Albiol saluta: “Difficile andar via, amo Napoli. Resta una squadra fortissima cui manca un 10% per vincere”

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Raul Albiol ha salutato Napoli anche in una lunga intervista pubblicata oggi dal Corriere dello Sport. Di seguito una sintesi elaborata dalla redazione di NapoliSoccer.NET per i propri lettori 

“Nel 2011, dopo il matrimonio, tra le tappe del viaggio di nozze inserimmo Capri: un giorno decidemmo di fare un giro a Napoli, un piccolo tour in taxi per conoscere un pochino la città, ma fu quasi traumatico. Un casino e un traffico pazzeschi, non eravamo abituati: e allora ci guardammo e ci dicemmo che non saremmo mai più tornati. Due anni più tardi, dopo aver comunicato al Real la mia intenzione di andare via, leggo di Rafa al Napoli: ricordo che un brivido mi attraversò la schiena, pensando alla città.

All’epoca io e Benitez avevamo lo stesso procuratore, e tra l’altro Rafa mi conosceva benissimo. Mi chiamano e mi dicono dell’offerta molto buona del Napoli. Un’offerta da accettare: e accettai. Ma non sapevo come dirlo ad Alicia. Non voleva venire, fu difficile convincerla, ma poi s’è innamorata: e oggi è la più triste di tutti noi. Qui abbiamo conosciuto gente fantastica, i nostri bimbi sono cresciuti con i loro coetanei napoletani, sono andati a scuola, hanno imparato l’italiano e anche il dialetto. Ci sono scappate già parecchie lacrime e altre ne scivoleranno.

Villareal? Dovevo rispondere di sì. Sono stati caparbi, sono tornati alla carica, potevo andare via nell’estate scorsa o prima, quando mi chiamò il Valencia. Ci avevo pensato spesso, poi non ce l’avevo fatta a staccarmi da Napoli. Ora che ho 34 anni penso sia naturale avvertire il richiamo di casa, dei genitori, dei fratelli, e progettare il proprio finale di carriera.

Qui resta una squadra di grandissima levatura che ha in panchina uno degli allenatori più forti del mondo. Qui c’è un futuro, perché i giovani sono di assoluto valore: si lotterà per lo scudetto, sicuro. L’unica certezza è la presenza di Koulibaly, il più forte difensore al mondo. E mi spiace staccarmi anche da lui. Poi su di me e su Manolas, che è bravissimo, ognuno può avere una propria opinione. Nel tempo, e in campo, si vedrà chi avrà avuto un rendimento migliore .

Ancelotti si è arrabbiato. E anche De Laurentiis: poi hanno compreso la scelta di vita. Ma io devo un grazie a tutti: alla città, che amo alla follia. Alla società, ai tifosi, ai compagni. Alle maestre che hanno contribuito alla formazione dei miei figli, al mio amico Franco e a Mario: me li porterei a Valencia! In realtà vorrei citare tutti quelli che sono stati al mio fianco in questo periodo indimenticabile: l’elenco è lungo.

Io so che ho dato tutto e che ho ricevuto, calcisticamente ma soprattutto umanamente, tantissimo. Però questa offerta del Villarreal, a cui sono grato per la stima e gli sforzi, mi mette in condizione di tornare a casa mia, che è a mezz’ora dal centro sportivo in cui andrò ad allenarmi.

Il giorno più duro è stato a Firenze, quando perdemmo lo scudetto, o forse questo del mio adios. Non so. Sapete cosa? Io a Napoli, sin dal primo istante in cui sono arrivato, mi sono sentito amato. Rimpianto? Lo scudetto di due anni fa, ovviamente. Una rabbia che ancora avverto dentro perché con novantuno punti in genere si vince sempre. Però il Napoli non deve smettere di crederci, qui ci sono le condizioni per farcela, la Juventus mollerà qualcosa, non può resistere. E dietro, ci sono i miei amici.

Io qua ho avuto suerte. Fortuna davvero: sono stato bene con ognuno di loro. Rafa lo conoscevo dal Valencia, gli dovevo tanto e ora gli devo anche altro, perché è stato lui a portarmi qua. E Sarri mi ha cambiato, mi ha migliorato. Poi c’è Ancelotti, un grandissimo: un giorno potrò dire di essere stato allenato da lui. L’unico rimpianto, ripeto, è che vado via senza aver vinto lo scudetto.

Sarri alla Juve? Maurizio è un uomo adulto e sa quello che fa: è difficile prendere decisioni dinnanzi a proposte del genere e bisogna trovarsi in certe situazioni per poterne parlare. Ai napoletani non farà piacere vederlo su quella panchina, è normalissimo, e anzi a essere onesto non fa piacere anche a me. Per niente. Fa proprio uno strano effetto immaginarlo alla Juve: molto più di Higuain.

Cosa manca al Napoli? Un 10%. Se si aggiunge James Rodriguez… Carlo sa tutto di lui e lui di Carlo si fida. Sono stati insieme a Madrid e Bayern, c’è stima. James aggiunge tasso tecnico, fantasia”.

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