Giuntoli: “Felice di restare a Napoli. Cavani non rientra nella filosofia azzurra, CR7 era fuori portata”

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Di seguito il testo integrale – fatta eccezione per le anticipazioni già pubblicate – dell’intervista che Cristiano Giuntoli ha rilasciato a Gianluca Di Marzio ai microfoni di Sky Sport. La notizia più importante in chiave futura è sicuramente l’annuncio che il direttore sportivo sta per rinnovare il suo accordo con la società azzurra. 

Com’è arrivato al Napoli?
“Ero a vedere una partita del playoff di B, mi chiamarono e mi chiesero un incontro. Pensai che volessero un calciatore, chiesi di posticipare ma mi risposero ‘abbiamo, fretta, ti vogliamo incontrare domani mattina’. Chiesi il motivo e mi dissero che erano interessati a me. Non sapevo se fermarmi in un autogrill o da qualche altra parte, non capivo più niente: ovviamente accettai”.

Com’è il rapporto con De Laurentiis?
“Mi chiama la mattina presto. “Sei sveglio?” Mi chiede. Io ovviamente gli dico di sì, anche perché lo sono già. Il presidente mi tratta come se fossi suo figlio, mi ha accolto in questa splendida famiglia. Con me non è mai arrogante, non ha mai alzato la voce. Anzi, ha sempre un approccio corretto nei miei confronti”

Com’è composto il suo staff?
“Abbiamo cinque osservatori, ci dividiamo i compiti, i video e poi andiamo a vedere i giocatori in base a scelte mirate. Ci confrontiamo con le informazioni che riusciamo a ottenere e parliamo fra di noi anche nel nostro gruppo Whatsapp. Così è tutto più facile, veloce e comodo. Guardare un giocatore dal vivo? No, non ho molto tempo. Ne impiego molto per la squadra. Chiamo i miei collaboratori anche alle tre e mezza di notte. Quando mi vengono in mente delle idee, quello è il momento giusto. Ricordo per esempio Schick, che poi alla fine non riuscimmo a prendere. Lo vidi in una partita che sembrava essere quella fra scapoli contro ammogliati. In un campino di periferia, in Serie B. In quel periodo stavo ospitando il mio braccio destro Giuseppe Pompilio. Lo svegliai e gli dissi: “Beppe, ho visto un giocatore forte”.

Ha avuto diversi trascorsi con Sarri…
“Provai a prenderlo già al Carpi ma non trovammo l’accordo per i suoi collaboratori. Ci incontrammo, lui mi disse ‘io non vengo, ma tu arrivi in Serie A’. Quando arrivai a Napoli, il presidente aveva due-tre idee e tra queste c’era Maurizio. Sposai in pieno questa soluzione, lo conoscevo da una vita. Chelsea? Sento spesso Maurizio, lui ha bisogno di una persona di fiducia che gli faccia da cuscinetto con società e giocatori. Ho la fortuna di lavorare con Ancelotti: mi sta dando grande soddisfazione e grande amore. Sarri non mi manca come allenatore, ma come uomo sì”.

Come va con Ancelotti?
“Insieme formiamo una grande coppia: abbiamo vinto cinque Champions in due (ride, ndr). È molto sicuro di sé: si dice che lo sia perché ha vinto, ma la realtà è il contrario. È stata una grande intuizione del presidente. Non credevo sarebbe arrivato a Napoli, non immaginavo potesse accettarla con tale entusiasmo. Ha sposato in pieno la causa, sta benissimo qui e ci sta aiutando a crescere”.

Cavani?
“Fortissimo, ma non credo che certi nomi siano coerenti con la filosofia del Napoli. La forza del club è stata sempre quella di avere calciatori con nuove motivazioni, di avere nuovi Cavani”.

Davvero vi è stato proposto CR7?
“Ci è stato proposto, è vero. Abbiamo un ottimo rapporto con Mendes dai tempi del rinnovo di Ghoulam, ci sentiamo spesso. Lo propose sia a De Laurentiis che a me, siamo rimasti un attimo zitti: quando approfondimmo, ci rendemmo conto che fosse un’operazione fuori portata”.

È duro superare la Juventus?
“In questo momento è la squadra più forte d’Europa, mettersela dietro sarebbe un sogno. Poi penso che se ce l’ho fatta contro il Lecce ai tempi del Carpi quell’anno, allora posso farcela anche con i bianconeri. È qualcosa di difficilissimo, ma dobbiamo e vogliamo crederci”.

Sta per firmare il rinnovo?
“Mi hanno proposto un nuovo accordo e siamo molto vicini alla chiusura, sono molto felice di rimanere a Napoli. Mi trovo benissimo, con la città, il club e l’allenatore. Sono uno che lavora con cuore e passione. Talmente tanto che ho dimenticato la mia vita privata per molti anni”.



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