La “Bastonata” di Napolisoccer.NET: I paradossi del calcio italiano

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Retrocedere e guadagnare di più di chi resta in serie A è il paradosso di un calcio italiano che si fatica a comprendere. Senza dimenticare la partita non partita tra Fiorentina e Genoa.

Il campionato è terminato ed i verdetti sono stati emessi: Juventus campione d’Italia, Napoli secondo e via a seguire tutte le altre, fino alle retrocesse Empoli, Frosinone e Chievo Verona.

A campionato finito è tempo di fare due conti in tasca alle squadre ed è qui che la sorpresa si mostra in tutto il suo paradosso. Chi più e chi meno riempirà la propria borsa, in base alla posizione in classifica, retrocesse comprese.

E saranno proprio queste ultime a racimolare più milioni grazie al meccanismo del “paracadute”, riservato dalla FIGC alle squadre che retrocedono in serie B, così da ammortizzare i danni economici della retrocessione nella serie cadetta.

In fin dei conti, l’intento sembra giusto, ma a guardare la cifra che le tre retrocesse si spartiranno, circa 50 milioni di euro, e confrontandola con quella delle prime della classe (considerato i costi che sostengono per raggiungere i propri obiettivi) si rimane a dir poco sorpresi.

Secondo quanto previsto dal meccanismo, infatti, il Chievo incamererà 25 milioni di euro, mentre l’Empoli ed il Frosinone, rispettivamente, 15 e 10 milioni di euro. Dov’è la sorpresa?

E’ presto detto: i campioni d’Italia della Juventus guadagneranno poco più di 23 milioni di euro mentre il Napoli, secondo classificato, ne riceverà 19. Insomma, a vederla sic et simpliciter, un pò facendo i conti della serva, economicamente è più conveniente retrocedere che vincere. Tenendo di conto – siamo in tema – che l’ammontare che percepiranno le squadre di medio-bassa classifica che resteranno in serie A è nettamente inferiore alle cifre sopra indicate.

Insomma, a dirla breve, l’ennesima stortura di un calcio – quello italiano – che non riesce proprio ad evitare le critiche di chi si sente in qualche modo defraudato. In tal senso vanno rilette, quindi, anche le dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis di qualche mese fa: “Che ci fa il Frosinone in A?”, a cui polemicamente risposero la dirigenza e le istituzioni ciociare.

Probabilmente è il caso di rivedere alcune norme e meccanismi così da scoraggiare chi, arrivato nella massima serie, punta al “paracadute” e non al risultato sportivo.


Fiorentina-Genoa: la partita non partita

E proprio il risultato sportivo è il secondo elemento da affrontare con serietà e onestà intellettuale. L’ultima giornata d campionato ci ha regalato (si fa per dire) un partita che partita non è stata. Mi riferisco a quel Fiorentina-Genoa farsa che mi ha costretto a cambiar canale (fortunatamente) così da evitarmi uno spettacolo (?!?!) imbarazzante, fatto di retropassaggi e melina, con poca attenzione al campo e molta più al risulato di Inter-Empoli.

Onestamente? Non me ne vogliano gli interisti ma ho parteggiato per l’Empoli, sia perchè la squadra di Andreazzoli pratica il giuoco del calcio, sia perchè avrei voluto veder punito un comportamento che – mio modesto, sindacabile e criticabile parere – è stato anti sportivo.

Purtroppo quasi mai il Dio del calcio è giusto e, come nell’occasione, la Dea bendata ha guardato altrove, favorendo il non calcio di Fiorentina-Genoa rispetto alla bellissima ed emozionante e trascinante prova dell’Empoli. Come spesso accade in Italia, sia nella parte alta che in quella bassa della classifica (a buon intenditor poche parole).

In Italia manca la cultura del gioco e manca la sportività. Un binomio che sta portando il nostro calcio sempre più giù e più lontano dagli altri campionati europei. Qualcuno prima o poi, semmai anche con l’aiuto di quei mass media che si schierano piuttosto che fare da grillo parlante, si spera si accorga del paradosso che avvolge l’intero sistema calcistico italiano e ponga rimedio ad errori e comportamenti infelici, piuttosto che lasciarsi andare a critiche “giustificative” quando in Europa le nostre squadre fanno “fetecchia“.

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Giornalista sportivo, appassionato di calcio e, da sempre, tifoso del Napoli. Dal 2004 partecipo al progetto Napolisoccer.NET condividendone obiettivi e speranze, con l'unica finalità di fornire ai lettori un'informazione corretta e neutrale, scevra da pregiudizi e fuori da ogni logica di interesse. Napoletano convinto, nutro amore e passione incondizionata per "Terra mia", "Napul'è" e per la maglia azzurra.


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