La partita vista dal tifoso:Juve-Napoli, la beffa e la riflessione

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passionepallone.jpgJuventus-Napoli 4-3. Che partita e che beffa! Accade di tutto allo Juventus Stadium, gol, svarioni, grandi giocate ed emozioni forti. Un’altra partita pazza che questa volta gli azzurri non sono riusciti a ribaltare del tutto, finendola con il perderla nel modo più beffardo possibile. L’autogol di Koulibaly è stato un colpo al cuore.

Bisogna vedere il bicchiere mezzo pieno però. Se a Firenze il pareggio sarebbe stato più giusto, così come ieri, allora il Napoli ha comunque un punto in più in classifica (3 al posto di 2).

Quanto visto a Torino, allo steso modo e con la stessa lucidità, deve portare anche ad altre considerazioni, che, anche se siamo solo alla seconda di campionato, se non suonano come un campanello d’allarme, sono comunque un segnale che Ancelotti deve essere bravo a cogliere.

Nessun dramma e nessuna preoccupazione, ma occhi e testa vigili su quello che non va come dovrebbe o, per lo meno, come un po’ tutti si aspettavano.

Iniziare una stagione con due trasferte così insidiose di certo non è stato facile, ma forse queste due partite potranno essere utili all’allenatore per analizzare difetti, sbavature e piccole amnesie che, forse, un inizio più morbido non avrebbe messo in evidenza.

Sette gol in due partite non sono un bel biglietto da visita per quelli che tutti, anche ora, vedono come una delle migliori difese del campionato se non d’Europa. Ma siamo sicuri che sia tutta colpa della difesa?

Se si analizzano le due gare, le colpe del reparto difensivo ci sono, ma sono dettate da errori individuali e da una forma fisica non ottimale, soprattutto di alcuni suoi protagonisti, vedi Koulibaly.

Quello che desta più preoccupazione, però, è il centrocampo. Se questo non fa filtro, se non agisce oltre che da giro palla, anche da diga davanti alla difesa, quest’ultima andrà sempre in sofferenza. Le gare di Firenze e quella di Torino ne sono due chiare testimonianze. Centrocampo sistematicamente saltato e difesa che si è sempre trovata scoperta e inadatta a contenere le folate offensive degli avversari.

Ripeto, siamo solo alla seconda di campionato, ma non si può far finta di nulla e credo che il primo ad essersi accorto di questa situazione sia proprio Ancelotti.

Allan-Zielinski-Ruiz. Un modulo 4-2-3-1, che non esalta il Napoli e che soprattutto, non esalta i tre giocatori. Ruiz posizionato quasi da trequartista sembra fare fatica, così come Zielinski che ha il passo per creare superiorità numerica in avanti, ma non muscoli per contrastare dal centrocampo in giù. Resta il solito Allan, che però finisce sempre con il restare solo, accumulando cartellini e stanchezza.

Il problema di questo centrocampo, due bassi, uno alto (Ruiz) porta con se un’altra considerazione ed un altro giocatore, Insigne. Il 4-2-3-1 è stato scelto proprio per esaltare il ruolo di Lorenzo, più esterno e quindi più nel suo ruolo naturale. Una mossa dovuta per salvaguardare il capitano, ma una mossa che ha portato alla rinuncia del 4-4-2 che sia a Torino, nella ripresa, sia lo scorso anno aveva dato più garanzie.

Come risolvere l’arcano? Non spetta a me dirlo, ma al Mister e sono certo che lui saprà trovare la mossa più congeniale al suo Napoli. Certo, qualcosa agli occhi è balzata anche noi e porta inevitabilmente ad un sacrificio. Se si vuole (giustamente, visto che il Mister ci crede) continuare con il 4-2-3-1, allora Elmas sembra avere più fisicità in mezzo al campo rispetto a Zielinski. Non è una caso, infatti, che il Napoli sia a Firenze che a Torino sia sembrato più equilibrato con la sua presenza in campo.

Altrimentirestano due strade. Il 4-3-3, sempre con Allan-Ruiz-Elmas, con Ruiz in cabina di regia, ruolo su misura per lui o il ritorno al 4-4-2 con il sacrificio di ben due/tre attaccanti, che con il rientro di Milik, punta centrale e le ottime premesse messe in mostra da Lozano, potrebbero portare all’esclusione di quasi tutto il trio di piccoletti (Insigne-Mertens-Callejon) che tanto hanno dato e potrebbero ancora dare alla causa.

E se arrivasse James all’ultimo momento? Bhe, Carletto (ed anche noi) sarebbe felicissimo, ma siamo sicuri sia quello che serve?

Gianluca Tantillo

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