Il Napoli chiude con una vittoria di misura il girone d’andata del campionato 2018/2019 e l’anno solare. 3-2 al Bologna con reti di Milik (doppietta) e Mertens, che a circa 10 minuti dal termine ci evitano l’onta di un pareggio che avrebbe lasciato tutti scontenti a fine anno.

Si chiude il girone di andata a 44 punti, uno in più del girone di ritorno dello scorso anno, quindi, almeno dal punto di vista dei risultati, la squadra, al primo anno di Ancelotti, ha mantenuto i suoi standard.

Il Napoli è al 2° posto dietro la Juve dei record, favorita dal calendario, con un inizio sprint senza gare difficili e con tutti gli scontri diretti in casa. Dove non è arrivato Ronaldo sono arrivati altri. Come ieri con la Samp, nella gara di Empoli, nel derby ed in altre come Parma, Sassuolo, Roma e Inter, vinte con risultati striminziti e spesso non meritati, tipo il 3-2 col Chievo a Verona, con gol segnato con Sorrentino a terra nei minuti di recupero. Insomma non è tutto oro quello che luccica, non tutto è farina del sacco di Allegri e delle prestazioni della squadra ma tant’è. Si andrà avanti.

Ritornando al Napoli. Da segnalare che sono state tante le vittorie ottenute dagli azzurri nei finali di gara, quindi non ci si può lamentare, abbiamo ottenuto ben 5 vittorie negli ultimi minuti: Milan, Bergamo, Cagliari, Fiorentina e Bologna, che ci sono valse 15 punti.

Anche con la Roma un punto con Dries allo scadere, ma in una gara che meritavamo di vincere e in cui il pari era arrivato come un premio di consolazione. Ma non dimentichiamo il rovescio della medaglia, le parate di Meret nel finale contro la Spal, che ci hanno portato altri 3 punti, ottenuti negli ultimi minuti. Peccato per i punti persi col Chievo al San Paolo (2 punti buttati) e per il punto di San Siro.

Tirando la somma tra “fortune e sfortune” i punti sono giusti, un punteggio da Campioni d Inverno in quasi tutti i campionati d’Europa.

La Champions ci ha tolto un pò di energie psicofisiche e il mese di dicembre, seppur non male per quanto riguarda i punti ottenuti, 15 su 18, frutto di 5 vittorie e una sconfitta (peraltro condizionata da episodi non proprio edificanti e immeritata), ha visto un Napoli in calo dal punto di vista del gioco, per effetto del diminuito rendimento di alcuni perni della squadra, su tutti Allan e Insigne. Il brasiliano e Lorenzo sono stati, tra l’altro, i più presenti e decisivi da inizio stagione con Koulibaly e Albiol, e un calo di forma ci può stare.

Quello di Allan è coinciso (sarà un caso?) più o meno con la sua prima convocazione in Nazionale, quello di Insigne è un classico, nel senso che siamo abituati a vedergli compiere magie da anni per 2 terzi della stagione, per poi assistere al suo periodo no, calo di forma, non vede più la porta, inizia la sua battaglia personale con tiri a giro che sfiorano i pali, gol divorati, qualche estetismo di troppo, prestazioni poco brillanti ed edificanti, spesso attenuate da qualche assist, il porto sicuro in cui si rifugia nei momenti bui, che nell’ultimo mese, però, non si sono visti.

Con il Bologna è tornato al gol anche Mertens, che da 2 mesi non centrava la porta (fatta eccezione per la doppietta in Champions contro la Stella Rossa al San Paolo), 1 solo assist (ieri il secondo di addominali) nelle ultime 6 gare. 

A dicembre è stato Milik a tenere in piedi la baracca con i suoi gol, 6 gol sui 10 totali, che ci hanno portato ben 9 punti. Veramente uno score di tutto rispetto, considerando che in Champions ha giocato poco e niente e che vanta solo 11 presenze da titolare su 19 in Campionato, dopo 2 anni di stop per le operazioni ai crociati di entrambe le ginocchia. Non a caso è il primo marcatore in classifica in Italia per gol segnati rispetto ai minuti giocati, avanti a Ronaldo, Piatek e Quagliarella, che lo precedono nella classifica cannonieri, ma con un minutaggio maggiore.

Il Napoli ha segnato ben 37 reti nel girone di andata, solo una rete in meno della Juventus, subendone 17, abbastanza (di cui ben oltre la metà, 10 nelle prime  giornate e 2 ieri senza Koulibaly).

Ancelotti si è trovato a dover valutare una serie di giocatori, alcuni poco utilizzati da Sarri (Diawara, Rog e Ounas su tutti, non utilizzati granchè nemmeno da Carletto, per evidenti differenze tecniche e di esperienza rispetto ad altri, di cui fidarsi maggiormente). Ha dovuto fare i conti con infortuni di lungo corso come quelli di Chiriches, di Meret (non fatto rimpiangere da Ospina e Karnezis), di Ghoulam (appena rientrato con cautela), di Younes (ancora non completamente recuperato alla causa) e anche di Verdi (falcidiato da problemi muscolari).

