La “Bastonata” di NapoliSoccer.NET. Napoli sparito dopo Anfield, di chi la colpa?

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Il Napoli, dopo l’eliminazione dalla Champions, è lentamente sparito, evaporando completamente in questo finale di campionato

Il Napoli, dopo una buona prima fase di stagione culminata con le ottime prove fornite dagli azzurri contro Liverpool e PSG contendendo a queste due squadre fino all’ultima giornata del Gruppo di Champions la qualificazione agli ottavi di finale, ha lentamente iniziato la sua parabola discendente a partire da metà dicembre quando proprio la sconfitta di Anfield Road ha decretato l’eliminazione degli azzurri dalla massima competizione continentale. 

Non crediamo però che la brutta seconda parte di stagione del Napoli sia dovuto solo ad un netto calo delle motivazioni. Le radici dell’attuale crisi degli azzurri fanno salire sul banco degli imputati almeno due soggetti: il tecnico Carlo Ancelotti e la SSC Napoli.

Carlo Ancelotti a inizio stagione ha più volte dichiarato di essere soddisfattissimo della rosa ereditata dalla precedente guida tecnica (ceduto Jorginho, inseriti Verdi e Fabiàn Ruiz). Il tecnico però, oltre a dimostrarsi troppo aziendalista, ha sottovalutato il fatto che questa rosa avesse dato il massimo nella precedente stagione e soprattutto che questi calciatori, quando si trattava di suonare sempre lo stesso spartito erano il massimo, mentre quando a questi ultimi si sarebbe chiesto un qualcosa di diverso nel 4-4-2, qualche problema sarebbe potuto emergere in assenza di veri top-player e di giocatori di personalità come il campo ha impietosamente dimostrato. Molto meglio sarebbe stato resettare sin dall’inizio dell’avventura di Ancelotti gran parte della precedente rosa e fornire già da quest’anno al nuovo allenatore degli azzurri il materiale umano che meglio si adattasse al suo credo tattico.

La SSC Napoli dal canto suo ha permesso che tra gennaio e febbraio andassero via Rog e Hamsik senza acquistare nessun sostituto, e il successivo infortunio di Diawara, in un centrocampo già numericamente al minimo, ha imposto che venissero spesso impiegati assolutamente fuori ruolo sia Fabiàn Ruiz che Zielinski che tutto sono tranne che centrocampisti centrali. 

Nel prossimo mercato estivo si capirà una volta per tutte cosa vuole fare il Napoli da grande. Ancelotti abbandoni i panni dell’aziendalista ad oltranza e chieda alla società almeno due acquisti di spessore (i cosiddetti top-player) altrimenti, se così non fosse, non si illudano i tifosi con proclami da scudetto. La personalità in mezzo al campo non la si compra al supermercato: o la si possiede oppure no e il Napoli ne è abbastanza privo da questo punto di vista. Si può ovviare a ciò solo con un grande mercato che porti qualche certezza o quantomeno calciatori adatti alle idee tattiche del tecnico di Reggiolo, cosa che non è avvenuta in questa stagione. 

 

 

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1 COMMENTO

  1. Da anni ADL ha raggiunto il suo massimo che non coincide con il massimo dei tifosi.
    Perciò non aspettiamoci stravolgimenti.
    Ad ADL importa che il Napoli stia tra le prime in modo da incassare i proventi della Champions.
    A noi questo non basta.
    Ecco perché ancora adesso si inneggia a Maradona, a quando eravamo Re.
    Ecco perché c’è una crescente disaffezione allo stadio.
    Gli acquisti che fa la società, anzi ADL, vengono sapientemente pompati dai giornalisti “amici” e creano l’entusiasmo di Dimaro e delle prime giornate, poi prendiamo atto che la nostra dimensione non consente di coltivare ambizioni e si ritorna alla disaffezione.
    Co ADL questo siamo e questo saremo.

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