I Napoli di Ancelotti e Sarri a confronto: paragone stimolo per migliorare

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Un doveroso confronto tra il Napoli di Ancelotti e quello di Sarri come stimolo per migliorarsi e non strumento di contrapposizione: il Napoli è sempre uno!

Il Napoli di Ancelotti sta facendo un buon campionato e il rendimento degli azzurri – sin qui positivo – non può e non deve essere sminuito dal distacco dalla Juventus. E’ vero, il Napoli ha un distacco di 11 punti dalla capolista eppure bisogna riconoscere alla squadra del tecnico di Reggiolo la capacità di mantenere 8 punti di distacco dalla seconda e ben 13 punti dalla quarta, distacchi abbastanza congrui da dare per scontato la qualificazione della squadra partenopea alla prossima Champions League, obiettivo minimo stagionale.

E non è certamente poco per una squadra che, in virtù del cambio di guida tecnica avvenuto in estate, ha dovuto radicalmente cambiare, nella testa e sul campo, impostazione mentale e tattica dopo un triennio di convincente bel gioco e applicazione abitudinaria degli schemi.

Per questo, gran merito ad Ancelotti che, in poco tempo, è riuscito a plasmare i giocatori a disposizione, mantenendo il Napoli ai soliti livelli di questi ultimi anni, grazie a scelte non propriamente definibili ovvie come l’utilizzo completo (o quasi) della rosa a disposizione.

L’equipe partenopea ha dimostrato di essere una squadra camaleontica, capace di adattarsi alla partita ed all’avversario, anche cambiando spesso gli interpreti ed il modulo: questa è stata la chiave di volta di Ancelotti per conquistarsi il Napoli.

Un cambiamento radicale e non facile da attuare, soprattutto quando erediti una squadra che ha basato la propria forza sulla dogmatica applicazione del modulo e sull’univocità del sistema di gioco, talmente codificato da essere mnemonicamente applicato dai giocatori.

La transizione poteva essere ben più faticosa e le difficoltà sarebbero state fisiologiche ma, in linea di massima, così non è stato. Eppure il Napoli di Ancelotti non ha ancora espresso il massimo: è lo stesso allenatore a dirlo e l’evidenza di tale affermazione è consacrata dai numeri.


NAPOLI A CONFRONTO: LE DIFFERENZE TRA IL NAPOLI DI SARRI ED IL NAPOLI DI ANCELOTTI

Mettendo a confronto questa stagione con la precedente, dopo 21 giornate di campionato il Napoli di Ancelotti ha totalizzato 48 punti, 6 in meno rispetto ai 54 di un anno fa, conquistati dal Napoli di Sarri. Questo Napoli è anche meno prolifico in attacco con 39 gol fatti rispetto ai 45 della passata stagione, e subisce più gol, finora 18 contro i 13 dell’anno scorso. A livello continentale, inoltre, seppur in maniera completamente diversa, i due ultimi Napoli si equivalgono, essendo stati- sia quello di Sarri che questo di Ancelotti – eliminati alla fine della fase a gironi. Evidente, comunque, che bisogna considerare la diversa modalità di eliminazione e, innanzitutto, la differente difficoltà del girone.

Questo Napoli può migliorare, siamo alla prima stagione di Ancelotti e, in prospettiva, il rendimento è già sufficientemente paritetico a quello del Napoli dei record di Sarri, che tanto ci ha fatto divertire e tanto ci ha permesso di ammirare. Due volti di quella che è un’unica squadra: il Napoli!

Tanti criticano Sarri, altrettanti lo fanno con Ancelotti ma, in effetti, molte critiche sembrano pretestuose o, addirittura, strumentali per dimostrarsi dalla parte della ragione.

Mettere a confronto i due Napoli, paragonarli, al contrario, non deve essere motivo di contrasto ma, bensì, strumento per migliorarsi. Sottrarsi ad esso è segno di pochezza intellettuale ma soprattutto di scarsa passione per questa maglia che, al di là dei singoli personaggi, siano essi allenatori, giocatori, dirigenti o presidenti, tale resterà per sempre.

Il confronto con quella che è stata la migliore stagione – in quanto a punti conquistati- del Napoli deve essere una base di partenza per comprendere la positività del lavoro svolto finora da Ancelotti ma, anche e soprattutto, lo stimolo ad ottenere ancor di più, anche rinforzando una rosa valida ma non completa in ogni suo elemento. Migliorare si può.

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2 Commenti

  1. Sono d’accordo sulla conclusione dell’articolo. Il rendimento complessivo è sostanzialmente pari. Forse troppi i gol subiti ma credo sia da imputare all’iniziale assestamento. Per il resto credo ci siano le basi per una crescita ulteriore che probabilmente si paleserà dal prossimo campionato. Per quest’anno la qualificazione alla CL e l’impegno da profondere nelle coppe è obiettivo sufficiente considerando il cambio tecnico. Sopratutto il secondo aspetto è importante per infondere una mentalità vincente che forse ci è mancata negli anni precedenti.

  2. Il Napoli di Sarri è stato fatto fuori in coppa Italia per errori del tecnico che lascia in panchina un bomber da 36 gol a stagione (inter) o fa un turn over con 8 rincalzi (Atalanta). Ancelotti fesserie del genere non l’avrebbe fatte. idem nella coppa Europea eliminati da una squadra sconosciuta ai più nota solo ai tifosi loro; lo Zurigo vale il RBLeipzig? Ancelotti insegnerà a Sarri com’è facile eliminare una squadra di secondo livello. In sostanza: Ancelotti sa motivare i calciatori e gli inculca la voglia di vincere; Sarri motivava i calciatori dicendo che lo scudetto era una bestemmia e la coppa non ricordo cosa di negativo e dunque Ancelotti è una allenatore , Sarri un dilettante. No a caso il primo ha vinto trofei nzionali e internazionali, il secondo solo in C2 con, appunto, dilettanti!

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