Insigne: “Testa al Salisburgo. Vengo sempre criticato”

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Lorenzo Insigne è stato intervistato da Sky Sport e in mixed zone al termine di Sassuolo-Napoli, partita in cui il suo goal è valso il pareggio. Questa la sintesi delle sue dichiarazioni elaborata dalla redazione di NapoliSoccer.NET per i propri lettori.

“Per come s’era messa la partita il pareggio va bene, anche se ci va un po’ stretto. Siamo stati poco cattivi, abbiamo avuto poca personalità, tutti. L’importante è comunque il risultato. Dopo la partita ero solo un po’ provato per il risultato, voglio sempre vincere, come tutta la squadra. Siamo stati bravi a reagire e trovare il pareggio, poi abbiamo cercato una vittoria che non è arrivata. Siamo partiti forte, abbiamo sprecato qualche occasione, di fronte avevamo una squadra che palleggia bene. Sapevamo che era difficile, l’importante è che siamo stati nella partita fino alla fine.

Io vengo sempre criticato. Non voglio fare polemica, ma sono l’unico che viene sempre preso di mira quando non segna o non fa prestazioni di livello. Questa cosa mi fa un po’ male, ma lavoro per crescere e spero di tornare al meglio. Io ci tengo sempre per questa maglia, forse alla gente non è arrivato questo messaggio al 100%. Ho un carattere particolare, a volte ho sbagliato ed ho sempre chiesto scusa, è giusto se il tifoso critica. Più di così non posso fare nulla, ho sbagliato il rigore (contro la Juve, ndr) e mi dispiace.

Testa al Salisburgo, dobbiamo qualificarci ai quarti. Andiamo in trasferta e col 3-0 non bisogna stare tranquilli. Negli ultimi 10 minuti al San Paolo ci hanno messo in difficoltà. Abbiamo fiducia nel nostro gruppo, chi sostituirà Maksimovic e Koulibaly non li farà rimpiangere. L’importante è entrare in campo con la cattiveria giusta.

Stiamo facendo il nostro campionato come ogni anno. Se vediamo le griglie degli opinionisti ci davano per spacciati, invece siamo dietro alla Juve. Abbiamo perso qualche punto per strada, ma l’importante è non mollare”.

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1 COMMENTO

  1. Perché tu, come giocatore meglio pagato ma soprattutto perché napoletano, dovresti essere l’anima della squadra, l’ultimo ad arrendersi. Invece spesso sei una zavorra.

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