La “Bastonata”: Ora basta! Rimediare unico obiettivo per evitare il tracollo!

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La “Bastonata”: Nessuno è esente da colpe i tifosi lo sanno. Ora è giunto il momento di dire basta e rimettere la nave nella giusta direzione. Alla società l’onere!

In casa Napoli non è un buon momento, sia dal punto di vista tecnico-sportivo che di ambiente, e non ci vuole la zingara per capirlo. Seppur è vero che la situazione creatasi oltre che anomala è anche di difficile interpretazione, necessita di un intervento, se non risolutivo almeno risoluto. E dovrebbe essere compito della società agire per salvaguardare se stessa e la stagione, ancorché già abbastanza compromessa.

Ed invece, in un momento tanto difficile quanto complicato, il silenzio adottato sembra più la resa rispetto al “non saper che fare” che lo strumento per riportare tranquillità in uno spogliatoio ormai ingestibile.

Ad oggi, quasi una settimana dopo, nulla si conosce di cosa sia accaduto e di cosa stia accadendo in casa Napoli. Con uno scarno comunicato, più tendente a creare i presupposti per la propria tutela legale, la società ha passato gestione e responsabilità al tecnico. Null’altro.

Ben ci sarebbe stata una spiegazione ufficiale, così da rendere chiare le responsabilità e far comprendere gli accadimenti. Piuttosto che far diventare le indiscrezioni, ovviamente uscite nel corso dei giorni, strumento di giudizio, sarebbe stato consono evitare gogne mediatiche e non dare la possibilità agli avvoltoi di abbassarsi sul Napoli. Purtroppo ciò non è avvenuto ed ancora non avviene!

In questo clima si è (non) giocata Napoli-Genoa. Partita in cui è emersa, evidente quanto aspettata, l’attitudine dei giocatori del Napoli di svolgere il compitino loro assegnato.

Qualcuno c’è riuscito meglio, qualcuno peggio, ma alla fine sempre dello svolgimento del compitino si è trattato! Scusanti o non scusanti quello che i tifosi hanno visto è stata una squadra non più squadra, scesa in campo per dovere ma che non crede in quel che fa, dove ognuno prova a tirarsi fuori e, soprattutto a non sbagliare in campo. 

Ci può stare. L’impegno, seppur c’è, da solo, non sopperisce alla mancanza di serenità e, di riflesso, il tutto si manifesta nella cattiva prestazione dei singoli. Quando non c’è la testa giusta ogni discorso, tattico o tecnico che sia, è aleatorio.

Il colmo è stato raggiunto ed anche superato: ora basta! Per il bene del Napoli è necessario che la società, prima facendo chiarezza, agisca ed anche in tempi brevi, perché sommando alle difficoltà tecniche, emerse nel corso di questa prima fase di stagione, l’attuale stato mentale si rischia veramente il tracollo.

La società, nella persona del presidente De Laurentiis, si faccia carico di porre rimedio alla questione prima chiarendo cosa è realmente accaduto poi trovando in breve il rimedio, evitando di far degenerare ancor più una situazione che ha dissolto l’idea di spogliatoio unito da sempre nella mente dei tifosi tutti.

Già è dura combattere contro i fattori esterni, doversi sobbarcare anche quest’altra croce è chiedere troppo ad una tifoseria che storicamente (e stoicamente) ha dovuto e deve mandar giù tanti bocconi amari.

Quel che ora serve è un timoniere in grado di rimettere assieme i pezzi e riunire tutte le parti sotto il vessillo azzurro. Invece, ad oggi, colpevolmente non si registrano azioni di “alleggerimento“. Ognuno difende le proprie posizioni e segnali di mediazione, piuttosto che di distensione, non sembrano essere arrivati. E si è persa anche l’occasione della gara con il Genoa per rassicurare chi la partita l’ha guardata per capire, aspettandosi una reazione ed una comunione d’intenti che non si è vista!

A chi tocca provare a ricucire lo strappo, così da superare incomprensioni ed errori? A chi tocca indirizzare in maniera positiva una “tarantella” di cui avremmo tutti voluto fare a meno?

Ovviamente alla società ed al presidente che, scrollandosi di dosso rigidità, supponenza e prosopopea, deve prima di tutto garantire il Napoli ed i tifosi azzurri, incolpevoli spettatori e sicuri danneggiati da questo teatrino. Perché i giocatori andranno via. L’allenatore potrà allenare altrove. Il presidente otterrà ricavi dalle cessioni. Ma ai tifosi? Cosa resta ai tifosi se non il fiele di questa vicenda?

Al presidente De Laurentiis il compito di gestire la crisi ma soprattutto di evitare che i tifosi continuino a distaccarsi dalla squadra. Perchè – semmai ci fossero dubbi – questo sta accadendo.

E’ deflagrato in quest’ultima settimana un sentimento che lentamente, forse sommessamente, era iniziato già prima. Tante scelte fatte in questi ultimi 6/7 anni non erano state ben viste.

La tifoseria in questi anni si è spaccata in più tronconi e per più cose ma finora il collante tra società e tifosi era la squadra… ora come la mettiamo?

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Giornalista sportivo, appassionato di calcio e, da sempre, tifoso del Napoli. Dal 2004 partecipo al progetto Napolisoccer.NET condividendone obiettivi e speranze, con l'unica finalità di fornire ai lettori un'informazione corretta e neutrale, scevra da pregiudizi e fuori da ogni logica di interesse. Napoletano convinto, nutro amore e passione incondizionata per "Terra mia", "Napul'è" e per la maglia azzurra.


1 COMMENTO

  1. Quoto tutto.
    L’amarezza dei tifosi sale insieme alla consapevolezza di assistere impotenti a quanto accade, al fatto che del sentimento del popolo che segue questa squadra non interessa a nessuno

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