Il tecnico emiliano, inizialmente, ha cercato di non snaturare il gioco di Sarri, proponendo il 4-3-3, ma si è subito accorto che era poco praticabile senza un regista come Jorginho, con Diawara non ancora pronto per sostituirlo e l’esperimento Hamsik, come previsto e prevedibile, fallito sul nascere.

Il passaggio al 4-4-2 ha dato, in fase difensiva, maggiore sicurezza ed equilibrio alla squadra, seppur snaturando quanto costruito da Sarri e con le difficoltà di adattamento di alcuni elementi allo schema.

Hamsik ha migliorato il suo rendimento giocando a 2, sebbene è un ruolo dove ha dovuto adattarsi col tempo, migliorando di gara in gara, ma con evidenti limiti dal punto di vista difensivo, che si sono manifestati soprattutto nelle gare contro squadre di caratura elevata (a Liverpool, a Torino con la Juve su tutte).

Allan non ha sofferto il passaggio da mezzala a mediano, diversamente da Zielinski che, utilizzato da centrale o da esterno sinistro, non ha mai offerto prestazioni brillanti. Difficoltà che non gli hanno consentito di essere incluso nell’undici titolare di Champions. A corrente alternata il nuovo arrivato Fabian Ruiz che, utilizzato come jolly tattico, ha mostrato le sue qualità ad intermittenza.

Callejon da esterno a destra, con compiti di copertura gravosi, ha dato il suo contributo in fase difensiva fornendo anche buoni assist (7), ma ha completamente perso la vena realizzativa, non riuscendo a mettere a segno nemmeno una rete nonostante abbia avuto le sue occasioni in tante gare: fatto per lui inusuale.

Hysaj è quello che maggiormente ha patito il cambio tattico. Con Ancelotti ha mostrato tutti i suoi limiti tecnici, risultando alquanto a disagio in fase di proposta offensiva, involvendosi parecchio e restando spesso escluso dall’undici titolare col passare del tempo (fuori anche dall’undici Champions).

Maksimovic, invece, è stato recuperato alla causa svolgendo il ruolo di terzino bloccato (ruolo che faceva con risultati apprezzabili col Torino), viste le difficoltà mostrate da centrale con Sarri (qualche sbavatura anche nelle sue uniche due gare da centrale con Ancelotti).

Malcuit è stata una valida alternativa contro le medio-piccole, mai testato nelle gare di livello superiore.

Lo stesso dicasi per Mario Rui, ottima riserva, ma inadatto ai grandi match, in cui spesso ci ha fatto prendere gol, non offrendo prestazioni brillanti in troppe occasioni e fatta salva qualche rara eccezione.

Insomma far ruotare la rosa (almeno in campionato), in questo girone ‘andata, ci ha fatto talvolta perdere in brillantezza (fatto normale), ma non ci ha tolto granché in termini di risultati, considerato anche il medio-basso livello delle avversarie in serie A. Il Napoli “camaleontico” ha avuto i suoi pro e suoi contro.

Ancelotti si è giocato , invece, la Champions con l’assetto e gli uomini migliori, disputando un gran girone, in cui qualche episodio, figlio dell’inesperienza, ci ha condannati ad uscire per differenza reti (pareggio a Belgrado, gol di Di Maria a tempo scaduto a Parigi, gol preso in casa con la Stella Rossa senza tentare con convinzione di rimpinguare il bottino, gol divorati a Liverpool nei minuti finali), ma che ha mostrato un valore di base della squadra molto alto, competitiva anche contro corazzate come Liverpool e PSG, che dominano i loro Campionati.

Si andrà avanti con questa rosa sino al termine della stagione, il mercato sarà solo un’occasione per valutare le posizioni di Ospina, Mertens e Callejon (in scadenza contrattuale) e per opzionare (o acquistare) per giugno. Nessuno partirà, almeno sino a prova contraria.

A giugno si faranno poi le valutazioni: su tutte terzini e centrocampisti. Per l’attacco si vedrà in base a chi resta.

CLASSIFICA di GOL e ASSIST

MERTENS 11 gol +6 assist =17

INSIGNE 10 gol + 5 assist = 15

MILIK 10 gol + 2 assist = 12

CALLEJON 7 assist =7

FABIAN RUIZ 3 gol e 2 assist= 5

ZIELINSKI 3 gol = 3

VERDI 1 gol e 1 assist = 2

OUNAS 2 gol = 2

ALLAN 2 assist = 2

HAMSIK 1 gol e 1 assist = 2

MARIO RUI 2 assist = 2

GHOULAM 2 assist = 2

KOULIBALY 2 assist =2

ALBIOL  1 gol = 1

ROG = 1 gol

MALCUIT 1 assist =1

MAKSIMOVIC = 1 assist

HYSAJ 1 assist = 1

 

A cura di Gianluca Torre



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