San Paolo, altro volo di stracci. Impossibile schierarsi: in ritardo anche il comunicato

2
1246

Quanto successo negli ultimi giorni intorno alla “questione spogliatoi” dello Stadio San Paolo costituisce l’ennesimo volo di stracci tra la SSC Napoli e le istituzioni locali – il Comune, ma anche l’ARU, l’agenzia regionale per le Universiadi. Una brutta pagina tutta napoletana che, purtroppo, ha fatto il giro del mondo e dei principali giornali europei.

“Affidare” il comunicato ad Ancelotti ha fatto in modo che la figura impeccabile e inattaccabile dell’allenatore desse risalto internazionale alla notizia – se così possiamo definirla, visto che in città era cosa risaputa e finanche l’assessore Borriello ne aveva accennato in una recente intervista – della mancata ultimazione degli spogliatoi a circa tre giorni di distanza dal primo impegno interno degli azzurri contro la Sampdoria.

Il Napoli era pienamente cosciente delle difficoltà delle tempistiche legate al rinnovo delle zone interne del San Paolo, rimaste non ultimate al termine dei lavori per il rinnovo dello stadio in vista delle Universiadi, nel luglio scorso. Tanto consapevole, la società azzurra, da richiedere la doppia trasferta ad inizio campionato per consentire il regolare svolgimento delle gare a partire proprio da questo fine settimana.

È probabile – per non dire sicuro – che tale richiesta, accolta dalla Lega Calcio, ha consentito qualche giorno di vacanza in più a chi ora si vede costretto a rincorrere anche i minuti per ultimare lavori che avrebbero potuto essere conclusi ben prima e in tutta calma.

Stando a quanto pubblicato da Il Mattino oggi, non esisteva e non esiste tuttora un termine di contratto per la consegna dello stadio al Napoli ultimato dei lavori agli spogliatoi – di cui una parte, quella degli arredi e delle vasche, doveva essere realizzata proprio dalla SSC Napoli. Il quotidiano partenopeo parla di “gentlement agreement” per il 31 agosto scorso, una data che avrebbe consentito al Napoli di allestire gli spogliatoi in tutta calma. 

Ma tra il gentlement agreement e le date da contratto ci passa – per così dire – un’intera città che vive da sempre di lentezze e inadempienze. Il comunicato arrivato a poche ore dalla partita, firmato dall’allenatore, con un tono di indignazione totale, e con uno sprezzo che definiremmo “consueto” per la SSC Napoli che coinvolge spesso il rispetto per la città e per la maglia quando si tratta di ritardi nei propri confronti, salvo poi manifestare poca stima nei confronti delle stesse cose in altri contesti,
ha lasciato ancora una volta una certa amarezza in molti appassionati.

Si è diffuso il sospetto che l’indignazione sia scattata “ad hoc” alla vigilia dell’incontro (che si sarebbe dovuto tenere oggi e che sarebbe ancora slittato di qualche giorno, stando alle parole di Borriello, ndr) per la firma della convenzione quinquennale per l’uso del San Paolo da parte del Napoli. Una firma impossibile da apporre senza il pagamento dei 3 milioni di debito che il Napoli ha ancora nei confronti del Comune per il fitto dell’impianto negli anni passati; cifra per altro già decurtata in ragione della retroattività della stessa convenzione per la stagione scorsa. È diffuso anche il parere – sopratutto tra i giornalisti – che la società avrebbe dovuto mantenere per la propria dirigenza la responsabilità del comunicato, senza “coinvolgere” l’allenatore in questa che assomiglia molto a una bega di paese.

Ma tralasciando per un attimo i modi, andiamo alla sostanza delle cose: la  preoccupazione si sarebbe potuta esprimere tranquillamente già il 1 Settembre, proprio in ragione di quel Gentlement Agreement di cui la stessa società ha riferito oggi a Il Mattino. Perché non esprimere una “tranquilla ma seria preoccupazione” dieci giorni fa?

Sarebbe stata un’espressione condivisibile e ragionevole, davanti alla quale nessuno avrebbe potuto nascondersi. In questo il Napoli, che pretende dalle istituzioni quanto promesso, sembra essersi calato a pieno nella realtà partenopea: anche il comunicato di indignazione arriva con un ritardo colpevole, e ricordiamo che la società esprime tale pretesa in una posizione debitoria nei confronti dell’istituzione di circa 3 milioni di Euro.

Restano quindi due cose: la consapevolezza che in questa storia siano tutti colpevoli. E la tanta, tantissima amarezza, per una storia che sembrava aver trovato una svolta in estate e che – ancora una volta per una certa inattitudine (o inettitudine?) delle parti in gioco – trova invece l’ennesima pagina, ce lo si lasci dire, squallida. Col pericolo che a questo squallore ci si sia ormai abituati. 

Ci interessa il tuo parere, commenta l’articolo ed esprimi la tua opinione alla fine della pagina.

NapoliSoccer.NET è stato scelto da Google News come testata giornalistica sportiva riportante notizie. Per seguirci su Google News ed essere sempre aggiornato clicca sul seguente link.

NapoliSoccer.NET è stato scelto da Google News come testata giornalistica sportiva riportante notizie. Per seguirci su Google News ed essere sempre aggiornato clicca sul seguente link.



2 Commenti

  1. Sembra di assistere ai fondamenti della crisi di governo, dove le due parti interessate (M5S e Lega) alla fine sono venuti alle male parole. E se i due contendenti (Napoli e Comune) andassero ognuno per la propria strada dando fine a questo gioco delle parti?

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.