La “Bastonata” di NapoliSoccer.NET. La figuraccia di Gedda

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La figuraccia della Lega Calcio nell’organizzare la finale di Supercoppa Italiana a Gedda con settori destinati a soli uomini: ennesima occasione persa per il calcio italiano

La Lega Calcio ha clamorosamente toppato nell’organizzare la prossima finale di Supercoppa Italiana tra Juventus e Milan in programma in Arabia Saudita a Gedda il 16 gennaio al “King AbdullahSports City Stadium”. Si tratta di un evento venduto molto bene che assicurerà alla Lega di Serie A ben 7 milioni di euro con 50.000 biglietti già venduti, ma c’è un limite a tutto, anche alla perdita di dignità, e il calcio italiano in un periodo in cui si cerca di combattere il razzismo negli stadi tutto doveva fare tranne che organizzare un evento di questa portata in un paese come l’Arabia Saudita in cui la discriminazione verso le donne e i propri diritti civili è cosa ben nota. 

Le categorie dei biglietti messi in vendita per questo evento sono di due tipi: quelli relativi ai settori dello stadio più vicini al terreno di gioco (Lower CAT1 e CAT2) sono interdetti alle donne. E’ possibile acquistare i tagliandi dei due settori solo a uomini (“Singles”). Aperti invece alle donne e alle famiglie i settori “Family”, suddivisi in “Gold”, “Silver” e “Upper 1,2”, ma anche in questo caso con delle forti limitazioni: le donne infatti potranno sedersi in questi posti solo ed esclusivamente se accompagnate da un uomo.  

Un criterio di vendita assolutamente vergognoso dei biglietti fortemente discriminatorio nei confronti delle donne, non degno di un paese civile quale dovrebbe essere anche l’Arabia Saudita, con il grosso dello stadio che in pratica viene riservato ai soli uomini, mentre alle donne restano i posti “Family” dove potranno accedere il 16 gennaio solo se accompagnate da uomini. 

Ciò che fa discutere è soprattutto la necessità di giocare una finale di Supercoppa Italiana, anche se pagata molto bene dagli arabi, in un paese come l’Arabia Saudita già nell’occhio del ciclone dell’opinione pubblica internazionale dopo l’uccisione del giornalista dissidente saudita Jamal Kashoggi, ucciso a Istanbul lo scorso 2 ottobre. 

E’ vero che con i soldi si fa tutto e che la logica del profitto ormai impera nel mondo del calcio, ma accettare di giocare una Supercoppa Italiana in un paese fortemente discriminatorio come l’Arabia Saudita rappresenta ancora una volta un’occasione persa per il calcio italiano. Sbagliata la tempistica e la modalità della scelta della logistica di questa partita, ma soprattutto chi accetta le discriminazioni e accetta di far giocare questa gara a Gedda ne diventa complice ed è l’ultima cosa che doveva permettersi la Lega di Serie A in un periodo in cui si cerca in ogni modo di combattere ogni forma di razzismo negli stadi. 



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