Mister fai vedere chi sei. Ora o mai più!

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Torino-Napoli 0-0. Benedetta sosta del campionato. I tifosi, in particolare quelli del Napoli, non sono mai stati amanti delle soste per la Nazionale, ma dopo lo squallore visto ieri a Torino, hanno quasi tirato un sospiro di sollievo per questo stop che potrà sicuramente far bene al Napoli. Dieci giorni, nazionali sparsi per il mondo permettendo, in cui gli azzurri dovranno necessariamente ritrovare serenità, gioco, grinta, cattiveria agonistica e soprattutto i gol. Tutte cose, fondamentali per un gruppo che ambisce a vincere, che la banda di Ancelotti, da Cagliari in poi, non ha più ritrovato. Il pareggio contro il Toro è stata la più brutta partita del Napoli degli ultimi 4 anni, peggiore anche della tanto famosa debacle di Firenze che costò il campionato. Li si poteva parlare di attenuanti “morali” ed anche di una Fiorentina stranamente molto propositiva. Ieri si è giocato contro un avversario oggettivamente debole, ferito, spaesato a cui il pareggio sembrava quasi un sogno da realizzare senza neanche crederci troppo. Gli azzurri, però, sono stati, (se è possibile) ancora più deludenti dei granata. Si può anche pareggiare con la squadra di Mazzarri, ma non in questo modo. Non giocando come se fosse una gara di fine campionato senza contenuti. Non giocando senza minimamente pensare all’altra gara che si sarebbe giocata in serata con la possibilità di rosicchiare punti almeno ad una delle due. Se vogliamo poi, c’era anche un’altra considerazione da fare. Tutti parlano di un campionato a tre con Juve, Inter e Napoli ma al momento la terza incomoda è l’Atalanta. In passato ci si è spesso lamentati del fatto di giocare prima degli altri e sui condizionamenti che questo fattore poteva dare. Ieri l’Atalanta ha giocato prima ed ha vinto la sua gara, consolidandosi al terzo posto. Il Napoli aveva l’obbligo di vincere proprio per far capire ai bergamaschi che quella posizione non gli appartiene. Invece nulla di tutto questo è accaduto con un Ancelotti che, per la prima volta in un anno e mezzo di panchina azzurra, è tra i grandi imputati, forse il principale. Tutti si aspettavano molto di più in questa stagione. E’ vero, non siamo nemmeno al giro di boa, però, lungo il cammino fatto fino ad ora, qualcosa si è inceppato. Troppe squadre diverse schierate dal primo minuto. Turn over eccessivo e tal volta privo di senso pratico. Troppi equivoci tattici e dopo un anno e mezzo sembra veramente assurdo che un Mister così navigato non abbia ancora capito come far giocare sempre la sua squadra. Infine c’è il grande enigma del mercato e di quella voce grossa che anche quest’estate non si è fatta sentire. Lozano-Insigne. Questo il grande enigma. Con il passare delle giornate, al netto delle attenuanti sull’ambientamento del messicano, sembra evidente che il suo ruolo sia quello occupato dal capitano azzurro. Questo lascia presagire, con un po’ di malizia, che tra Ancelotti ed Insigne non scorra un ottimo feeling e che il Mister sperasse realmente in una cessione del talento di Frattamaggiore. Ma se ciò non è accaduto, allora perchè investire 45 milioni su un giocatore che così rischia (speriamo di no) di bruciarsi all’ombra del Vesuvio? Su Insigne poi cadono anche altri interrogativi. Se con il 4-4-2 fa fatica, allora perchè insistere con la fascia di capitano? Lorenzo è un grande calciatore ma non un fuoriclasse tale che deve avere per forza il posto assicurato. Ieri tutti si aspettavano da lui una prestazione capace di spaccare tutto, invece ne è uscita fuori una gara abulica, priva di spunti e, cosa ancor più grave, senza leadership da capitano. Un Insigne così fa male a lui e al Napoli. Ancelotti deve smettere di fare l’aziendalista a tutti i costi ed iniziare ad essere quel grande allenatore che tutto il mondo calcistico ci invidia. Basta mezze frasi e atteggiamenti concilianti verso Società e giocatori. Chi merita gioca, che sia capitano o che costi 45, 50 o 100 milioni. Questa squadra ha bisogno di un leader, ma soprattutto di un allenatore che imponga le sue idee. Quando Mister Carletto smetterà di far contenti tutti ed infelice se stesso ed i tifosi, allora vedremo un Napoli finalmente competitivo. O almeno si spera!

Gianluca Tantillo



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