De Laurentiis: “Il nostro spettacolo non è più per giovanissimi, ma per vecchi; i 125 dello Stadium sono costati solo 50 alla Juventus”

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Il presidente del Napoli De Laurentiis ha concesso un’intervista al Corriere dello Sport. Un forum sulla crisi del calcio italiano e le chiavi del rilancio dal titolo: Il calcio che vogliamo. Tanti gli argomenti toccati, parole che faranno discutere. Queste sono le sue dichiarazioni sintetizzate per i lettori di NapoliSoccer.Net: “Devo fare una precisazione sulla Juventus: non bisogna dimenticarsi che ha avuto 75 milioni gratuitamente da SportFive per aver fatto scadere il quinquennio relativo ai naming rights dello stadio. I 125 dello Stadium sono costati solo 50 alla Juventus, poi vogliamo dire che la famiglia Agnelli ha potere particolare sul Piemonte e a Torino? Hanno fatto in modo da aumentare i loro investimenti, e nonostante questo hanno chiesto un fondo da 170 milioni di euro. Siamo riusciti ad ottenere dalla Regione 25 milioni di euro per le Universiadi, ho preteso di far parte del comitato per capire come sarebbero stati spesi e non dirottati altrove. Stiamo andando avanti, vedremo un San Paolo rivoltato con le Universiadi. Ho intenzione di investire altri soldi nel San Paolo, la convenzione nuova ce ne darà la possibilità. Il nostro calcio è pieno di tattica, in Champions con City-Tottenham eravamo tutti eccitatissimi: la Juventus ha 13 punti sul Napoli, noi abbiamo 10 punti sull’Inter e 14 su Inter e Roma. Vuol dire che c’è qualcosa che non funziona: o non funziona il permettere di spendere più di quanto si fattura, e noi non abbiamo debiti con le banche. Gravina lo sa, è un mio leit-motiv: ti sei insediato, ma come si fa a far ripartire i campionati con gente che si indebita? Come si accede ad un mercato dove giornalismo e media incitano a spendere di più, con dei nomi da divi?

Dove va il calcio del prossimo ventennio? Lo sapete che i ragazzini di 10-20 anni stanno sulle loro piattaforme a giocare agli sparatutto: ho messo mio nipote nella migliore scuola calcio romana, eppure quando gioca il Napoli resiste solo dieci minuti e poi gioca a Fortnite. Il nostro spettacolo non è più per giovanissimi, ma per vecchi.

La più grossa cazzata del mondo è comprare giocatore e poi fare solo tre cambi, ma dove sta scritto? Siamo industriali o no? Dobbiamo essere dipendenti da FIFA e UEFA o solo dal mondo dell’impresa del calcio che dovrebbe autogestirsi a livello nazionale ed europeo? Arriverà sempre qualcuno di vecchio, istituzionalizzato, che poi ci creerà regole che non andranno bene. Lotti cosa c’entrava col mondo del calcio? Ha fatto un casino con dei danni inimmaginabili: ha dato importanza allo stadio. Io il San Paolo l’ho definito un cesso, sono arrivato secondo con 10 punti sulla terza: l’Udinese rischia di retrocedere con lo stadio nuovo, il Sassuolo che fa? Il Tottenham ha giocato in uno stadio fatto da altri, il calcio inglese ha avuto la Thatcher che è una santa, in Italia il ministro dell’interno si nasconde da 20 anni, nei nostri stadi si spaccia cocaina e fumo.

Non possono nemmeno sedersi dove hanno il loro posto, ci sono 3-400 persone che scrivono contro. Mi scrissero contro perchè presi Sarri, fu una intuzione da parte di chi digeriva calcio meno di altri. Adesso ne parlano tutti, ma quando l’ho preso mi hanno scritto i manifesti contro. L’unico ministro dell’Interno che si fece sentire, fu quello dei tornelli. Su mio intervento, Renzi ed Alfano fecero un regolamento innovativo: nel 2014 si poteva daspare anche chi aveva fatto determinati reati negli ultimi cinque anni. Perchè devono essere daspati, quando poi i Questori si cacano sotto di daspare? Il biglietto automaticamente non deve essere proprio emesso. Alcuni steward sono accazzimmati con la malavita”.

Cristiano Ronaldo è forte perchè ha sostituito in questo campionato l’allenatore con la sua presenza, perchè l’allenatore più di quello che ha fatto in questi anni cosa doveva fare? Il motivatore vero è Ronaldo, è lui l’uomo spogliatoio. Quando l’ho visto giocare con la sua nazionale, era seduto in panchina che guidava e gridava più dell’allenatore per farli vincere. Rimpianto? Io non me lo posso permettere. I miei genitori mi hanno sempre insegnato che uno deve fare il passo secondo la propria gamba. Io non devo dimostrare niente a nessuno perchè nella mia vita ho sempre avuto successo, dall’età di 25 anni quando feci il mio primo film.

Insigne mi risulta che sia un giocatore del Napoli, è napoletano. Poi lui ha sempre dimostrato da un lato un grande attaccamento alla maglia, se poi questa grande responsabilità di essere anche napoletano gli ha giocato nel passato e gli potrebbe giocare nel futuro una idiosincrasia con quei tifosi, che dico che non sono tifosi, non posso certo obbligarlo a rimanere suo malgrado. Lui più volte, quattro anni fa o sei anni fa, mi ha chiesto di andare via perchè non si sentiva amato. Me l’ha anche chiesto prima dell’incontro chiarificatore con Mino Raiola”.

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