Carannante: “Napoli è un enorme serbatoio e mi auguro che De Laurentiis lo voglia sfruttare”

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Antonio Carannante ha concesso un’intervista a Il Mattino. Queste sono le sue dichiarazioni sintetizzate per i lettori di NapoliSoccer.Net: “In quel Napoli-Juventus io e De Napoli, che non avevamo giocato a Torino perché squalificati, ci dicemmo: “passiamo noi”. Eravamo convinti dei mezzi tecnici, della forzamorale e dell’orgoglio del Napoli. E infatti dominammo sul piano tattico e agonistico. Bravissimo Bianchi a impostarla come lo è stato l’altra sera Allegri. Appartengono alla stessa scuola di pensiero: facile pensare al bel gioco, il difficile è fare i risultati. Allodi e Bianchi avevano puntato su di me, però mi procurai un gravissimo infortunio.Mi sarei rifatto due anni dopo partecipando alla conquista della Coppa Uefa. Ricordo l’emozione di quella notte a Stoccarda: gli altri festeggiavano in campo, io e Bianchi ci abbracciammo da soli negli spogliatoi. Io avevo firmato un contratto in bianco e il direttore fece un regalo a mio padre.

Avrei potuto accettare più soldi da Milan, Juve e Inter e invece no, decisi di andare avanti con il Napoli, almeno finché Moggi non prese giocatori dal Torino e mi fece partire. Segnalai io Insigne ai tempi in cui lavoravo per il settore giovanile del Napoli. Ci sarebbe stata anche la possibilità di prendere Immobile, però la società non gli assicurava il convitto a Castel Volturno e così il papà di Ciro lo portò al Sorrento.

Napoli è un enorme serbatoio e mi auguro che De Laurentiis lo voglia sfruttare come tanti anni fa decise di fare Juliano. Io sono stato fortunato a giocare nel Napoli prima di Krol e poi di Maradona: vorrei che altri ragazzi si trovassero in questa condizione. Il clima che c’era in città, lo spirito che univa la squadra, il popolo e i tifosi eccellenti: accanto a noi avevamo sempre Massimo Troisi, Pino Daniele, Luciano De Crescenzo. Devo molto a quei compagni e a quei dirigenti: ricordo quanto il presidente Ferlaino mi seguisse negli studi.Mi sarebbe piaciuto continuare a collaborare con il Napoli dopo aver scoperto Insigne, Maiello, Ciano, Sepe. Poi sono arrivati anche i giovani stranieri”.

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