La “Bastonata” di Napolisoccer.NET. Allegri e l’esonero mascherato

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La Juve esonera Allegri e in conferenza stampa lo si fa passare come una reciproca volontà di addio. E’ la Juve a decidere cosa deve emergere e cosa no 

E così a Massimiliano Allegri non è stato sufficiente vincere cinque scudetti di fila e fare due finali di Champions League entrambe perse. Anche il tecnico di Livorno finisce nel tritacarne degli esoneri, perchè di esonero vero e proprio si tratta, e capisce sulla propria pelle che alla Juve molto probabilmente vincere non è l’unica cosa che conta ma è importante anche il modo in cui si ottengono questi successi. 

Ad Allegri non è mai interessato il gioco ma solo i risultati; l’anno scorso, pur vincendo sul filo di lana il campionato a spese del Napoli, è stato letteralmente surclassato sul piano del gioco da Maurizio Sarri e, a più riprese, ha patito questo confronto e questa posizione quasi subalterna nei confronti del tecnico di Figline sfociato poi in questa stagione nel litigio in diretta a Sky con l’opinionista Adani che gli imputava proprio la poca spettacolarità del suo sistema di gioco. 

Alla Juve si sono resi conto di tutto ciò ma soprattutto hanno capito che con questo tecnico e il suo non-gioco sarebbe stato impossibile raggiungere la vetta in Europa nonostante la presenza in rosa del calciatore numero uno al mondo, al secolo Cristiano Ronaldo. E non è un caso che uno dei primi nomi per la possibile sostituzione di Allegri sia stato proprio quello di Maurizio Sarri, artefice al Napoli lo scorso anno di un calcio altamente spettacolare. 

Ecco perchè quella di Allegri non è una separazione consensuale tra le parti come pure si è cercata di farla passare nella conferenza stampa di addio, ma è un vero e proprio esonero mascherato. Andrea Agnelli, presidente della Juventus, da sempre avanti anni luce rispetto alle altre società in quanto a comunicazione, mentre afferma che ha preso la decisione più sofferta da quando è alla guida del club, contemporaneamente dice di aver preso la decisione più congrua (un pò come fatto con l’addio di Alessandro Del Piero di qualche anno prima), sottintendendo in questo modo che di esonero vero e proprio si tratta. Ancora una volta è la Juve a decidere cosa deve emergere all’esterno nelle conferenze stampa (soprattutto di addio) e cosa invece assolutamente no. Una cosa è certa: la Juve con l’esonero del tecnico livornese decide di dare un taglio ad un passato anche vincente ma poco spettacolare e soprattutto assolutamente perdente in Europa dove il livello qualitativo è molto più elevato e dove Allegri ha fallito anche quest’anno nonostante Ronaldo. 

 



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