I muscoli del Capitano

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C’è un problema capitano nel Napoli? I fatti spuri da ogni interpretazione direbbero di no, perché al Napoli, dall’arrivo della nuova presidenza, vige una regola ferrea: il capitano è l’uomo col numero maggiore di presenze in maglia azzurra. Poche storie: chi è in cima alla classifica, veste la fascia. E così a scalare anche in caso di assenza del più anziano.

Una scelta che sicuramente ha avuto senso finché la SSC Napoli di De Laurentiis si è potuta ritenere una società “giovane”: come non lasciare la fascia di capitano, ad esempio, a chi ha accompagnato la squadra dalla C alla A come il Pampa Sosa o Paolo Cannavaro, o che ne ha vissuto tutto il percorso nella massima serie come Marek Hamsik?

Ma proprio al momento della partenza dello slovacco, con lo slittamento della fascia sul braccio di Lorenzo Insigne, sono iniziate le prime perplessità, specialmente in chi osserva, come i giornalisti, i fatti del Napoli da fuori. Già al termine dell’anno scorso, il procuratore del calciatore, Mino Raiola, aveva affermato in un’intervista: “Il ragazzo è pronto ad essere il capitano del Napoli, ma la città è pronta ad avere Insigne come capitano?”

Le critiche – ingiustificate – per il rigore sbagliato contro la Juventus, la reazione di Insigne nell’intervista dopo Sassuolo-Napoli in cui il ragazzo ha sottolineato di essere sempre criticato, la sua scelta di passare a Raiola come procuratore che sta già determinando voci – non confermate – di una sua prossima cessione, stanno già delegittimando Lorenzo dal ruolo di capitano.


Se ci aggiungiamo il fatto, poi, che alcuni suoi compagni indicano le doti giuste per fare il capitano in altri giocatori… Ma il sintomo più lampante della difficoltà del portare avanti questa scelta, è stata proprio la precisazione della SSC Napoli dopo l’intervista in cui Milik parlava di Mertens come potenziale capitano ideale.

Le parole del Napoli sono la “excusatio non petita” che maggiormente manifesta la difficoltà del momento. Che senso ha, infatti, precisare in quel modo e tornare a legittimare Lorenzo se la regola delle presenze in azzurro per l’assegnazione della fascia è tanto ferrea? Forse lo spogliatoio non riconosce davvero a Lorenzo le qualità del capitano?

C’è poi da aggiungere un’altra considerazione: Carlo Ancelotti, nella prima conferenza stampa successiva alla sosta invernale, ancor prima della partenza di Hamsik, quando gli venne chiesto se era possibile affidare la fascia a Koulibaly per una giornata, dopo i fatti di Milano, rispose quasi “en passant” che sarebbe stato obbligato a non far giocare tre o quattro calciatori per dare la fascia al difensore. In quella situazione il capo della comunicazione Lombardo tenne a precisare ancora la vigenza di questa regola.

Una presa di posizione, ancorché presa con ironia, in vago contrasto – forse l’unico di Ancelotti dal suo arrivo a Napoli – con i vertici. Quei vertici che vanno ripetendo quasi a ogni intervista che “a casa mia decido io”, ignorando il fatto che nei processi decisionali, maggiore è il numero di persone coinvolte direttamente, maggiore è la probabilità di un’evoluzione collettiva.

Perché quindi, non fare il passo in avanti e sottoporre la decisione dell’assegnazione della fascia al voto dei componenti della squadra? In ogni caso, e comunque vada il prossimo mercato, anche questo diventa un nodo da sciogliere in vista della prossima stagione, che determinerà il vero e proprio inizio del progetto Ancelotti. Sarà bene chiarire i ruoli prima di qualsiasi scelta societaria, perché vale sempre quel vecchio detto che dice, chi ben comincia è a metà dell’opera.

Foto: SSC Napoli

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