La “Bastonata” di Napolisoccer.NET. SSC Napoli-tifosi: un rapporto da ricucire completamente

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Il rifiuto della maglia lanciata da Callejon ai tifosi: un gesto abominevole che la dice tutta sul rapporto tra SSC Napoli e tifosi completamente da ricostruire

La gara Frosinone-Napoli dell’ultimo weekend calcistico ha offerto quanto di più abominevole possa offrire un post-gara di una partita di campionato che il Napoli aveva vinto in scioltezza senza problemi: il capitano del Napoli, Josè Maria Callejon, che va sotto la curva e lancia la maglietta ai propri tifosi e se la vede rilanciata verso di sé a mo’ di rifiuto da parte di un sia pur minimo gruppo di tifosi. Un episodio assolutamente deprecabile fatto nei confronti peraltro di un professionista come lo spagnolo che ha sempre dato tutto in campo risultando uno dei calciatori azzurri dal rendimento più elevato nel corso degli ultimi anni e sempre presente in campo addirittura in 222 occasioni su 228 gare in cui Callejon è stato utilizzabile, saltando qualche gara solo per squalifica o infortunio e solo pochissime per scelta tecnica. 

Un episodio che però ha sicuramente rappresentato un’ulteriore spaccatura fra una parte dei tifosi del Napoli (minima perchè altri hanno accettato le maglie dei calciatori come quella di Ruiz senza rilanciarla indietro come nel caso di Callejon) e la squadra, segnando quasi un punto di non ritorno nei rapporti tra la società e la tifoseria organizzata. 

Che una parte sia pur minima della tifoseria possa essere insoddisfatta a torto o a ragione per i risultati della stagione, ci può anche stare. Anche se giova ricordare che Ancelotti è solo al primo anno della sua guida tecnica e che comunque la stagione può essere valutata in ottica positiva perchè comunque si concluderà da vice campioni d’Italia, risultato che ad inizio campionato molti critici avevano messo in dubbio. Ma da qui a prendersela con i calciatori per il presunto mancato impegno in campo ce ne corre e anche molto. 

Probabilmente alcune dichiarazioni del tecnico ad inizio stagione troppo ottimistiche avrebbero potuto essere evitate o comunque essere improntate ad un più sano realismo : “Non sono venuto qui a pettinar le bambole ma per vincere…”. Così come anche le affermazioni di Ancelotti sulla assoluta bontà della rosa messagli a disposizione dalla società (via Jorginho e Reina, dentro Fabiàn Ruiz, Verdi, Malcuit più i portieri Meret e Ospina e a gennaio via Hamsik e Rog senza sostituirli) non hanno fatto altro che generare false illusioni nella tifoseria che poi a lungo andare si sono dimostrate assolutamente deleterie. 

La SSC Napoli ora ha il compito fondamentale di ricostruire principalmente il rapporto con i propri tifosi che quest’anno hanno in pratica abbandonato il San Paolo facendo registrare una decurtazione di 8.000 spettatori in media in ogni partita casalinga del Napoli. E purtroppo anche la decisione di fissare a 30 euro il prezzo dei biglietti di Curva e a 40 quello dei Distinti per la prossima gara interna Napoli-Cagliari non va in questa direzione e rischia di creare altra frizione con la parte più calda della tifoseria. A prescindere da quella che sarà la prossima campagna acquisti del Napoli e da qualsiasi progettualità per il futuro della squadra, non si va da nessuna parte se non si ricrea un rapporto ottimale tra il Napoli e i propri tifosi e, soprattutto, se non si riporta la gente al San Paolo.

 

 



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