Ancelotti non si nasconde: le quattro difficoltà che hanno rallentato il suo Napoli

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Una stagione al di sotto delle aspettative? La domanda su come il Napoli abbia portato a termine l’annata 2018/19 ormai imperversa nel dibattito calcistico partenopeo da diverso tempo. Dall’eliminazione in Europa League per mano dell’Arsenal finalista, di certo. Il giudizio non può essere ancora sospeso: l’ultima gara contro il Bologna non cambierà le sorti di un anno intero.

L’anno del Napoli è stato dai due volti: una prima parte di stagione su alti livelli, con la qualificazione agli ottavi di Champions sfiorata e una corsa in campionato che s’è arenata forse proprio nella gara d’andata contro l’Inter. Poi un lento e inesorabile declino che ha destato più di una perplessità in tutto l’ambiente. Infine qualche buona prestazione – contro Roma all’Olimpico e ieri contro l’Inter – che lascia qualche speranza per l’anno prossimo.

Carlo Ancelotti, fino a ieri titubante nello sbilanciarsi sulle difficoltà vissute, forse per la prima volta non si è più nascosto. Nella conferenza stampa dopo la vittoria contro l’Inter, a chi gli chiedeva della pressione come fatto decisivo nel corso della stagione, ha risposto così:

“a un certo punto abbiamo perso sicurezza in quello che stavamo facendo, e motivazioni per il distacco molto ampio. Abbiamo avuto problemi col mercato di gennaio e con l’infortunio di Albiol, che riesce a gestire il reparto difensivo in modo ottimale anche senza la forma migliore”.

Quattro temi da sviscerare in profondità per capire la stagione azzurra: sicurezza nel gioco, motivazioni, mercato di gennaio e l’infortunio di Albiol.

Partiamo dall’ultimo: l’assenza del difensore spagnolo è stato forse l’aspetto maggiormente sottovalutato nel giudizio della stagione azzurra. Tutta la linea difensiva – Koulibaly incluso – ne ha risentito, senza considerare che l’infortunio dell’ex Real ha forzato il rientro di Chiriches che ha così subito un infortunio muscolare alla prima da titolare, al rientro a Salisburgo. Il Napoli senza Albiol ha subito goal con una media superiore all’1 a partita, con lui invece è sotto questo importante parametro.

Questi fattori assieme hanno determinato la mancanza di rotazioni in difesa. Un fattore che è pesato forse ancora di più a centrocampo. Ed arriviamo al secondo fattore – a ritroso nell’elenco – quello dei problemi nel mercato di gennaio. Per la prima volta Ancelotti ammette che la finestra invernale non ha giovato, anzi ha fatto qualche danno. La doppia cessione di Rog e Hamsik senza sostituti, il mancato arrivo di un’altra punta, il non aver tamponato l’assenza di Albiol credendo nel pronto rientro di Chiriches, poi naufragato, ha di fatto azzerato le rotazioni. Il Napoli ha condotto, da inizio febbraio, una stagione con una rosa semplicemente insufficiente dal punto di vista numerico. Una responsabilità da ascrivere alla dirigenza nel suo complesso e sulla quale, evidentemente, Ancelotti non ha potuto influire più di tanto.

E forse nell’analizzare la mancanza di motivazioni, possiamo anche pensare all’addio del capitano Marek Hamsik che, molto candidamente, ha poi ammesso che con lo Scudetto in ballo non sarebbe andato via. Calo di motivazioni che è poi conciso con il mercato e gli altri problemi finora elencati. E che, probabilmente, è stato causato da quella perdita di sicurezza che è il primo fattore detto da Ancelotti ieri.

Quello sul quale riflettere più profondamente, forse. C’era qualche giocatore ancora nostalgico del “vecchio modo di giocare”? Probabile che qualcuno non fosse convinto delle nuove idee, quando le precedenti avevano portato tanti risultati. Lo stesso Mertens aveva detto di non essere Crouch nell’intervista dopo la sconfitta interna con la Juve, ma poi ieri ha fatto un goal in anticipo di testa da punta vera, dimostrando di aver assimilato certe richieste tecnico-tattiche. C’è qualcuno cui non vanno ancora a genio? Che, magari, non si sente valorizzato?

Valutazioni da fare necessariamente nella costruzione della squadra del prossimo anno. Che dovrà sopperire, fin dall’inizio, a questi quattro problemi. Con un gruppo convinto fino in fondo del proprio tecnico, numericamente e tecnicamente affidabile, e al quale non venga in testa di mollare a metà stagione, per nessun motivo.

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1 COMMENTO

  1. Non credete alle balle spaziali di ADL e Ancelotti. Sono verità di comodo artificialmente messe in giro dal sottobosco (e mi riferisco al codazzo) ADL. Ma tanto sono in molti i tifosi che hanno capito le “angherie” del vice Re ADL.

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